venerdì 30 luglio 2010

Io e te

Mettendo a posto in un armadietto ho trovato una fotocopia volante ed ho trovato una poesia di una bambina "simpatica e speciale" ho pensato di inserirla, avevo comprato il suo libro e mi era piaciuto tanto, come già vi ho scritto sono pigra per cui ho cercato su internet per poter copiare la poesia, poi avendo trovato altro per una volta ho deciso di aggiungere altre informazioni, generalmente non faccio pubblicità ma questa volta ho fatto un'eccezione, spero di non aver commesso niente di sbagliato e se lo fatto me ne scuso ma sono in buona fede. Tutto quello che è scritto in blu l' ho preso su internet
Io e te
Io e te siamo stati creati diversamente.
Io ho i miei difetti 
tu i tuoi difetti
io le mie idee 
tu le tue idee.
Non è colpa tua
se hai un carattere
che a me non piace!
Non puoi cambiarlo
ed io non posso cambiare il mio!
Impariamo allora ad accettarci
a vicenda
senza discutere
su ogni cosa 
su cui non siamo d'accordo
perchè non c'è ninete da fare:
o tu accetti il mio essere
ed io il tuo oppure l'odio continuerà
a sfasciare
ferocemente
la nostra umanità. 
( maggio 1994, V elementare ) 



ALICE STURIALE  IL LIBRO DI ALICE  RIZZOLI
PRESENTAZIONE Il libro di Alice ..... 
....pagine è possibile scoprire quello che raccontano i suoi amici scout: " Avevi una missione da compiere: colorare i nostri cuori. Avresti potuto colorarli di nero, ma tu non lo hai fatto, hai scelto il colore più bello, quello della speranza, della gioia e dell'amicizia."  Dalla carrozzina Alice" divorava il cielo con i suoi grandi occhi azzurri "; da ferma sapeva volare e far volare. Un'esperienza che tutti possiamo fare con lei.  " Pagine di una bellezza e limpidezza, grazie e ironia, quasi impensabili (...). Ricordi, pensieri di una creatura in carrozzella ma mai disperata, poesie calibrate e senza retorica." Mario Luzi, Tuttolibri, La Stampa.  Alice Sturiale è nata a Firenze il 18 novembre del 1983. Ha vissuto solo 12 anni; è morta improvvisamente la mattina del 20 febbraio 1996 al suo banco, in seconda media. Una malattia congenita le impediva di camminare ma non di vivere con intensità  e gioia i suoi affetti, il gioco, la scuola, gli scout, la musica, le cose normali che condivideva con i suoi tantissimi amici. Si è sempre divertita a scrivere, a raccontare, a pennellare poesie, per lei " un dono sponaneo della mente". Una sua relazione sulle barriere architettoniche, presentata al " Primo congresso nazionale dei bambini " sulla città (WWF, Bologna, 1994), è stata pubblicata su  " La Nazione " e un suo racconto su " Il segreto della lingua ", testo per le elementari ( Il Capitello, Torino, 1995 ).  Alice Sturiale una bambina che dalle sue quattro ruote, dice " Sono felice " Alice se n'è andata nel febbraio 1996, all'età di dodici anni, e ci ha lasciato testi bellissimi per grandi e per piccoli. Un libro che insegna e regala la vita.  " Se quest'anno leggete un solo libro, leggete questo " Gianni Riotta 
ALICE STURIALE  Il LIBRO DI ALICE  Proprietà letteraria riservata 1997 R.C.S. Libri e Grandi Opere S.p.A. Milano  ISBN 88-17-66424-3 Prima edizione: gennaio 1997  Tutti i diritti de Il libro di Alice sono riservati all'Associazione Alice che si è costituita a Firenze, nel nome di Alice Sturiale, per promuovere iniziative a favore dei bambini e dei giovani in difficoltà psicofisiche.  L'Associazione Alice è in Via Alfieri, 22 -50121 Firenze tel. e fax 055- 24.17.63.
Il Libro di Alice è stato pubblicato per la prima volta nel giugno 1996 da Edizioni Polistampa, Firenze. 
PER IL LIBRO DI ALICE 
Questo libro è nato perchè doveva nascere. (Alice lo sa, lei così forte, così dolce, così trascinatrice). E' nato come nascono i fiori, nascono i bambini, nascono le nuovole, perchè devono nascere. E' nato per il bene di molti: per addolcire gli amari e rafforzare i fragili, per rendere più leggeri i vecchi e più bambini i bambini: per renderci insieme un po' più pazienti e sapienti. Alice dice che non si deve vergognarsi di nulla. Noi guardiamoci dal vergognarci di ridere, di piangere, di vivere, di scrivere. Le parole di Alice sono una strada bella, sono un bagno di mare, sono " piccoli principi ", sono risa e bijoux. Non stanchiamoci di leggerle, di camminarle, di bagnarvici, di stare dentro le loro verità, dentro le loro nuvole. E' contagiosa la meraviglia di Alice. E' meravigliosa. Stiamo tutti insieme dentro il suo libro. Potremo essere più felici al mondo. Sopportarlo meglio. Renderlo più felice. E' quello che crede Alice, con il suo animo fiero, con la sua parola piena di grazia. Crediamolo con lei. Mariella.  Mariella Bettarini ha curato questo libro, con grande amore, insieme ai genitori di Alice, Marta Bigozzi e Leonardo Sturiale.  

