mercoledì 29 dicembre 2010

Rimembranze

Eccomi a voi per parlarvi della "preistoria", si perché certe volte, pur non essendo poi così vecchia, trovo che la tecnologia e i costumi abbiano fatto passi da gigante in pochissimi anni, solo che oggi si danno per scontate cose che anni fa non lo erano per niente e se ne dimenticano altre che fanno parte della nostra storia.
Io sono cresciuta in un tempo in cui il gabinetto in casa era un lusso, il bagno lo si faceva una volta alla settimana nella tinozza, la carta igienica con esisteva o forse ce l' avevano i super ricchi, noi abbiamo usato un bel po' i fogli di giornali, assorbenti di stoffa da lavare a mano sia per donne che per bambini, niente lavatrice, un cappotto per la festa ed uno per tutti i giorni idem per i vestiti, grembiuli a scuola con fiocco e quando entravano i bidelli in classe ci si doveva alzare per rispetto perché bisognava rispettare gli altri e si studiava Educazione Civica.
Io ho fatto l' immigrata per l' Italia per via del lavoro del babbo, dalla Toscana terra d'origine sono stata in Emilia Romagna, Abruzzo e Molise ed in ultimo Piemonte nel quale arrivai nel lontano 1968 e qui ho imparato cosa vuol dire essere "immigrati" la fatica di trovare un alloggio in affitto perché non eravamo piemontesi.
Più tardi al lavoro mi chiedevano: tu dove sei nata?
A Firenze.
..... si dovrebbero costruire un muro come a Berlino da Firenze in giù!!....
dopo un po' di tempo ho risposto: avvertitemi che passo dall' altra parte!!
I meridionali mi erano simpatici, la mia compagna di banco era meridionale, le persone che conoscevo meridionali erano persone oneste, lavoratrici, pulite, simpatiche.
Il tempo è passato ho fatto amicizie anche con dei piemontesi, Matita è piemontese, 
anche lei  si è trasferita dal suo paese al paese dove abitiamo e proprio oggi parlavamo assieme ad un' altra sua amica (lei veneta) dell' essere trattati da immigrati è per questo che mi irrito un po' quando sento certi commenti su i nuovi immigrati perché non si può fare di tutta l' erba un fascio.
La mamma di Titti è con noi, per niente al mondo si sarebbe persa Gamberetto, lei è del 1925 toscanaccia D.O.C ogni tanto tira fuori qualche esclamazione nuova, nel senso che non mi ricordo di averla sentita, esclamazioni che facevano i vecchi e che lei ricorda a voi queste chicche:

Poveri noi, come si farà a morire che non ci siamo avvezzi!!

Come si fa a fare questa cosa?
Come facevano gli antichi!
e come facevano gli antichi?
si toglievano le calze e ci mettevano i fichi!!

venerdì 24 dicembre 2010

E' Natale!! - Auguri!!

E’ Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.
E’ Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.
E’ Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.
E’ Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
E’ Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
E’ Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri. Madre Teresa di Calcutta
Buon Natale a tutti ma sopratutto a quelli che sono soli, ai tristi, agli ammalati ed ai loro familiari, a tutti gli uomini e donne di buona volontà!!!
Fiore

lunedì 20 dicembre 2010

E' arrivato Gamberetto!!

 Ebbene si, è arrivato!! Gamberetto, si lo so, lo avevo chiamato in un altro modo ma Gamberetto mi piace di più, mi da l' idea della fragilità, dell'essere indifeso. Non sapevo che regalo fare a Luce poi ho pensato che questa cosa a lato gli avrebbe fatto piacere, non è farina del mio sacco ho visto un progetto in un libro di Cathy Zielske e l' ho adattato a  mio gusto. Ho coperto le foto perché voglio che le vedano solo parenti e "veri amici".

Restauro in corso

Salve a tutti, ve l' ho detto ero chiusa per restauro ma per fortuna quei pochi amici che ho mi aiutano nel restauro ed il restauro fa parte dell' Avvento. Torty mi ha mandato un commento che pubblico solo in parte perché in parte troppo personale
Ciao fiore chiuso per restauro. Ho molto pensato a te questa notte, ho pregato per te. Ieri non sono stata onesta con te, con me e col Signore. Rispetto tutto quello che mi hai detto e mi inchino davanti alla tua sofferenza ma...... tu sai che la strada è una sola. Quella strada te la indica una stella che ha guidato tre grandi come i Magi. Quella stella si ferma sopra una grotta dove giace qualcuno che non aveva trovato posto dove venire al mondo. Ancora prima di nascere rifiutato e relegato in una grotta. ……... Ti voglio bene e abbraccio la tua sofferenza ma tu fiore stropicciato non sei la dura che vuoi essere. Sei arrabbiata, offesa, delusa tutto quello che vuoi e va bene così ma..... tu sei l'amica, quella che accoglie, quella che è attenta ai bisogni dei più deboli so che piano piano arriverai a questo fai pure la pantomima fra te e te ma vittoriosa sarà Fiore e non fiore stropicciato. Un immenso bacio Torty

giovedì 16 dicembre 2010

Chiuso per restauro del cuore

IL RISCHIO DI ESSERE UN POPOLO ELETTO

Goldstein, novantaduenne, era sopravvissuto
ai pogrom in Polonia, ai campi di concentramento nazisti e a dozzine
di altre persecuzioni nei confronti degli ebrei.
"Oh! Signore!", esclamò.
"Non è forse vero che siamo il tuo popolo eletto?"
Una voce rispose dal cielo:
"Sì, Goldstein, gli ebrei sono il mio popolo eletto".
"Be', non sarebbe ora che te ne scegliessi un altro?"
La preghiera della rana Anthony de Mello

Quest' oggi niente, sono chiusa per restauro del cuore come mi ha detto Torty ma visto che voi non avete colpa vi aggiugno un altro testo di de Mello sempre tratto dalla Preghiera della rana
LA PANTOMIMA PAPALE

Molti anni fa, nel Medioevo, i consiglieri del Papa insistevano affinché bandisse gli ebrei da Roma. Dicevano che non era bello che quella gente vivesse indisturbata nella culla stessa del cattolicesimo. Fu redatto e promulgato un bando di espulsione, con grande sgomento degli ebrei, i quali sapevano che dovunque fossero andati avrebbero sicuramente ricevuto un trattamento peggiore di quello riservato loro a Roma. Essi allora scongiurarono il Papa di sospendere l'editto. Il Papa, che era un uomo giusto, fece loro una proposta onesta: gli ebrei potevano scegliere un concorrente che si battesse con lui in una pantomima. Se costui avesse vinto, essi avrebbero potuto restare.

