mercoledì 29 giugno 2011

Libri

2 commenti e tre telefonate, mi bastano, anche perché di cose da condividere ne ho ancora, una di queste è relativa ad un libro che ho letto: Spingendo la notte più in là di Mario Calabresi, lo stesso autore del libro di uno dei miei post: La fortuna non esiste, ho scoperto dopo un po' di tempo che era il figlio del commissario ucciso.
L'ho già scritto, alcuni libri li divoro e questo è uno di quelli. I libri di Calabresi riescono sempre a darmi una spinta in positivo e la loro lettura mi piace perché è equilibrata, il suo è un ottimismo reale, non appartiene a quelli del va tutto bene ad ogni costo, avrei un esempio in testa: degli amici avevano fatto una scelta radicale e si sono ritrovati  nel gelido inverno italiano in un rudere senza riscaldamento, quando andavi a trovarli e gli chiedevi come stavano, dicevano sempre con il sorriso sulle labbra: va tutto bene!!! e tu guardavi le loro mani piene di geloni, con calli per il duro lavoro per rendere abitabile il posto e quel va tutto bene suonava strano.
Un giorno, quando chiedemmo come andava ci dissero: abbiamo tanti problemi ma stiamo bene e siamo felici!!! FINALMENTE!!! io l' ho sperimentato, ci sono momenti in cui non va tutto bene, Ma.., è quel ma che fa la differenza, mi piacerebbe riuscire a spiegarlo, ma purtroppo bella grazia se riesco a scrivere così.
Nel caso non aveste capito che mi piacciono i libri di Mario Calabresi ho finito di leggere l' ultimo: Cosa tiene accese le stelle.
Per me che certe cose le ho vissute, è stato un "ricordare" e nello stesso tempo è confortante sapere che non sono l' unica che non si trova male in questi tempi (attenzione: non è che approvo tutto) e che non vorrebbe ritornare indietro, perché nonostante non brilli per ottimismo, sotto, sotto, spero nel futuro costruito da noi tutti.

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