venerdì 5 marzo 2010

Sono io che mi guardo allo specchio

Da quando sono tornata a casa, pur cercando di darmi un tono, direi che la stanchezza regna sovrana, stanchezza e un certo intontimento, un altro aggettivo che rende bene l' idea è: ovattato.
Vorrei condividere con voi che, alcune volte, sento quasi un "rimprovero velato" alla mia determinazione di voler andare avanti a fare tutto quello che la mutua passa e con mia grande sorpresa, soprattutto da parte di altre donne, il ritornello è grosso modo lo stesso: ...hai una certa età,... non devi fare sfilate di moda, ...hai un marito, l' importante è la salute.....
Per quello che mi concerne la mia risposta è sempre la stessa: ma al mattino quando mi lavo sono io che mi guardo allo specchio!!! Psicologicamente non ho mai e sottolineo mai accettato di avere un vuoto al posto del mio seno, pur sapendo del dolore a cui sarei andata incontro non sono assolutamente pentita di quello che è l' iter chirurgico, spero solo di non trovarmi ad avere a che fare con le numerose complicanze che ci possono essere.
Non finirò mai di ringraziare tutti coloro che in Italia si sono battuti perché le donne abbiano il diritto gratuito di avere un aspetto da donna, non in tutti i paesi del mondo è cosi. Scusate lo sfogo, ma io non ho voluto il carcinoma a tutti i costi, mi sarei tenuta il mio seno così com' era senza alcun problema.

1 commento:

  1. Ciao fiore, anche se ci siamo sentite telefonicamente voglio dire la mia su questo tuo sfogo (chiamiamolo così). Prima ti dono una frase che ho trovato: "All'amico e al savio si può e si deve dir liberamente ogni cosa" di un certo Annibal Caro che non so chi è.
    Come ti ho già detto secondo me uno deve fare quello che sente nel cuore e che lo fa sentire bene. In questo periodo sto sentendo molte ipocresie mascherate da "buoni consigli" ma io sono dell'idea che prima di parlare bisognerebbe camminare nelle scarpe di chi ascoltiamo e forse anche questo non basta. Vai avanti fiore se per te è importante guardarti allo specchio e vedere che tu sei donna (anche se lo saresti pur senza braccia e gambe poichè tu hai di grande un cervello meraviglioso. Io pur avendo avuto il tuo problema non ho dovuto fare il tuo iter dopo l'asportazione del carcinoma. Fortuna? Ho già dato? E chi lo sa quel che conta che in ogni istante ho avuto te vicino. Un abbraccio grande dallatua confusionaria Torty

    RispondiElimina