sabato 13 agosto 2011

Raul

Avviso ai naviganti: se per caso fossi troppo logorroica,vi annoiaste o altro saltate le scritte in nero e leggete il testo Raul di M. Quoist in blu, grazie!
Il 7 agosto Potolina scrive un post, lo leggo, non c' era nessun commento ed inizio a scrivere il mio, scrivo, scrivo, scrivo, ad un certo punto mi dico, no, non è il caso, non si può fare dei commenti che siano lunghissimi, però qui voglio parlarvi della mia esperienza personale.
Alcuni anni fa nacque un bel maschietto, io e Titti andammo a trovare mamma e bimbo in ospedale, lo tenni fra le braccia e per mia comodità e riservatezza nei suoi confronti chiedo alla mamma come l'ha chiamato e lei mi dice: Raul.
Raul ha un anno io e Titti lo vediamo, sta iniziando a  parlare è vestito da maschietto (vedi il post di Potolina dell' 8 agosto) quando torniamo a casa in macchina io e Titti ci diciamo: " è un bimbo strano" Raul cresce come tutti i maschietti ma c' è qualcosa in lui di diverso, alla fine non ci fai più caso un ragazzino educato, simpatico, artista, il tempo passa lui continua a crescere Luce dei miei occhi ed un suo amico un giorno in macchina mi dicono: Raul sembra omosessuale, bo? gli artisti sono un po' strani ed originali.
Un giorno sono a casa di Raul che nel frattempo  si è già laureato e parla d' amore, non ho capito bene e gli chiedo: ma stai parlando di una ragazza??
No, di un ragazzo, sono omosessuale!!
Ah, rispondo io con aria tranquilla e lui si stupisce perché io non sono sconvolta o scandalizzata ed io gli spiego che io l' ho visto fin da quando aveva un anno così, dopo di che gli dico quello che penso, le cose su cui sono daccordo e quelle su cui non lo sono e poi tornata a casa ho fotocopiato il testo di M. Quoist l' ho incollato ad una bella cartolina e poi un po' di tempo dopo gliel' ho dato dicendo spero che non ti dia fastidio ma a me piaceva tanto e lui dopo aver letto mi ha detto che il testo gli è piaciuto.
Io conosco solo lui, ma per me Raul  è nato così, è un bravo ragazzo, serio e spero che trovi delle brave persone.
Adesso sconvolgerò molti e spero di essere capita, a me è dispiaciuto che il papa abbia impedito l' ingresso in seminario agli omosessuali perché se uno è onesto e serio può servire Dio in maniera degna, io non credo che tutti gli omosessuali siano dei pervertiti o dei viziosi, anche un etero può essere indegno, vizioso o pervertito.
Più il tempo passa e più mi sto rendendo conto che sono una catto-laica, ho avuto la fortuna di incontrare delle belle (dentro) persone laiche, religiose, che sono un po' stufa delle etichette, siamo tutti esseri umani, il bene ed il male non hanno bandiere.
Tu sei Raul
Avevo sentito che lui desiderava parlarmi, ma esitava.
Lo capisco.
E’ venuto. Si è seduto davanti a me, un po’ curvo, prostrato su se stesso.
Dopo un attimo s’è drizzato bruscamente. Così, come un uomo al limite delle forze, che con una scrollata di spalle si scarica del suo fardello, ha detto rapidamente:
-          Sono omosessuale.
L’ho guardato tranquillamente, con amicizia, e con fermezza ho detto: No.
-          Ma…. lo so bene, io! Ancora l’altro ieri …..
-  No, tu non sei un omosessuale. Tu sei Raul.
Raul che ha tre grandi qualità (di fronte al suo grande stupore gli ho enumerato tutto ciò che leggevo sul suo volto e i suoi tratti).
Raul che fa belle cose nella sua vita (avevo sentito parlare di lui.)
Raul soprattutto, che è personalmente amato da Dio, Di un amore infinito,
Raul infine che aveva tendenze omosessuali e che di tanto in tanto, o anche spesso, passava all’azione.
Malgrado la grande sofferenza che ti reca questa prova, nulla può toglierti e ti toglierà mai d’essere prima di tutto Raul, l’amato da Dio.
Il resto è relativamente secondario
rispetto a questa meravigliosa realtà.
Abbiamo discusso a lungo.
A poco a poco lui si è raddrizzato e disteso.
Osavo appena guardarlo .
Avevo troppa paura d’imbarazzarlo,
Temevo troppo che egli pensasse ancora che io guardassi “ un omosessuale”,
Quando i nostri sguardi si sono incrociati, lui ha sorriso. Io ho sorriso.
Ero anche felice che lui, (poiché credo fosse ridiventato Raul di fronte a me, e che avesse sentito che è a “lui” che io sorridevo.
Non l’ho liberato da questa prova, ma l’ho aiutato a riscoprire ciò che era,
un essere ricco,  degno e amabile di fronte alle sue difficoltà.
Egli si era identificato con esse e “si” rifiutava insieme ad esse,
pensando che Dio e gli altri lo rifiutassero allo stesso modo.
Solo dopo abbiamo potuto cercare insieme ciò che potevamo fare della sua sofferenza.
Ciò che è vero per ogni infermità dell’uomo lo è anche per i nostri peccati.
Noi c’identifichiamo  - e ci s’identifica – con i nostri peccati.
E ci disprezziamo – o ci si disprezza – con essi.
E’ sbagliato. Qualunque sia l’enormità del nostro peccato non bisogna mai perdere la stima di se stessi, poiché noi siamo sempre pregevoli, e infinitamente amati.
E’ per il nostro peccato che Dio ha sofferto, non di noi.
Quindi per favore,
se gettiamo il nostro peccato nella pattumiera,
non gettiamo anche noi con esso,
Nostro Padre ci aspetta.

                                                                           M. Quoist
 “Le più belle preghiere di M.  Quoist »

2 commenti:

  1. mi hai fatto tornare alla mente le parole di un ex-rettore di seminario: "un omosessuale può essere sacerdote, l'importante è che viva castamente e con serenità la sua omosessualità, che è quello che guardo anche in un eterosessuale. Le deviazioni sessuali ci sono sia negli eterosessuali che negli omosessuali. La discriminante non è l'identità sessuale, ma il come si vive la propria sessualità"

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  2. Tu sei riuscita a spiegare perfettamente quello che intendevo, concordo con te e l' ex-rettore.

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