Gli ebrei si riunirono per esaminare la proposta. Rifiutarla significava essere scacciati da Roma. Accettarla era sinonimo di sconfitta, poiché non era possibile vincere una sfida in cui il Papa fungeva sia da concorrente che da giudice.
Tuttavia non restava che accettare, anche se non c'era verso di trovare qualcuno che si offrisse di assumere quel compito. La responsabilità di diventare artefice del destino di tutti gli ebrei era troppo pesante per chiunque.

Quando il custode della sinagoga venne a sapere della proposta, si presentò dal rabbino capo e si offrì come volontario per la disputa con il Papa.
"Il custode?", esclamarono gli altri rabbini quando furono informati del fatto.
"Impossibile!"
"Ebbene", disse il rabbino capo,
"nessuno di noi è disposto a partecipare, quindi o lui o niente". Così, in mancanza di meglio, egli fu incaricato di competere con il Papa.

Quando il grande giorno arrivò, il Papa stava seduto su di un trono posto in piazza S. Pietro, circondato dai cardinali, davanti a una grande folla di vescovi, sacerdoti e fedeli. Ben presto spuntò la piccola delegazione degli ebrei con le loro tonache nere e le lunghe barbe fluenti, e il custode in mezzo.

Il Papa si girò in modo da fronteggiare il custode e il dibattito ebbe inizio.

Il Papa sollevò solennemente un dito e tracciò un arco nel cielo. Subito l'altro puntò l'indice con decisione verso terra. Il Papa apparve piuttosto sconcertato. Alzò con ancora più solennità il dito e lo tenne fisso davanti al viso del custode. Allora questi sollevò tre dita e le tenne rivolte con altrettanta fermezza in direzione del Papa, il quale apparve esterrefatto per quel gesto. Infine il Papa portò la mano sotto la tunica e ne estrasse una mela, al che il custode affondò la mano nel sacchetto di carta che aveva con sé e tirò fuori un pezzo di pane azzimo. A questo punto il Papa dichiarò a voce alta:
"Il rappresentante degli ebrei ha vinto la contesa. L'editto è quindi revocato".

I capi ebrei si fecero intorno al custode e lo condussero via. I cardinali, sbalorditi, si affollarono attorno al Papa.
"Che cosa è accaduto, Vostra Santità?", chiesero.
"Non siamo riusciti a seguire il veloce scambio di botta e risposta". Il Pontefice si terse il sudore dalla fronte e rispose:
"Quell'uomo è un grande teologo, un vero maestro di disputa. Io ho incominciato tracciando un largo gesto della mano nel cielo a indicare che l'intero universo appartiene a Dio, ed egli mi ha puntato il dito
verso il basso per ricordarmi che c'è un luogo chiamato Inferno, dove il diavolo regna supremo. Allora ho alzato un dito per far capire che Dio è uno solo. Immaginatevi il mio stupore quand'egli ha sollevato tre dita per indicare che quest'unico Dio si manifesta in tre persone, dimostrando così di aderire alla nostra dottrina della Trinità! Sapendo che sarebbe stato impossibile avere la meglio su un simile genio della teologia, decisi alla fine di portare la disputa su un altro settore. Ho tirato fuori una mela a significare che, secondo certe recenti teorie, la terra è rotonda, e subito lui ha mostrato un pezzo di pane non lievitato per ricordarmi che, secondo la Bibbia, la terra è piatta. Non c'era altro da fare che concedergli la vittoria".



Nel frattempo gli ebrei erano arrivati alla sinagoga.
"Che cos'è accaduto?", chiesero al custode pieni di stupore. Quest'ultimo era indignato.
"Che razza di stupidaggine! Pensate: prima di tutto il Papa fa un gesto con la mano come se volesse dire a tutti gli ebrei di andarsene da Roma. Allora io indico verso il basso per fargli capire che non abbiamo nessuna intenzione di muoverci di qui,
e lui mi punta contro il dito con fare minaccioso come per dire: "Non fare il furbo con me!" Io punto tre dita per spiegargli che lui lo era stato tre volte tanto con noi nell'ordinarci arbitrariamente di andarcene da Roma. E infine, vedo che lui tira fuori la merenda e allora anch'io prendo la mia".

mercoledì 15 dicembre 2010

Narada porta una scodella di latte

Ma quante volte al giorno mi ricordo di Dio??? Non ve lo dico, ma ringrazio Lui di pensare sempre a me!!

NARADA PORTA UNA SCODELLA DI LATTE

Il saggio indiano Narada era un seguace del dio Hari. Egli era così devoto che un giorno gli venne la tentazione di pensare che non c'era al mondo nessuno capace di amare Dio come lui.
Il Signore lesse nel suo cuore e gli ordinò:
"Narada, va' sulle rive del Gange, e cerca la città dove vive uno dei miei devoti. La sua compagnia ti farà bene".
Narada fece come gli era stato ordinato e trovò un contadino che si alzava presto la mattina, pronunciava una sola volta il nome di Hari, poi prendeva l'aratro e si recava a lavorare tutto il giorno nei campi. La sera, poco prima di addormentarsi, pronunciava ancora una volta il nome di Hari. Narada pensò:
"Come può questo zotico essere un seguace di Dio, se sta tutto il giorno immerso nelle cure terrene?"
Allora il Signore comandò a Narada:
"Riempi fino all'orlo una scodella di latte e con essa fai il giro della città.
Poi torna indietro senza versarne neppure una goccia". Narada fece come gli era stato ordinato.
"Quante volte ti sei ricordato di me mentre facevi il giro della città?", chiese il Signore.
"Neppure una, Signore", rispose Narada.
"Come avrei potuto, dal momento che tu mi hai ordinato di stare attento alla scodella del latte?" Spiegò il Signore:
"Quella scodella ha assorbito la tua attenzione a tal punto che ti sei completamente dimenticato di me. Che dire invece di quel contadino, il quale, nonostante il peso della famiglia da mantenere, si ricorda di me due volte al giorno?"

