lunedì 29 agosto 2011

Rischiare

Una volta appesa ad una porta vidi un foglio "L'Ange du risque" lessi poche righe e chiesi la fotocopia, e poi qualche anno più in là rischiai, e vi posso assicurare che pur se i risultati furono non furono quelli auspicati, non sono pentita, tutt' altro.
Non sapevo nemmeno chi fosse l' autore, l' ho scoperto cercando la traduzione in italiano su internet, anzi vista la mia nota pigrizia questa volta devo confessarvi che non ho verificato la qualità e l' esattezza della traduzione per cui declino ogni responsabilità, il senso mi sembra quello delle pagine in francese ma, sempre per la pigrizia non ho fatto il raffronto, per cui se ci sono degli errori vi prego di scusarmi.

L’ Angelo del rischio
Oggi molti ritengono che la cosa più importante sia di non attirare l’ attenzione su di loro, di non fare errori. Così non si rischia di compromettere  la propria carriera professionale si sfugge alla critica del  gruppo; non si deve cedere il posto, la vita ha successo. In realtà, però, questo atteggiamento ostile al rischio, è di ostacolo alla vita. Chi non vuol fare assolutamente nessun errore, sbaglia tutto. Siccome non osa nulla, non corre alcun rischio. Così non può neppure nascere qualcosa di nuovo. Sia nell’economia come nella politica, nella Chiesa come nella società, nessuno rischia più. Se lo facesse sarebbe attaccabile. Infatti, potrebbe anche andar male e sarebbe la catastrofe. Allora si dovrebbe abbandonare il dolce guanciale e si dovrebbe pubblicamente giustificare se stessi e i propri errori. Molti temono di non riuscire a sopravvivere a tanto. Sono talmente vincolati al riconoscimento e all’attenzione degli altri che non si affidano più al loro fiuto e non rischiano più nulla.
La psicologia ci dice che  la mancanza di coraggio per il rischio ha  a che fare  con la mancanza di padri propria  della nostra società. Il padre normalmente è colui che ci rafforza la colonna vertebrale, che ci dà il coraggio di osare qualcosa, di affrontare un rischio. Se manca questa positiva esperienza del padre, se non c’è un padre a irrobustirci la colonna vertebrale, allora abbiamo bisogno di un sostituto della spina dorsale. Ecco allora l’ideologia, la norma fissa, dietro la quale ci si trincera.  Si va al sicuro. Non si vogliono fare esperimenti. Tutto deve restare come prima. Non ci si consente di pensare il nuovo, meno che meno di fare il nuovo. Infatti non c’è alcuna garanzia che il nuovo riesca. Perciò lo si tralascia. La nostra epoca è caratterizzata dalla mancanza di fantasia e dalla mancanza del coraggio di rischiare qualcosa. Il termine tedesco Risiko deriva dall’italiano e significa pericolo, avventura. Molti pretendono che la vita debba trascorrere senza pericolo. Ci si deve assicurare contro tutti i pericoli, di modo che non ci possa capitare nulla, ma, quanto più ci si assicura, tanto più insicuri si diventa. Un po’ alla volta non si confida più in se stessi. Tutto deve essere assicurato. Nessun rischio senza una sufficiente sicurezza. Questo porta sempre più all’irrigidimento. Lo si vede abbastanza chiaramente nell’attuale situazione politica ed economica. Usciamo da questo vicolo cieco solamente se osiamo qualcosa, se rischiamo di far anche qualche errore. Ti  auguro che l’angelo del rischio ti incoraggi ad osare la tua vita e a rischiare nuove strade per te e per le persone che ti stanno attorno. L’angelo del rischio ti irrobustisca la colonna vertebrale e ti guardi alle spalle affinché tu sia libero di osare te stesso e di affidarti ai tuoi impulsi interiori, senza aver bisogno di assicurati da ogni parte.
Il mondo ti sarà grato se osi qualcosa di nuovo, se non domandi il permesso a tutto il mondo prima di dare attuazione  alle tue idee. Infatti, giorno dopo giorno sperimentiamo che il vecchio non vale molto. Nessuno si fida di percorrere nuove strade nella questione della disoccupazione. Si preferisce trincerarsi dietro luoghi comuni o si dà la colpa ad altri. Ognuno attende che l’altro faccia un passo falso. Allora lo si può criticare. Nessuno, però osa fare il primo passo. Così si sta fermi. Si sta in agguato per cercare gli errori negli altri, invece di rischiare di sbagliare personalmente. Ti auguro che l’angelo del rischio ti renda capace anche della libertà di fare errori per aprire nuove strade a te stesso e agli altri. Solamente se ti affidi all’angelo del rischio, qualcosa di nuovo potrà crescere per mezzo tuo in questo mondo e gli altri, grazie a te, potranno scoprire possibilità nuove.
                                                    Anselm Grün "50 angeli per accompagnarti durante l' anno" Ed. Queriniana

mercoledì 17 agosto 2011

Buona giornata a voi tutti

Ti svegli, guardi il cielo e...
basta parole ..........



