venerdì 5 febbraio 2010

La Misericordia di Dio

Ieri con una mia amica siamo andate a sentire un prete che parlava della Misericordia di Dio, ci è piaciuto soprattutto per i toni vibranti sulla Misericordia di Dio che sono convinta che lui per primo abbia sperimentato, visto che è un po' che mi capita di leggere questa parola:
Misericordia, girando su internet sono finita su una presentazione delle suore Domenicane di Betania e ve la copio pari pari perché trovo che in questa storia ci sia la concretezza dell' Amore di Dio (il testo originale non ha il carattere in grassetto, quello l' ho messo io per sottolineare quello che mi ha più colpito)

Domenicane di Betania. Perché?
Nel 1864 un frate domenicano francese : Fr Marie Jean Joseph è mandato dal suo priore a predicare un ritiro spirituale in un carcere del sud della Francia: Cadillac vicino a Bordeaux.
Vi erano rinchiuse quattrocento donne condannate ai lavori forzati per i reati più diversi: infanticidio, furto, aborto, omicidio.Donne imbrogliate dalla vita e dagli uomini. Donne che avevano inseguito un sogno, una promessa di felicità. Donne che si erano fidate. Ben presto però la realtà presentò il suo conto. Venendo dalla campagna alla città molte di loro si resero conto che l'amante le aveva ingannate: aspettavano un figlio spesso indesiderato che ricordava loro l'uomo che le aveva tradite e la fame con i suoi morsi spingeva a rubare. Altre sono state travolte da delitti di ogni genere.
Per loro si aprivano le porte del vecchio castello di Cadillac, trasformato in carcere durante il passaggio dall'agricoltura all'industria. Silenzio perpetuo, lavori forzati, poco cibo e poco sonno erano la loro quotidianità. Molta la disperazione, molti i suicidi.
Nel tentativo di umanizzare questa situazione viene chiesto l'aiuto dei domenicani di Bordeaux per predicare un ritiro spirituale.Il priore chiede a fr. Marie Jean Joseph di predicare questo ritiro. Lui conosce quel luogo quella zona di silenzio che circondava l'area della piazza e del castello.
Lui, nativo di Cadillac, sapeva bene i pregiudizi e il disprezzo per quelle donne, aveva respirato fin da piccolo quest'aria. Come predicare un Dio che salva, un Dio che ama, che non giudica, in un contesto di tale sofferenza?
Nel settembre 1864 P. Lataste, era entrato alle quattro e trenta del mattino nel carcere di Cadillac per predicare un ritiro a quattrocento donne condannate al silenzio perpetuo e ai lavori forzati.Entra con timore e tremore pensando che sarebbe stato inutile predicare un Dio d'amore in quel luogo di disperazione e di solitudine.
Inizia: "Carissime sorelle". E loro, donne avvilite rialzano la testa. Sorelle? Loro? Loro che la società disprezza, loro il cui destino è segnato per sempre dall'esclusione dalla società civile e dalla chiesa.
Quel giovane domenicano, prete da un anno soltanto, non ignaro della vita e del male, svela loro una verità che riabilita: nel cuore di Dio quale differenza c'è fra lui che è prete e loro che sono donne "da poco"? Nessuna. Dio ama entrambi di un amore unico, particolare. Il suo amore ha redento e perdonato entrambi. E' di questo amore che parlerà loro P. Lataste, nel breve spazio di quattro giorni.
La misericordia è per oggi, la conversione può aspettare domani. Questo il cuore della predicazione di P. Lataste. La predicazione dell'epoca era di ben altra tendenza: prima la conversione, poi la penitenza, e poi, ma solo poi la misericordia. "È oggi che Dio vuol darvi il suo amore, oggi che vuol aprirvi le sue braccia di Padre, oggi che vi accoglie con tutta la sua tenerezza. È nell'oggi che queste donne ritrovano un Dio che non le giudica, che le perdona, che non guarda al passato, ma solo a ciò che sono oggi. Trovano la vera libertà nel fondo del loro essere. Vogliono seguire questo Dio.
È nell'adorazione notturna, avvenuta alla fine del ritiro che il loro desiderio si fa più tenace, più pressante. E' in quella notte che sperimentano un Dio che siede alla tavola dei peccatori, che viene a cercare la compagnia di donne che nessun uomo vorrebbe mai incontrare. E' qui che osano sfidare il predicatore, che lo spingono alla coerenza concreta. Nel secolo dell'onore francese, donne del genere non avevano posto nella vita religiosa. Bisognava essere irreprensibili. Per Dio invece nessuna differenza… .
Qualcosa non quadra!
Aveva predicato un Dio che non fa differenza
; perché avrebbero dovuto continuare a portare il peso del loro passato entrando in una comunità religiosa dove il marchio del peccato sarebbe stato visibile nell'abito diverso che le avrebbe distinte per sempre da chi era stata una ragazza irreprensibile?
P. Lataste ha un'intuizione: far nascere una comunità dove donne passate per i bassi fondi della vita potessero vivere insieme con donne che non hanno conosciuto il male nelle forme estreme. All'interno della comunità, non si conoscerà il passato le une delle altre. Dall'esterno nessuno potrà distinguere chi è la ragazza per bene e chi è la ragazza da poco, ma tutte saranno unite da quell'unico Amore che solo può dare il coraggio di cambiare vita, che solo può far nascere fiori dal letame.Nasce così la prima comunità. Vita fraterna, il lavoro come mezzo per guadagnarsi da vivere, vita di preghiera e di studio, sono il cemento che crea e unisce la comunità. Come a Cadillac in cui quattrocento donne per l'intera notte hanno adorato Cristo Pane di Vita, ancora oggi l'adorazione quotidiana è per noi luogo di guarigione, di rendimento di grazie e di intercessione.

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