La preghiera della rana. Saggezza popolare dell'Oriente Vol. 1° - Anthony De Mello

martedì 14 dicembre 2010

La mia Roccia

In questi giorni i nostri cuori soffrono, anche se evito di piangere il mio cuore è gonfio di tristezza e dolore, non si vorrebbe mai vedere soffrire chi ami, in testa mi ronza un' aria:
Mia roccia sei,fortezza che rinfranca i cuori rivolti verso te.
Proclamerò la fedeltà del tuo amor.Ti adorerò, ti loderò, davanti a te, mio Signor,
danzerò, nell'amore del padre per sempre io dimorerò
Mia gioia sei,
speranza che riempi i cuori rivolti verso te.
Io canterò che hai vinto la tristezza in me.
Ti adorerò, ti loderò, davanti a te, mio Signor,
danzerò, nell'amore del Padre per sempre io dimorerò.
L' ordine non è giusto ma che importa, quando mi chiedo il perché? quando mi sento così fragile, impotente, quando soffro, mi appoggio alla mia Roccia, all' Amico fedele a Colui che è.

lunedì 13 dicembre 2010

La preghiera della devota Vishnu

LA PREGHIERA DELLA DEVOTA VISHNU

"Signore, ti chiedo perdono per tre miei peccati gravi: il primo e' che mi
sono recata in pellegrinaggio in molti tuoi santuari, senza pensare che tu
sei presente in ogni luogo; il secondo e' che ho invocato spesso il tuo
aiuto, dimenticando che tu sai meglio di me cio' di cui ho bisogno; e
infine, ecco che vengo a chiederti perdono dei miei peccati, pur sapendo che
sono gia' stati perdonati prima ancora di essere commessi".

da: LA PREGHIERA DELLA RANA (Saggezza popolare dell'antico oriente) - di Anthony De Mello 1° Volume Edizione Paoline
A distanza di tanti anni posso dire che so che Dio è in ogni luogo e la cosa che m' interessa di più è il mio rapporto con Lui, sulle altre cose ci sto ancora lavorando senza molto successo, conscia che senza il Suo aiuto non ce la farò mai.

domenica 12 dicembre 2010

Tediare

Non pensate che abbia gettato la spugna, siamo partiti per prendere la mamma di Titti e farle trascorrere un po' di tempo con noi e quindi non ho più scritto quindi proseguo; oggi è la domenica della gioia dal punto di vista liturgico, il prete era vestito di rosa confetto nell' omelia ha fatto un parallelo tra i tre brani annunciare la gioia in certe occasioni equivale farsi dare dei matti, quando fai fatica a arrivare a fine mese, hai perso il lavoro, la tua donna/uomo non è come te lo immaginavi ecc.. è stata una bella omelia, mia suocera all' uscita mi ha detto una tra le più belle Messe ed io ho pensato alla mia gioia che fa parte della Speranza in Dio, ho messo la s maiuscola perché non parlo della speranza nel senso "speriamo che me la cavo" ma di un’attesa viva e fiduciosa di un bene futuro (copiato dal vocabolario, era la definizione che mi piaceva di più), vorrei però sottolineare che non sono passivamente in attesa, no, io cerco di fare pur nella mia pigrizia, io cerco di sorridere agli altri, cerco di.., lo so non si capisce, ma in questo momento sto cercando di spiegarvi un profumo ma il profumo lo si può solo odorare, quindi non vi tedierò più a lungo.

martedì 7 dicembre 2010

Guida con me

Oggi sono andata a confessarmi e dopo ho fatto il punto con il prete su quello che mi ero proposta per questo Avvento mentre parlavamo mi sono ricordata di un momento molto forte nella mia vita; con Titti avevamo partecipato ad un ritiro di una settimana a quei tempi eravamo all' inizio del nostro avvicinarci a Dio, eravamo sposati solo in comune ed inoltre non troppo avvezzi alla preghiera, soprattutto quella carismatica.
Per tutta la durata del ritiro veniva fatto questo esempio: voi siete su una macchina e la guidate ad un certo punto incontrate Dio, allora aprite la portiera, scendete e fate guidare a Lui la vostra macchina ovvero la vostra vita, ebbene questa cosa non mi andava proprio giù, da un lato mi dispiaceva, dall' altro la mia vita la volevo condurre io.
Ultimo giorno di ritiro Messa, non me la sentivo di andarci, ho preso una poltrona di vimini, mi sono messa di fronte alle vetrate, chiuso gli occhi e mi sono lasciata inondare dal sole e nel silenzio interrotto dai canti della Messa io ho detto a Dio:" senti, io di lasciarti guidare la mia auto non ci penso proprio, ma se tu vuoi, siediti sulle mie ginocchia e guida con me" Sono certa che Dio acconsentì.

Piccoli pensierini


Ecco qua dei piccoli pensierini che ho fatto anche se non tutto è farina del mio sacco, i gessi li ha fatti la mia amica Matita (quella che si definì strumento di Dio) , l' idea dei fiocchi me l' ha data un' altra sua amica, per le scatole ci ho pensato da sola.


lunedì 6 dicembre 2010

Tristezza

Il mio umore non è particolarmente allegro, oggi pomeriggio ho preparato dei piccoli pensierini ma sono dovuta uscire a prendere delle cose che mi mancavano, mentre camminavo pensavo alla mia tristezza, poi ho realizzato che sono viva!! il cancro se n' è andato!! per fortuna non ho fatto ne radio, ne chemio e vi par poco ?? Sono passata a trovare un' amica che mi ha detto di essere andata ad un funerale e che il Don della predica che ho inserito ieri ha fatto un' omelia bellissima, abbiamo convenuto che le sue omelie un' altra cosa rispetto alla moltitudine.
Un' abitudine che ho preso in questi giorni è di leggere i testi della Messa di ogni giorno (velocemente) Oggi nella prima lettura di Isaia mi ha colpito questa frase

Dite agli smarriti di cuore:
«Coraggio, non temete!
Ecco il vostro Dio,
non so se riuscirò a farmi capire, ci sono momenti non facili, eppure mi sembra d'udire la voce di Dio: " Coraggio, non temete!!" dentro il cuore o tramite uomini e donne credenti e no.

domenica 5 dicembre 2010

Sono triste ma .....