martedì 27 luglio 2010

Tacchi

Io le scarpe con il tacco le ho dovute portare quando avevo 11 anni, si perché avendo portato le scarpe ortopediche per via dei piedi piatti, quando ne fui liberata, consigliarono ai miei di mettermi scarpe con un po' di tacco e visto che non avevo un piedino di fata, a quei tempi il numero standard per le donne era dal 35 1/2, 36, io che portavo il 39 trovavo per forza scarpe da donna con 3 cm di tacco quindi quando facevo la prima media le mie compagne invidiavano i miei tacchetti (rigorosamente con calzettoni bianchi) mentre io invidiavo le loro scarpe basse da bambine. Il tempo è passato ed io ho chiuso con i tacchi, soprattutto quelli alti (salvo le mitiche scarpe con le zeppe di quando avevo 19 anni e quelle del matrimonio con Titti messe solo quella volta e poi regalate). Io spostandomi sempre a piedi uso scarpe basse o al massimo scarpe con tacco ma comode da signora ottantenne e un abbigliamento comodo e non molto elegante, però anch'io ogni tanto ho voglia di qualcosa di diverso e così quando l' altro giorno un'amica che abita vicino a me mi ha invitata per un caffè, ho deciso di mettermi in vestitino viola con borsettina viola ed un paio di sandali che mia sorella mi ha dato con tacco alto cm. 8.
Devo ammettere che i piedi in un sandalo con il tacco diventano molto più sensuali che non i miei abituali sandali alla tedesca, ed ogni tanto fa piacere essere sensuali per se stesse, dopo essermi guardata allo specchio, soddisfatta sono uscita, lentamente, molto lentamente. Si usa dire camminare sulle uova, ora visto che io sono riuscita a cadere con gl' infradito piatti mentre ero a braccetto con Titti, dall' alto dei miei otto centimetri camminavo lentamente cercando di assumere un' aria elegante (mi hanno dato un mucchio di consigli sul portamento ed abbigliamento, mi dicevano che sarei stata una bella donna se solo .... ad esempio le scale si fanno senza guardare gli scalini, io ho sempre guardato dove mettevo i piedi) ma per quanto abbia cercato di mettere in atto tutti i consigli passati, dopo 100 metri avevo già voglia di togliermi i sandali ma noblesse oblige, per fortuna che la mia amica abita veramente vicina, dopo aver ricevuto i complimenti di lei e sua figlia le ho spiegato che quei sandali li avrei messi solo se uscivo in macchina con Titti e stando fuori casa per non più di mezz'ora e mentre tornavo a casa ero sempre più convinta di questo, risultato: i sandali sono nella scarpiera ed io ho deciso che le scarpe che uso abitualmente vanno benissimo.

giovedì 22 luglio 2010

Estate "diverse"

E' un po' che non scrivo ma sono stata impegnata come ragazza pompon, questo mi ha dato modo di riflettere su come si può vivere un estate diversa, l' estate della sofferenza.
Ero ancora a casa quando la mia streghetta mi ha mandato un terribile messaggio, la sua mamma aveva avuto un aneurisma ed era in coma farmacologico, io ho vissuto alcune perdite e so cosa significa, in alcuni momenti riesco ad essere superficiale e cinica ma ad essere sincera non è una cosa in cui brillo molto, infatti mi sono sentita molto vicina alla mia streghetta anche perché io la sua mamma l' avevo conosciuta.
La mia zia è tornata dalla casa di cura, si rende conto che sta peggiorando sempre di più e rispondere a certe affermazioni o domande non è facile, in alcuni momenti ho preferito il silenzio e le coccole, massaggi, carezze.
E' difficile guardare in faccia la sofferenza, lo dico di me per prima, la sofferenza è difficile da sopportare, è faticosa, disgustosa, solo l' Amore può' dare il coraggio, la forza, la tenerezza, l' Amore ti fa vedere la persona in se stessa, ti fa andare oltre l' aspetto.
Il brutto della sofferenza è che ti lascia solo o perlomeno con poche persone.
Mentre coccolavo la zia pensavo a quelli che sono soli senza nessuno (terribile!!!), a medici ed infermieri: quelli umani, come fanno a non farsi distruggere dalla sofferenza che vedono?
Lo so, sarebbe stato più simpatico un post allegro e pieno di vita, ma questa è la mia realtà!!