sabato 13 agosto 2011

Raul

Avviso ai naviganti: se per caso fossi troppo logorroica,vi annoiaste o altro saltate le scritte in nero e leggete il testo Raul di M. Quoist in blu, grazie!
Il 7 agosto Potolina scrive un post, lo leggo, non c' era nessun commento ed inizio a scrivere il mio, scrivo, scrivo, scrivo, ad un certo punto mi dico, no, non è il caso, non si può fare dei commenti che siano lunghissimi, però qui voglio parlarvi della mia esperienza personale.
Alcuni anni fa nacque un bel maschietto, io e Titti andammo a trovare mamma e bimbo in ospedale, lo tenni fra le braccia e per mia comodità e riservatezza nei suoi confronti chiedo alla mamma come l'ha chiamato e lei mi dice: Raul.
Raul ha un anno io e Titti lo vediamo, sta iniziando a  parlare è vestito da maschietto (vedi il post di Potolina dell' 8 agosto) quando torniamo a casa in macchina io e Titti ci diciamo: " è un bimbo strano" Raul cresce come tutti i maschietti ma c' è qualcosa in lui di diverso, alla fine non ci fai più caso un ragazzino educato, simpatico, artista, il tempo passa lui continua a crescere Luce dei miei occhi ed un suo amico un giorno in macchina mi dicono: Raul sembra omosessuale, bo? gli artisti sono un po' strani ed originali.
Un giorno sono a casa di Raul che nel frattempo  si è già laureato e parla d' amore, non ho capito bene e gli chiedo: ma stai parlando di una ragazza??
No, di un ragazzo, sono omosessuale!!
Ah, rispondo io con aria tranquilla e lui si stupisce perché io non sono sconvolta o scandalizzata ed io gli spiego che io l' ho visto fin da quando aveva un anno così, dopo di che gli dico quello che penso, le cose su cui sono daccordo e quelle su cui non lo sono e poi tornata a casa ho fotocopiato il testo di M. Quoist l' ho incollato ad una bella cartolina e poi un po' di tempo dopo gliel' ho dato dicendo spero che non ti dia fastidio ma a me piaceva tanto e lui dopo aver letto mi ha detto che il testo gli è piaciuto.
Io conosco solo lui, ma per me Raul  è nato così, è un bravo ragazzo, serio e spero che trovi delle brave persone.
Adesso sconvolgerò molti e spero di essere capita, a me è dispiaciuto che il papa abbia impedito l' ingresso in seminario agli omosessuali perché se uno è onesto e serio può servire Dio in maniera degna, io non credo che tutti gli omosessuali siano dei pervertiti o dei viziosi, anche un etero può essere indegno, vizioso o pervertito.
Più il tempo passa e più mi sto rendendo conto che sono una catto-laica, ho avuto la fortuna di incontrare delle belle (dentro) persone laiche, religiose, che sono un po' stufa delle etichette, siamo tutti esseri umani, il bene ed il male non hanno bandiere.
Tu sei Raul
Avevo sentito che lui desiderava parlarmi, ma esitava.
Lo capisco.
E’ venuto. Si è seduto davanti a me, un po’ curvo, prostrato su se stesso.
Dopo un attimo s’è drizzato bruscamente. Così, come un uomo al limite delle forze, che con una scrollata di spalle si scarica del suo fardello, ha detto rapidamente:
-          Sono omosessuale.
L’ho guardato tranquillamente, con amicizia, e con fermezza ho detto: No.
-          Ma…. lo so bene, io! Ancora l’altro ieri …..
-  No, tu non sei un omosessuale. Tu sei Raul.
Raul che ha tre grandi qualità (di fronte al suo grande stupore gli ho enumerato tutto ciò che leggevo sul suo volto e i suoi tratti).
Raul che fa belle cose nella sua vita (avevo sentito parlare di lui.)
Raul soprattutto, che è personalmente amato da Dio, Di un amore infinito,
Raul infine che aveva tendenze omosessuali e che di tanto in tanto, o anche spesso, passava all’azione.
Malgrado la grande sofferenza che ti reca questa prova, nulla può toglierti e ti toglierà mai d’essere prima di tutto Raul, l’amato da Dio.
Il resto è relativamente secondario
rispetto a questa meravigliosa realtà.
Abbiamo discusso a lungo.
A poco a poco lui si è raddrizzato e disteso.
Osavo appena guardarlo .
Avevo troppa paura d’imbarazzarlo,
Temevo troppo che egli pensasse ancora che io guardassi “ un omosessuale”,
Quando i nostri sguardi si sono incrociati, lui ha sorriso. Io ho sorriso.
Ero anche felice che lui, (poiché credo fosse ridiventato Raul di fronte a me, e che avesse sentito che è a “lui” che io sorridevo.
Non l’ho liberato da questa prova, ma l’ho aiutato a riscoprire ciò che era,
un essere ricco,  degno e amabile di fronte alle sue difficoltà.
Egli si era identificato con esse e “si” rifiutava insieme ad esse,
pensando che Dio e gli altri lo rifiutassero allo stesso modo.
Solo dopo abbiamo potuto cercare insieme ciò che potevamo fare della sua sofferenza.
Ciò che è vero per ogni infermità dell’uomo lo è anche per i nostri peccati.
Noi c’identifichiamo  - e ci s’identifica – con i nostri peccati.
E ci disprezziamo – o ci si disprezza – con essi.
E’ sbagliato. Qualunque sia l’enormità del nostro peccato non bisogna mai perdere la stima di se stessi, poiché noi siamo sempre pregevoli, e infinitamente amati.
E’ per il nostro peccato che Dio ha sofferto, non di noi.
Quindi per favore,
se gettiamo il nostro peccato nella pattumiera,
non gettiamo anche noi con esso,
Nostro Padre ci aspetta.