Stasera sono un po' triste, so per certo che non sarà un Natale particolarmente allegro per dei motivi che forse scriverò più avanti, mi dico di smettere di andare avanti nel mio proponimento, primo perché magari non interessa a nessuno ed io posso far memoria ogni giorno per conto mio, secondo  perché mancano ancora un mucchio di giorni a Natale, visto il mio stato d' animo mi è venuto in mente un pezzo della
2 Lettera ai Corinzi:
7 Però noi abbiamo questo tesoro in vasi di creta, perché appaia che questa potenza straordinaria viene da Dio e non da noi. 8 Siamo infatti tribolati da ogni parte, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non disperati; 9 perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi..Fino a qui va bene per me, rende bene l' idea quello che c' è scritto dopo è troppo profondo e spirituale per una come me, che però è amata da Dio così com'è e sono in compagnia di molti anche se non tutti se ne rendono conto.

sabato 4 dicembre 2010

Avvento 2

Quella che scriverò di seguito è la predica del 2003 di un prete che mi piace molto perché nelle sue omelie trovo la delicatezza di Dio, l' avevo registrata e poi scritta sicuramente ci sono degli errori di punteggiatura ed altri errori ma direi che il senso si dovrebbe capire.
Luca 1, 39- 48  : “ ci sono due donne Elisabetta e Maria che vivono la medesima esperienza pur avendo età molto diverse.  Vivono entrambe una gravidanza inaspettata, almeno nelle modalità in cui è avvenuta, completamente fuori dagli schemi e non solo quelli di 2000 anni fa. Perché non ci va un ginecologo esperto per capire che la gravidanza di Elisabetta è completamente fuori luogo nella sua vita, è troppo anziana; la gravidanza di Maria invece è troppo affrettata  ha solo  16 - 17 anni,  una rischia un po’ il  ridicolo almeno agli occhi di noi moderni razionali, l’ altra invece rischia di perdere il suo fidanzato Giuseppe, di essere tecnicamente definita, almeno noi la definiremmo così:  una ragazza madre, eppure tutte e due sono persone che sono capaci di gioire, hanno il sorriso di Dio nella loro vita perché?
Perché non hanno il cuore asfaltato. C’è un immagine del Natale: avete presente quei fili d’erba inutili ma coraggiosi che ogni tanto bucano l’asfalto, che si prendono  tutto lo smog delle auto; quei fili d’ erba,  fastidiosi, però tenaci: tenerissimi e tenaci com’ è la vita, che in qualche modo s’infilano nelle pietre del soffocante catrame e riescono a venir fuori. Questo è Natale, Dio non usa il martello pneumatico per entrare nella tua vita, Dio ci entra  con la tenerezza e la tenacia  del Bambino.
La Vergine partorirà un figlio,  Dio mette un segno nel cuore di questi uomini,  induriti asfaltati e catramati, cioè soffocati dai loro schemi, io dico che la vita  è più grande dei loro schemi, che la vita è più tenace e più forte e ce la farà.
Il verbo venne  nelle tenebre, nella luce ma le  tenebre, non lo hanno vinto anche se l’ hanno respinto. Questo è il Natale, è un Dio che non usa la sua forza per farti a pezzi  ma invece usa quella tenerezza  che è quella del bambino  per insinuarsi senza inganno nel tuo cuore e ridarti la vita; Maria ed Elisabetta sono felici perché non sono ancora dentro gli schemi e per quanto noi ci sforziamo di mettere degli schemi nella vita, non funzioneranno mai amici e meno male, perché noi l’avremmo già uccisa la vita con i nostri schemi, con le nostre logiche, la vita noi l’ uccidiamo e invece Dio ha una logica tutta vitale così forte, cosi nuova    e dice: io non mi fermo ai vostri schemi, io li mando in frantumi i vostri schemi  anche se attraverso la tenerezza di un bambino, così come la piantina tenera, un filo d’erba insignificante riesce a vincere il tutto il catrame e l’ asfalto che ci portiamo sulla terra,  ce la fa, nonostante tutto, ma  ha bisogno che questo asfalto sia un pochino sciolto.
Allora cos’ è l’ Avvento?
Cos’hai ancora da fare in questi giorni? devi sciogliere il tuo cuore, devi ritornare alla tenerezza della vita, devi ritornare a sciogliere le durezze che tu  ti porti dentro chissà da quanto tempo,  perché il cuore asfaltato soffre la vita e poi cominciamo a ragionarci sopra questo cuore asfaltato a mettere i nostri schemi, le nostre cose, Dio se ne fa un baffo supera tutto e la vita è di nuovo buona, meno male, meno male.
Allora se non ce la fai questo Natale non ti preoccupare, ce ne sarà un altro,  ecco perché è bello rifare gli stessi canti tutti i natali, le stesse musiche, le stesse lodi, l' abete, il presepe dev’ essere sempre uguale, perché il dono è così grande che tu non l’hai ancora compreso, non l'abbiamo ancora  contenuta, meno male questa vita è ancora nuova e passerà così e allora questi giorni sono adatti a sciogliere, adatti a ritrovare il gusto della tenerezza e delle cose belle della vita, sono adatti a fermarsi un momentino a non essere sempre così imbrattati di catrame e di asfalto, cioè dei nostri schemi, andiamo avanti sempre allo stesso modo e Lui mi rimprovera sempre allo stesso modo, cioè con la tenerezza;  a farsi vivo, a bussare sempre alla tua porta  e dire: Sono io la vita! dove stai cercando? dove stai andando ? Sono qua! allora bisogna sciogliere l’ asfalto bisogna che sia un po’ sciolto, allora la tenerezza  cioè l’erba,  cioè la tenerezza del Bambino, la Vergine che partorisce darà luce alla vita e sarà luce anche per me anche per te.

