venerdì 5 novembre 2010

Non c' era rimasto nessuno...

Oggi mentre seguivo un programma alla TV hanno citato una poesia che mi è piaciuta molto

“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare.”
Martin Niemöller (Lippstadt, 14 gennaio 1892Wiesbaden, 6 marzo 1984) è stato un teologo e pastore protestante tedesco, oppositore del nazismo.

La cosa buffa è che cercando su internet ho trovato diverse attribuzioni di paternità a questo poesia per cui ho deciso di copiare quanto scritto su Wikipedia che mi è parso interessante.
Nei paesi di lingua spagnola la poesia è stata spesso erroneamente attribuita a Bertolt Brecht sin dagli anni settanta. L'origine esatta della poesia non è chiara, e almeno uno storico ha suggerito che la poesia sia diventata famosa dopo la scomparsa di Niemöller.[1] Ciò è errato, poiché la poesia era propagandata ampiamente da attivisti sociali negli Stati Uniti almeno dagli anni sessanta in sostegno dei diritti civili e in opposizione alla Guerra del Vietnam. Ricerche più recenti hanno fatto risalire i sentimenti espressi nella poesia a discorsi tenuti da Niemöller nel 1946.[2] In ogni caso, il testo della poesia rimane controverso: ci sono molte varianti, che si differenziano sia per le persone citate (comunisti, socialisti, ebrei, cattolici, testimoni di Geova, malati incurabili, ecc.), sia per l'ordine in cui sono citate.[3]
Come citato da
Richard John Neuhaus nel novembre 2001, quando nel 1971 gli fu chiesta la corretta versione da riportare, Niemöller disse che non era molto sicuro di aver detto le famose parole ma, se la gente insisteva nel citarlo, lui avrebbe preferito questa versione che parla di comunisti, socialdemocratici, sindacalisti, me.
Ironicamente, quando il poema fu declamato negli
Stati Uniti nel 1950, la prima strofa che si riferiva ai comunisti, era spesso omessa, probabilmente per via della nascita del Maccartismo e della Paura rossa.
La versione inscritta nel Monumento all'Olocausto del New England a
Boston, Massachusetts, parla di comunisti, ebrei, sindacalisti, cattolici.
Un'altra variante fu stampata dalla rivista
Time il 28 agosto, 1989, commemorando il cinquantesimo anniversario dell'inizio della Seconda guerra mondiale. Questa versione parla di comunisti, ebrei, cattolici, me.
La variante che si trova nella maggior parte dei manifesti e poster in lingua inglese parla di socialisti, sindacalisti, ebrei, me.

Buffo come un testo possa cambiare a seconda di chi lo scrive, nel programma televiso davano la prima versione che ho scritto, salvo che la mia memoria non mi giochi qualche scherzo (cosa normale da qualche anno in qua), dopo aver letto queste annotazioni per non far torto a nessuno io forse aggiungerei questa strofa prima dell' ultima:
Ne vennero a prendere tanti altri di ogni razza e colore idea e religione ma per ognuno avevo una giustificazione per non fare o dire niente.

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