                                                                           M. Quoist
 “Le più belle preghiere di M.  Quoist »

sabato 6 agosto 2011

Liturgia laica

Ieri sera, visto che fra un po' saranno l' una del mattino, non è stata particolarmente felice, per cui dopo aver guardato dei telefilm, dopo mi sono messa  a scorrere su internet e ho trovato Margherita Delbrêl:
 http://www.gliscritti.it/approf/areopago/delbrel.htm, ne avevo già sentito parlare ed avevo letto anche un suo scritto, per cui mi sono soffermata a leggere la biografia, poi ho letto anche dei testi, ne ho copiato uno qua sotto, le scritte in grassetto le ho messe io sono le cose che mi hanno colpito, che condivido o desidererei, ma quanto sono distante da queste cose, quanto è dificile per me se non impossibile amare chi mi fa o mi ha fatto del male, questo sembra un ostacolo insormontabile, sicuramente da sola non ce la potrò mai fare, spero molto in Dio e in me, vaso di creta tutto crepato
2 Cor, 7 Però noi abbiamo questo tesoro in vasi di creta, perché appaia che questa potenza straordinaria viene da Dio e non da noi.
La foto è mia: carciofo in fiore
Liturgia laica di Madeleine Delbrêl
Tratto da Madeleine Delbrêl, Il piccolo monaco, P.Gribaudi editore, Torino, 1990
Tu ci hai condotto stanotte in questo bar che ha nome "chiaro di luna".
Volevi esserci Tu, in noi,
per qualche ora, stanotte. Tu hai voluto incontrare,
attraverso le nostre povere sembianze,
attraverso il nostro miope sguardo,
attraverso i nostri cuori che non sanno amare,
tutte queste persone venute ad ammazzare il tempo
.

E poiché i Tuoi occhi si svegliano nei nostri
E il tuo Cuore si apre nel nostro cuore,
noi sentiamo il nostro labile amore aprirsi in noi
come una rosa espansa,
approfondirsi come un rifugio immenso e dolce
per tutte queste persone,
la cui vita palpita intorno a noi.

Allora il bar non è più un luogo profano,
quell'angolo di mondo che sembrava voltarti le spalle
.
Sappiamo che, per mezzo di Te, noi siamo diventati
la cerniera di carne,
la cerniera di grazia,
che lo costringe a ruotare su di sé ,
a orientarsi suo malgrado
e in piena notte
verso il Padre di ogni vita.

In noi si realizza il sacramento del Tuo amore.
Ci leghiamo a Te
Con tutta la forza della nostra fede oscura,
ci leghiamo a loro
con la forza di questo cuore che batte per Te,
Ti amiamo,
li amiamo,
perché si faccia di noi tutti una cosa sola.
In noi, attira tutto a Te…
Attira il vecchio pianista,
dimentico del posto in cui si trova,
che suona soltanto per la gioia di suonare;
la violinista che ci disprezza e offre in vendita
ogni colpo d'archetto,
il chitarrista e il filarmonicista
che fan della musica senza saperci amare.
Attira quest'uomo triste, che ci racconta storie cosiddette gaie.
Attira il bevitore che scende barcollando
la scala del primo piano;
attira questi esseri accasciati, isolati dietro un tavolo
e che son qui soltanto per non essere altrove;
attirali in noi perché incontrino Te,
Te cui solo è il diritto di aver pietà.
Dilataci il cuore, perché vi stiano tutti;
incidili in questo cuore,
perché vi rimangano scritti per sempre.