venerdì 3 dicembre 2010

Lezione ricevuta

In seconda media i dubbi su Dio, da qui la decisione di non andare più a Messa a scuola l' ora di religione era obbligatoria ma  non ricordo granché. Appena iniziò la bella stagione iniziai ad andare a scuola in bici circa 8 km perché dove abitavo insegnavano francese ed io in prima media avevo studiato inglese; partivo la mattina presto,  arrivavo, lasciavo la bici in custodia al parcheggio custodito della Chiesa (una volta si usavano questi parcheggi) e per evitare di stare per strada fino all' ora dell' apertura della scuola avevo preso l' abitudine di andare a pregare la Madonna perché mi aiutasse con i voti di matematica, in cui facevo schifo, si, lo so la coerenza non è il mio forte ma ero convinta mentre pregavo, così per tutta la primavera sono andata a pregare, quando è stata l' ora degli scrutini il risultato è stato che oltre a matematica, mi hanno affibbiato anche italiano e quello non me lo meritavo, infatti mi sono così arrabbiata che non l'ho studiato  per tutta l' estate. Mi è servito però essere stata rimandata in matematica perché sono andata a ringraziare la Madonna per la lezione, non è giusto pregare per chiedere qualcosa in cambio, insomma in parole povere la matematica la dovevo studiare.
L' anno dopo andavo a pregare ma gratuitamente senza pretendere niente in cambio, a Messa non tanto.
A proposito dell' italiano a settembre quando mi sono presentata agli orali, la professoressa ha detto ad una sua collega che l' assisteva - La F. pensa, l' ho rimandata per sentire il suo bell' accento toscano!!!
Ed io ho imparato a fare un bel sorriso e quando lei mi ha chiesto come mai non sapevo la poesia che mi aveva chiesto, non le ho detto che mi ero così arrabbiata che non avevo aperto il libro tutta l' estate, bensì quello che voleva sentirsi dire ed infatti fui promossa.

giovedì 2 dicembre 2010

Ma chi me l' ha fatto fare??

Devo essere sincera  in questi giorni mi sto chiedendo: perchè mi è venuto in mente di dire che per tutto l' Avvento avrei parlato del passaggio di Dio nella mia storia, se ci pensi non è difficile però alcune volte si tratta di cose  molto intime, il che mi porta ad un rimorso che ho, ovvero, ad alcuni che mi conoscono ho dato l' indirizzo del blog, per Titti non c' è problema, Luce dei miei occhi ha guardato dopo tre mesi il post dedicato a lui, Ranny, la streghetta, cioccolatino, M. si fanno vivi per telefono o per mail ma altri sono al corrente senza alzare la cornetta o fare mail e questo mi sta un po' sullo stomaco, comunque andiamo avanti, ho messo in sottofondo un cd regalatomi dalla streghetta con delle canzoni religiose che fanno parte della mia storia con Dio.
Quest' oggi vi voglio raccontare la differenza che c' è tra il dire e il fare, durante un incontro di preghiera dove andavo con un ' amica per poter piangere in pace senza che nessuno mi rompesse le scatole, esposero il Santissimo invitando i fedeli a rinunciare a qualcosa per il Cristo ed io in mezzo a tutta quella gente pronta a rinunciare in nome del Cristo, piangendo Gli ho detto: io non posso rinunciare, nemmeno per te!! Si può descrivere la coscienza e la certezza nel non voler fare una cosa? Con Dio penso di non aver quasi mai barato o perlomeno se l' ho fatto credo solo a livello inconscio e quella volta in tutta onestà pur essendo addolorata Gli dissi quello che pensavo.
Ma Dio certe volte è un burlone e passato un po' di mesi mi ritrovai a dover fare una scelta per avere quello che desideravo e scelsi senza esitazione Dio perchè come dissi: io ci sono cresciuta in questa fede e non voglio cambiare, e pur sapendo che perderò quello che voglio, non cambio; Dio mi sostenne e per fortuna un' amica accettò di divenire "solo uno strumento di Dio" come si autodefinì, anche se io le dissi che bisogna accettare di diventare strumenti di Dio e non so se lei avesse detto di no, cosa mi sarebbe accaduto, lei mi rispose Dio avrebbe trovato qualcun'altro ma io non sono molto convinta.
Nel Vangelo di oggi c'è una parte che io e Titti abbiamo scelto quando ci siamo sposati in Chiesa la seconda volta (si avete capito bene, noi ci siamo sposati due volte) ma questo è per un altro post) 
Mt 7, 24 Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.

mercoledì 1 dicembre 2010

Insegnaci ad attendere

Quello che ha fatto per me Dio: ha creato Ranny, Torty  e tanti altri che non finirò mai di ringraziare per avermi testimoniato Dio. Leggete il commento del  29/11/2010 e capirete.
Nei miei foglietti ho trovato questa poesia di un prete francese Jean Debruynne dopo la traduzione che ho trovato su internet dopo vi ho messo il testo originale che ho trovato su un sito francese.

Natale: insegnaci ad attendere
Dio, tu hai scelto di farti attenderetutto il tempo di un lungo Avvento.Io non amo attendere.
Non amo attendere nelle file.
Non amo attendere il mio turno.
Non amo attendere il treno.
Non amo attendere prima di giudicare.
Non amo attendere il momento opportuno.
Non amo attendere un giorno ancora.
Non amo attendere perché non ho tempo
e non vivo che nell'istante.
D'altronde tu lo sai bene,
tutto è fatto per evitarmi l'attesa:
gli abbonamenti ai mezzi di trasporto
e i self-service,
le vendite a credito e i distributori automatici,
le foto a sviluppo istantaneo,
i fax e i terminali dei computer,
la televisione e i radiogiornali...
Non ho bisogno di attendere le notizie:
sono loro a precedermi.
Ma tu Dio hai scelto di farti attendere

il tempo di tutto un lungo Avvento.
Perché tu hai fatto dell'attesa lo spazio della conversione,
il faccia a faccia con ciò che è nascosto,
la fatica che non logora.
L'attesa, soltanto l'attesa, l'attesa dell'Attesa,
l'intimità con l'attesa che è in noi
perché solo l'attesa desta l'attenzione
e solo l'attenzione è capace di amare.
Tu ti doni a noi già nell'attesa,
e per te, Dio,
l’attendere, si coniuga come il pregare
Noël : Apprends-nous à attendreAuteur : Jean Debruynne
Dieu
tu as choisi de te faire attendre
tout le temps d'un Avent.

Moi je n'aime pas attendre
dans les files d'attente.
Je n'aime pas attendre mon tour.
Je n'aime pas attendre le train.
Je n'aime pas attendre pour juger.
Je n'aime pas attendre le moment.
Je n'aime pas attendre un autre jour.
Je n'aime pas attendre
parce que je n'ai pas le temps
et que je ne vis que dans l'instant.

Tu le sais bien d'ailleurs,
tout est fait pour m'éviter l'attente :
les cartes bleues et les libre services,
les ventes à crédit
et les distributeurs automatiques,
les coups de téléphone
et les photos à développement instantané,
les télex et les terminaux d'ordinateur,
la télévision et les flashes à la radio...
Je n'ai pas besoin d'attendre les nouvelles :
elles me précèdent.

