mercoledì 10 febbraio 2010

Per Quaresima: fiorentina (sotto) ai ferri

Perché questo titolo al post? L' idea me l' ha data Torty in un suo commento, io sono nata a Firenze, quindi sono fiorentina, oggi sono stata chiamata dall' ospedale (evviva!!!) dovrò presentarmi a digiuno lunedì e mercoledì, primo giorno di Quaresima mi opereranno, ecco spiegato il tutto. Per l' ennesima volta ho controllato il borsone, ho aggiunto il topo fumatore che Titti mi regalò prima dell' intervento della colecisti (allora fumavo) e che mi ha sempre seguito in tutti i miei interventi e l' elefantino antistress di spugna che invece mi segue dall' isterectomia, il rosario, non trovo il libro della Littizzetto e non so dove cercarlo e questo mi secca, se non lo trovo lo sostituirò con un altro libro comico, per il libro serio ho un ' idea ma devo vedere se lo trovo. La cosa buffa è che mi opereranno il giorno delle Ceneri, inizio la quaresima nel luogo più indicato: l' ospedale. Per me l' ospedale è il luogo del: dolore, della comunione intesa come unione all' altro che sta come te o peggio, dell' impotenza, dei perché, Gesù che soffre per te e con te, della rabbia, della dolcezza, dell' umanità, dell' umiliazione, del "ci tocca", può darsi che pregherò, può darsi di no ma vivrò sulla mia carne questi giorni. Penso che per un po' non scriverò vorrei lasciarvi con uno scritto di padre Giovanni Occhipinti (Ragusa) trovato in una rivista di cui non ricordo il titolo
".......Chi non ha mai sofferto non potrà capire chi soffre e corre il rischio di minimizzare o anche banalizzare il dolore al­trui. Ricordo ciò che mi disse, qualche anno fa, una coppia di giovani coniugi colpiti dalla tragedia della morte del loro unico figlio quindicenne, vittima del sabato sera. Tra gli amici venuti a consolarli ce ne furono due, marito e moglie che, dall'alto della loro teoria (non avevano mai avuto un lutto in famiglia, né lui e né lei) li invitavano a ringraziare il Signore per il grande dono loro fatto di potergli offrire il loro figlio...Indubbiamente l'intenzione era buona: stimolare quei due genitori ad un salto di qualità nella loro vita di fede; ma era il mo­mento? Quei bravi "predicatori" sapevano quale lotta inferiore quei due giovani genitori stavano ogni giorno combattendo tra la ribel­lione e l'accettazione di una volontà che ave­va tutte le apparenze di una crudeltà?
Alla presenza di chi soffre bisogna togliersi i sandali; quello è un luogo santo; là è il Cristo in croce: bisogna tacere, pregare come le pie donne sul Calvario e semmai balbettare qualcuna delle parole della fede.

1 commento:

  1. Ciao piccolo grande fiore,
    il tuo giorno è arrivato. Tu dici che inizi così la tua quaresima certamente con questo spirito vivrai bene la risurrezione e come una piccola farfalla che lascia il suo guscio da bruco per diventare quel meraviglioso insetto capace di volare così sarà per te. Io ti sarò vicina col cuore e la preghiera. Ti dono un pensiero di Goethe
    "Il mondo è così vuoto se vi si intravedono soltanto montagne, fiumi e città. Ma talvolta, conoscendo qualcuno (e io penso a te piccolo fiore) di cui sentiamo la consonanza, con il quale anche in silenzio attraversiamo la vita, allora tutta la terra si trasforma per noi in un popolato giardino". Ti abbraccio forte forte la tua Torty

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