Tu fra poco ci condurrai
Sulla piazza ingombra di baracconi da fiera.
Sarà mezzanotte o più tardi.
Soli resteranno sul marciapiede
Quelli per cui la strada è il focolare,
quelli per cui la strada è la bottega.
Che i sussulti del Tuo cuore affondino i nostri
Più a fondo dei marciapiedi,
perché i loro tristi passi
camminino sul nostro amore
e il nostro amore
gl'impedisca di sprofondare più a fondo
nello spessore del male.
Resteranno, intorno alla piazza,
tutti i mercanti di illusioni,
venditori di false paure, di falsi sports,
di fase acrobazie, di false mostruosità.
Venderanno i loro falsi mezzi di uccidere la noia,
quella vera, che rende simili tutti i volti scuri.
Facci esultare nella Tua verità e sorridere loro
Un sorriso sincero di carità.
Più tardi saliremo sull'ultimo metrò.
Delle persone vi dormiranno.
Porteranno impresso su di sé
Un mistero di pena e di peccato.
Sulle banchine delle stazioni quasi deserte,
anziani operai,
deboli, disfatti, aspetteranno che i treni si fermino
per lavorare e riparare le vie sotterranee.

E i nostri cuori andranno sempre dilatandosi,
sempre più pesanti
del peso di molteplici incontri,
sempre più grevi del Tuo amore,
impastati di Te,
popolati dai nostri fratelli, gli uomini.
Perché il mondo
Non sempre è un ostacolo a pregare per il mondo.
Se certuni lo devono lasciare per trovarlo
E sollevarlo verso il cielo,
altri visi devono immergere
per levarsi
con lui
verso il medesimo cielo.
Nel cavo dei peccati del mondo
Tu fissi loro un appuntamento:
incollati al peccato,
con Te essi vivono
un cielo che li respinge e li attira.
Mentre Tu continui
A visitare in loro la nostra scura terra,
con Te essi scalano il cielo,
votati a un'assunzione pesante,
inguaiati nel fango, bruciati dal Tuo spirito,
legati a tutti,
legati a Te,
incaricati di respirare nella vita eterna,
come alberi con radici che affondano.

mercoledì 3 agosto 2011

Servizio accoglienza

Un post corto, corto perché sono in fase di grandi pulizie e repulisti quindi ho buttato via un bel po' di disegni di Luce dei miei occhi, ma non tutti, il mio cuore non ce la faceva, poi trovo una busta spedita via posta  a C....  .......   ...... Fiore Servizio Accoglienza, sorrido, ricordo l' effetto che aveva fatto in Francia quando era arrivata con quella scritta: Servizio Accoglienza, la persona che l' aveva scritta era un po' particolare, strappo la busta in tanti pezzettini sto per strappare la lettera e poi mi viene da dargli una sbirciata 10 janvier 2007 il vangelo del giorno era quello della moltiplicazione dei pani, lo stesso di questa domenica. Ho letto e ho deciso di non buttare quella lettera, nostalgia? no, piuttosto la domanda continuo ad essere accogliente con la gente ? la risposta dovrebbero essere gli altri a darla.

martedì 2 agosto 2011

Una gioia da condividere

Oggi ho avuto un' immensa fortuna, quella di avere un passaggio in moto, Titti che sa quanto ami la moto è rimasto ad attendermi e così sono riuscita a fare una trentina di chilometri, l' abbigliamento non era tra i più adatti: infradito, pinocchietto, l' unica cosa ok era il casco integrale, ma ragazzi, che bello, la moto mi piace, è una sensazione troppo bella, il vento, la velocità, le curve piegate (non troppo avevo avvertito il guidatore, perché nella moto se il guidatore si piega da una parte e tu vai da quell' altra, rischi grosso) insomma un dono inaspettato ho superato perfino la fifa del: .... ,  ..... , .... e se abbiamo un incidente??? Chi se ne frega!!!! Un rischio da correre e poi Titti che è molto protettivo nei miei confronti conosceva lo stile di guida del centauro per cui, bando alle ciance ...via (la donnina michelin avrebbe avuto bisogno di scaletta, sollevatore, ma alla fine è riuscita a salire e scendere)
Bello, bello, bello, ho ringraziato Dio, sì, perché io mi rendo conto che non lo ringrazio abbastanza, son sempre lì a borbottare ma ringraziare non è facile, oggi invece,si, ho molto ringraziato mentre ammirata guardavo scorrere il paesaggio.