Mais Toi Dieu
tu as choisi de te faire attendre
le temps de tout un Avent.
Parce que tu as fait de l'attente
l'espace de la conversion,
le face à face avec ce qui est caché,
l'usure qui ne s'use pas.
L'attente, seulement l'attente,
l'attente de l'attente,
l'intimité avec l'attente qui est en nous
parce que seule l'attente
réveille l'attention
et que seule l'attention
est capable d'aimer.

Tout est déjà donné dans l'attente,
et pour Toi, Dieu,
attendre
se conjugue Prier.

Extrait de Ecoute Seigneur ma prière, Jean Debruynne, Prier/DDB

martedì 30 novembre 2010

Informazioni sui i treni fantasmi

Mi ero dimenticata di dirvi una cosa che mi ha detto una signora tedesca che abita in Italia a proposito dei treni che non appaiono negli orari di trenitalia, mi diceva che doveva andare non ricordo se in Trentino o in Alto Adige e c' erano veramente pochissimi treni, le venne in mente di andare a vedere nelle ferrovie tedesche e sorpresa!!! erano apparsi altri treni che non fanno parte della scuderia di trenitalia ma che viaggiano regolarmente e si può acquistare il biglietto in Italia, risultato da allora non guarda più trenitalia ma guarda il sito tedesco; lo so se siete come me che non capisco niente di tedesco può essere difficile ma magari nemmeno poi tanto.

Giovanni XXIII

Giovanni XXIII, una figura fondamentale per me dell' Amore di Dio, della sua Tenerezza,
Pio XXII visto con gli occhi di una bimba era: spigoloso, gelido, in alto,un aristocratico distante.
Giovanni XXIII era "buono" il che non significa scemo o mollaccione, lui era il volto di Dio, il padre che corre incontro al figlio senza aspettare che l' altro arrivi, colui che condanna l' idea ma non colui che la segue in buona fede, quello che si è aperto agli altri cristiani, che mi ha fatto capire cosa diceva il prete durante la Messa, che ha introdotto il segno della pace, questo scomodo segno della pace che mi ricorda ogni volta i perdoni non dati, che mi indica la mia durezza di cuore, la mia incoerenza e il mio bisogno di Dio e del suo Amore.

lunedì 29 novembre 2010

Pensaci Tu!!!

Beati quelli che non sanno cos'è la disperazione, ma sarà vero? Se stai sempre bene, la vita è sempre stata facile, ringrazia ma forse non capirai mai cosa prova l' altro, dirai solo parole, alcune volte belle, altre maldestre e vuote.
Provare per credere - la differenza che c' è tra il dire ed il fare, nella vecchia saggezza questi modi di dire rispecchiano una realtà vera. 
Io ho provato la disperazione, ho urlato in silenzio il mio dolore verso Dio, nessuna risposta: silenzio, vuoto, il nulla, altre ho scorto l'aiuto datomi da esseri umani credenti e non, in quell' aiuto ho visto il volto di Dio, altre volte ho sentito che Dio era lì a soffrire con me, vicino a me, altre ero così arrabbiata che gli ho urlato: pensaci Tu!!, io non ne posso più!!! e quelle rare volte l' ha fatto!!  Alcune volte nei miei tempi, altre, in tempi più lunghi e non sempre capiti; in questo secondo giorno d' Avvento ecco un' altro frammento della mia storia che non vuol assolutamente convincervi, serve a me per fare memoria, per ringraziare l' Amico fedele e per rinnovare nella mia "infedeltà ed incoerenza" la mia coesione a Lui. 
Io credo, Tu aiutami nella mia incredulità!!

domenica 28 novembre 2010

Avvento

Oggi andando a Messa ho scoperto che inizia l' Avvento, il prete durante l' omelia ha detto che vegliare nel caso del vangelo di oggi non significa stare svegli per paura ma piuttosto ricordare  i passaggi di Dio nella nostra vita, custodire, non so se ho capito bene, ma mi piace l' idea di non stare svegli per paura, non mi è mai piaciuta la pratica per "paura" e nello stesso tempo pensavo al mio incontro con Dio nella mia vita, mi è venuta un' idea un po' bislacca segnare ogni giorno un fatto legato all' incontro con Dio, perché no?
Io feci la prima Comunione a 9 anni, il prete era un po' particolare, a quei tempi fece una cosa rivoluzionaria decise che tutti i bambini sarebbero stati vestiti uguali con un costo limitato, quindi per le femmine vestito da sposa, bello ma tra i più economici, velo con coroncina semplice e solo i guanti di pizzo, niente borsetta perché la cosa più importante non doveva essere il vestito o i regali, doveva essere l' incontro con Gesù, tre giorni prima facemmo il ritiro, 3 giorni in cui dopo la colazione si andava con lui in una piccola chiesetta dove si pregava, si giocava, mangiavamo e poi a sera si tornava a casa, si andava a letto e poi al mattino via di nuovo, furono tre giorni bellissimi e poi ci fu il Grande giorno in cui la paura più grande era quella di non toccare il Corpo perché anche se avevamo fatto le prove un po' di fifa c' era (una volta l' Ostia non si poteva masticare). Fu un bellissimo giorno che ricordo ancora dopo tanti anni, un Incontro mai dimenticato.

