mercoledì 1 dicembre 2010

Insegnaci ad attendere

Quello che ha fatto per me Dio: ha creato Ranny, Torty  e tanti altri che non finirò mai di ringraziare per avermi testimoniato Dio. Leggete il commento del  29/11/2010 e capirete.
Nei miei foglietti ho trovato questa poesia di un prete francese Jean Debruynne dopo la traduzione che ho trovato su internet dopo vi ho messo il testo originale che ho trovato su un sito francese.

Natale: insegnaci ad attendere
Dio, tu hai scelto di farti attenderetutto il tempo di un lungo Avvento.Io non amo attendere.
Non amo attendere nelle file.
Non amo attendere il mio turno.
Non amo attendere il treno.
Non amo attendere prima di giudicare.
Non amo attendere il momento opportuno.
Non amo attendere un giorno ancora.
Non amo attendere perché non ho tempo
e non vivo che nell'istante.
D'altronde tu lo sai bene,
tutto è fatto per evitarmi l'attesa:
gli abbonamenti ai mezzi di trasporto
e i self-service,
le vendite a credito e i distributori automatici,
le foto a sviluppo istantaneo,
i fax e i terminali dei computer,
la televisione e i radiogiornali...
Non ho bisogno di attendere le notizie:
sono loro a precedermi.
Ma tu Dio hai scelto di farti attendere

il tempo di tutto un lungo Avvento.
Perché tu hai fatto dell'attesa lo spazio della conversione,
il faccia a faccia con ciò che è nascosto,
la fatica che non logora.
L'attesa, soltanto l'attesa, l'attesa dell'Attesa,
l'intimità con l'attesa che è in noi
perché solo l'attesa desta l'attenzione
e solo l'attenzione è capace di amare.
Tu ti doni a noi già nell'attesa,
e per te, Dio,
l’attendere, si coniuga come il pregare
Noël : Apprends-nous à attendreAuteur : Jean Debruynne
Dieu
tu as choisi de te faire attendre
tout le temps d'un Avent.

Moi je n'aime pas attendre
dans les files d'attente.
Je n'aime pas attendre mon tour.
Je n'aime pas attendre le train.
Je n'aime pas attendre pour juger.
Je n'aime pas attendre le moment.
Je n'aime pas attendre un autre jour.
Je n'aime pas attendre
parce que je n'ai pas le temps
et que je ne vis que dans l'instant.

Tu le sais bien d'ailleurs,
tout est fait pour m'éviter l'attente :
les cartes bleues et les libre services,
les ventes à crédit
et les distributeurs automatiques,
les coups de téléphone
et les photos à développement instantané,
les télex et les terminaux d'ordinateur,
la télévision et les flashes à la radio...
Je n'ai pas besoin d'attendre les nouvelles :
elles me précèdent.

Mais Toi Dieu
tu as choisi de te faire attendre
le temps de tout un Avent.
Parce que tu as fait de l'attente
l'espace de la conversion,
le face à face avec ce qui est caché,
l'usure qui ne s'use pas.
L'attente, seulement l'attente,
l'attente de l'attente,
l'intimité avec l'attente qui est en nous
parce que seule l'attente
réveille l'attention
et que seule l'attention
est capable d'aimer.

Tout est déjà donné dans l'attente,
et pour Toi, Dieu,
attendre
se conjugue Prier.

Extrait de Ecoute Seigneur ma prière, Jean Debruynne, Prier/DDB

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