sabato 3 luglio 2010

Pena, preoccupazioni e due salmi

Stasera, anzi ieri sera visto che la mezzanotte è già passata, per la prima volta la zia ha parlato di ospizio ed io ho una gran pena nel cuore, ho pensato, pensato, pensato, domani ne parlerò con Titti e con la mia famiglia, so che però non ci sono soluzioni definitive ma solo palliativi temporanei perché la distanza c' è e non è sempre facile potere rimanere a lungo. In questi momenti per me la preghiera sarebbe un' ottima soluzione, riuscire a riposare in Dio, sarebbe l' ideale, ma la mente ed il cuore se ne vanno in giro pieni di loro stessi e dei loro affanni, mentre mi rigiravo nel letto, mi sono venuti in mente dei pezzi di salmi, se io sono sterile e superficiale, lasciamo parlare i salmi.
Il libro dei salmi nella Bibbia riporta molte situazioni e ci sono alcuni salmi che io amo molto, non potrei sceglierne uno solo, tre in particolare mi sono carissimi uno il 139 (138) lo trovate scritto in un post del 15 maggio 2009, stasera vi scrivo gli altri due, il De profundis è quello che prediligo, lo so, viene sempre usato nelle cerimonie funebri eppure per me è un salmo di speranza, di gioia e di vita.
L' urlo profondo del dolore che viene dal cuore ed i perché dell' uomo, non si perdono invano, sono riscattati dal perdono e la misericordia di Dio, questo Amore infinito che vince la morte, non solo quella fisica ma anche quella del peccato.



130 (129) De profundis 1 Canto delle ascensioni.

Dal profondo a te grido, o Signore;
2 Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia preghiera.
3 Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi potrà sussistere?
4 Ma presso di te è il perdono
e avremo il tuo timore.
5 Io spero nel Signore,
l’anima mia spera nella sua parola.
6 L’anima mia attende il Signore
più che le sentinelle l’aurora.

7 Israele attenda il Signore,
perché presso il Signore è la misericordia
e grande presso di lui la redenzione.
8 Egli redimerà Israele
da tutte le sue colpe.




Questo invece è il salmo della buona notte, il salmo del desiderio, si, come mi piacerebbe essere, una bimba nelle braccia del suo babbo, ma sono ancora lontana, molto lontana dall' esserlo. Ma come cantava Cenerentola ... I sogni son desideri, chiusi in fondo al cuor..... nel sogno ti sembran veri e tutto ti parla d' amor.....
Salmo 131 (130) Lo spirito dell’infanzia 1 Canto delle ascensioni. Di Davide.
Signore, non si inorgoglisce il mio cuore
e non si leva con superbia il mio sguardo;
non vado in cerca di cose grandi,
superiori alle mie forze.
2 Io sono tranquillo e sereno
come bimbo svezzato in braccio a sua madre,
come un bimbo svezzato è l’anima mia.
3 Speri Israele nel Signore,
ora e sempre.


venerdì 2 luglio 2010

33 anni

33 anni non è la mia età, non hanno alcun riferimento religioso, sembrano tanti, eppure non te ne rendi neanche conto, non sono stati una passeggiata (direi proprio di no) MA ...., si, un ma maiuscolo, racchiude i momenti belli, quelli brutti ma condivisi insieme, questi due cuori guerrieri, così distanti, così uniti,in alcuni momenti fusi insieme quasi da diventare un unico cuore che batte all' unisono.
Io e Titti, non so quando leggerà questo post, se lo leggerà, gli auguri glieli faccio a voce!! Non c'entra niente con quanto sopra, ma oggi è stata una giornata particolare, nel pomeriggio sono andata a farmi dare un'occhiata ad un dente che mi aveva fatto tanto male per un giorno, ma poi era passato e la mia (odiata dentista, gliel' ho detto più volte) amica mi ha "convinta?" a farmelo togliere, sigh, sigh a parte il dolore per le due punture nel palato che non mi aspettavo (ho urlato, cosa che raramente faccio) l' estrazione è stata indolore e c' era un altro granuloma. Se va avanti di sto passo rimarrò sdentata, me tapina!!! Questo è anche il motivo del mio soggiorno davanti al pc a quest' ora, ora proverò ad andare a fare la nanna sperando che il nuovo buchetto mi lasci tranquilla, ma perché la fatina dei denti mi lascia in ricordo i miei dentoni ma nessuno mi porta i soldini??