Sastipè ta baxt

Io credo che tutti noi siamo prevenuti e un po' razzisti, soprattutto spaventati  da quello che non conosciamo ma qui io parlo di me quindi vi rivelo uno dei tanti miei preconcetti: io ho paura degli zingari fin da bambina sono stata educata che: gli zingari rapiscono i bambini, rubano, "confondono" cani ed esseri umani, per cui mi sono mantenuta sempre costantemente lontana e con una mano sul portafoglio quando li vedo, l' unica cosa su cui ho sempre cercato di essere ferma è di essere cortese ovvero salutarli perché sono esseri umani, ma alla larga.
In questi anni di vita ho imparato che si ha paura di quello che non si conosce per cui quando ho saputo di un dibattito sui rom ho deciso di andare a sentire, Titti con l' essenzialità tipica degli uomini mi ha detto: "Non ho bisogno che mi dicano che sono uguali a noi e che ci sono buoni e cattivi, tanto questo lo so da me" per cui me ne sono andata da sola e sono soddisfatta di questa scelta perché ho scoperto che esiste una cultura Rom e  Sinti, che zingari è una parola, che non sono nomadi ma stanziali e che a causa delle espulsioni sono stati costretti a spostarsi, che accampamento è una cosa e che campo è quanto di più ignobile ci possa essere. Ci sarebbe molto da scrivere ma io sintetizzerei scrivendo solo :
i rom hanno diverse religioni ma fra loro si chiamano: fratello,
Sastipè ta baxt vuol dire Salute e fortuna  ed è il loro saluto più usato
la musica che ho ascoltato era ottima
i campi nomadi sono il ricettacolo della malavita e le condizioni di vita inumane
i bambini morti nei campi sono una percentuale incredibile che viene ignorata
che i bambini rom delle elementari fanno meno assenze dei nostri.
Ho incontrato poi alcune famiglie rom e ci ho anche parlato perché è inutile ascoltare se poi non vai oltre.
Sastipè ta baxt a tutti voi!!! 

venerdì 19 novembre 2010

Giallo

Ieri sono andata dal dentista e ci dovrò ritornare, mentre andavo passando in un parco ho visto una cosa bella e visto che non avevo macchina fotografica ho usato carta e penna, qua sotto la mia composizione
18/11/2010
In una giornata piovosa
l'occhio cattura un giallo solare
nel parco, giallo mimosa
tronco scuro
a terra una distesa di foglie gialle
attaccata tenacemente al ramo
una cascata d' oro
ed il mio umore nero si bea della macchia gialla,
sosta, riposando l' animo stanco
per riprendere il cammino un po' più leggero FioreS.

mercoledì 17 novembre 2010

Regala ciò che non hai

Non sempre chi legge un post legge anche i commenti per cui ho l' abitudine di copiare ciò che mi piace dei commenti e riportarlo nel post se lo voglio condividere con voi, Torty mi ha passato questa poesia, mi è piaciuta è ve la passo ringraziando Torty per i suoi pensieri per me.
Regala ciò che non hai...
Occupati dei guai, dei problemi del tuo prossimo.


Prenditi a cuore gli affanni, le esigenze di chi ti sta vicino.

Regala agli altri la luce che non hai, la forza che non possiedi, la speranza che senti vacillare in te, la fiducia di cui sei privo.

Illuminali dal tuo buio.

Arricchiscili con la tua povertà.

Regala un sorriso quando tu hai voglia di piangere.

Produci serenità dalla tempesta che hai dentro.

"Ecco, quello che non ho te lo dono".

Questo è il tuo paradosso.

Ti accorgerai che la gioia a poco a poco entrerà in te, invaderà il tuo essere, diventerà veramente tua nella misura in cui l'avrai regalata agli altri.

Alessandro Manzoni

Regionale Diretto partenza ore 6.05 Torino - Bologna- Ancona

Sorpresa!! dopo un po' di assenza sono di nuovo qui per avvertirvi di una scoperta fatta per caso, dovevamo andare a Bologna in giornata ed io non volevo spendere soldi per il Freccia R. quindi mi sono armata di pazienza e ho controllato gli orari su internet.
Nell' altro post su i treni regionali (Post del 9/8/2010) , ho dimenticato di dirvi che se cercate negli orari se ci fate caso i treni non sono più inseriti in ordine di orario, vi faccio un esempio cercate Torino - Ancona alle ore 6 dando l' invio vi apparirà la schermata dei treni Freccia R. che partono alle 6,37 da Torino P.N. nessuna traccia di regionali, per quelli imbranati come me, guardate in basso a sinistra c' è una barretta rossa con scritto:
tutte le soluzioni cliccateci sopra e.... sorpresa!!! vi apparirà il treno regionale che parte da Torino alle ore 6, 05 orario perfetto, peccato che c' è da cambiare a Piacenza ed il margine è minimo ma decido che tenteremo la fortuna e.... una volta sopra chiediamo al controllore se a Piacenza dobbiamo cambiare e lui ci risponde: no! è lo stesso treno, cambia solo il numero!!!!
Quindi Treno Regionale 2061 delle ore 6,05 arriva a Piacenza alle 8,43 prende il numero Regionale 2069 che parte da Piacenza alle ore 8,53 e arriva ad Ancona alle ore 14, 08
ATTENZIONE: Chiedere sempre al controllore conferma che non dovete cambiare, ci può' essere sempre la prima volta. Ormai noi utenti lo sappiamo e ce lo diciamo ogni volta.


sabato 6 novembre 2010

Sportina riciclata






Ieri sera eravamo invitati a cena, non avevo voglia di preparare dolci, di andare a mani vuote neanche, cosa portare? La mia amica quest' anno non è riuscita a fare il sugo di pomodoro ho pensato di portarle due bottiglie di salsa fatta da me, poteva essere una buona idea ma come incartarle? Mi è venuto in mente una di quelle sportine ricevute in regalo che volevo riciclare da un po' di tempo ma non avevo nessuna idea, ieri invece... oltretutto volevo divertirmi e mi sono divertita, il risultato è piaciuto alla destinataria.

Mole

Posted by Picasa
Dopo anni, tanti, nel mese di ottobre in una giornata di sole, sono riuscita ad andare sulla Mole Antonelliana bello, ne valeva la pena anche se c' era un pò di foschia .

venerdì 5 novembre 2010

Non c' era rimasto nessuno...

Oggi mentre seguivo un programma alla TV hanno citato una poesia che mi è piaciuta molto

“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare.”
Martin Niemöller (Lippstadt, 14 gennaio 1892Wiesbaden, 6 marzo 1984) è stato un teologo e pastore protestante tedesco, oppositore del nazismo.

La cosa buffa è che cercando su internet ho trovato diverse attribuzioni di paternità a questo poesia per cui ho deciso di copiare quanto scritto su Wikipedia che mi è parso interessante.
Nei paesi di lingua spagnola la poesia è stata spesso erroneamente attribuita a Bertolt Brecht sin dagli anni settanta. L'origine esatta della poesia non è chiara, e almeno uno storico ha suggerito che la poesia sia diventata famosa dopo la scomparsa di Niemöller.[1] Ciò è errato, poiché la poesia era propagandata ampiamente da attivisti sociali negli Stati Uniti almeno dagli anni sessanta in sostegno dei diritti civili e in opposizione alla Guerra del Vietnam. Ricerche più recenti hanno fatto risalire i sentimenti espressi nella poesia a discorsi tenuti da Niemöller nel 1946.[2] In ogni caso, il testo della poesia rimane controverso: ci sono molte varianti, che si differenziano sia per le persone citate (comunisti, socialisti, ebrei, cattolici, testimoni di Geova, malati incurabili, ecc.), sia per l'ordine in cui sono citate.[3]
Come citato da
Richard John Neuhaus nel novembre 2001, quando nel 1971 gli fu chiesta la corretta versione da riportare, Niemöller disse che non era molto sicuro di aver detto le famose parole ma, se la gente insisteva nel citarlo, lui avrebbe preferito questa versione che parla di comunisti, socialdemocratici, sindacalisti, me.
Ironicamente, quando il poema fu declamato negli
Stati Uniti nel 1950, la prima strofa che si riferiva ai comunisti, era spesso omessa, probabilmente per via della nascita del Maccartismo e della Paura rossa.
La versione inscritta nel Monumento all'Olocausto del New England a
Boston, Massachusetts, parla di comunisti, ebrei, sindacalisti, cattolici.
Un'altra variante fu stampata dalla rivista
Time il 28 agosto, 1989, commemorando il cinquantesimo anniversario dell'inizio della Seconda guerra mondiale. Questa versione parla di comunisti, ebrei, cattolici, me.
La variante che si trova nella maggior parte dei manifesti e poster in lingua inglese parla di socialisti, sindacalisti, ebrei, me.

Buffo come un testo possa cambiare a seconda di chi lo scrive, nel programma televiso davano la prima versione che ho scritto, salvo che la mia memoria non mi giochi qualche scherzo (cosa normale da qualche anno in qua), dopo aver letto queste annotazioni per non far torto a nessuno io forse aggiungerei questa strofa prima dell' ultima:
Ne vennero a prendere tanti altri di ogni razza e colore idea e religione ma per ognuno avevo una giustificazione per non fare o dire niente.

martedì 19 ottobre 2010

W-E dalla streghetta

La streghetta mi invitò ad un fine settimana per sole donne, il micio partiva, Titti fu d'accordo per la partenza e quindi lo scorso venerdì partii.
La streghetta cucina divinamente, anche se le avevo detto che per me era già una pacchia trovare il piatto pronto, la cosa che più mi ha fatto impazzire è stata la sua crostata all' arancia (ne ho lasciata una fettina per il micio giusto per educazione o forse perché mi vergognavo un po' a finirla tutta). I dettagli non ve li do (cose nostre ...) direi che abbiamo soprattutto bighellonato, poltrito, oziato (vogliono dire la stessa cosa, ho guardato sul dizionario ma mi piaceva sottolinearlo) chiaccherato ed altre cose con molta tranquillità. La streghetta mi ha riempito di regali molto, molto apprezzati, è stata proprio una bella compagnia nonché: super-mega-ottima cuoca.
L' ho ringraziata ma mi piaceva farlo anche su internet, avevo bisogno di staccare un momento.
Grazie, è bello conoscere persone come te!!

venerdì 15 ottobre 2010

Salmo 57 (56)

Mi spiace, per tutta una serie di eventi non sono particolarmente allegra, quand'è così cerco nella Bibbia un conforto, in particolar modo nei Salmi, qui trovate tutti gli stati d' animo che un uomo può avere nel corso della sua vita, alcune volte cerco un Salmo in particolare, altre, come ora apro a casaccio e leggo
Salmo 57 (56)

2 Pietà di me, pietà di me, o Dio,
in te mi rifugio;
mi rifugio all’ombra delle tue ali
finché sia passato il pericolo.
3 Invocherò Dio, l’Altissimo,
Dio che mi fa il bene.
4 Mandi dal cielo a salvarmi
dalla mano dei miei persecutori,
Dio mandi la sua fedeltà e la sua grazia.
5 Io sono come in mezzo a leoni,
che divorano gli uomini;
i loro denti sono lance e frecce,
la loro lingua spada affilata.
6 Innalzati sopra il cielo, o Dio,
su tutta la terra la tua gloria.
7 Hanno teso una rete ai miei piedi,
mi hanno piegato,
hanno scavato davanti a me una fossa
e vi sono caduti.
8 Saldo è il mio cuore, o Dio,
saldo è il mio cuore.
9 Voglio cantare, a te voglio inneggiare
svegliati, mio cuore,
svegliati arpa, cetra,
voglio svegliare l’aurora.
10 Ti loderò tra i popoli, Signore,
a te canterò inni tra le genti.
11 perché la tua bontà è grande fino ai cieli,
e la tua fedeltà fino alle nubi.
12 Innalzati sopra il cielo, o Dio,
su tutta la terra la tua gloria.
Pensate che sia da codardi affidarsi a Dio? che sia un atteggiamento fatalista?
Io penso proprio di no, ma non sono qui per convincervi, sono qui per condividere con voi un pezzo di me e quindi gustatevi questo salmo che per pigrizia vi ho riportato nella versione Bible live traduzione del testo Cei.
Mi piacciono i salmi perchè, c' è sempre, speranza e voglia di ringraziare (non è che tutte le volte io abbia questa voglia, ma trovo che male non mi faccia, perchè dall' io passo al tu )

lunedì 11 ottobre 2010

Incontri casuali

Passando davanti ad una palestra sono entrata, richiesta d'informazioni e ciance varie: ... pena di morte, io sono contro, per me non è un deterrente, anzi in alcuni casi può essere un incentivo a non lasciare testimoni, sono stata anche accusata di buonismo e poi la solita battuta: ma se lei fosse la madre di.... che farebbe? La vita mi ha insegnato una cosa: tra il dire e il fare c' è di mezzo il mare, questo vale sia in senso positivo, che in quello negativo. Poi la domanda sul perdono, già, il perdono, c' era una signora ad un certo punto mi ha detto:" ho dovuto perdere tutti i denti per mollare mio marito, 13 anni di botte e poi l' ho denunciato...., io lo vorrei vedere morto,..... ancora adesso dormo 2 ore per notte e poi mi sveglio e rivivo tutto", le vittime, anche se è finita, continuano a vivere nell' incubo e con sensi di colpa nonostante terapia ecc.
Mi è venuto da dirle che continuava ad essere prigioniera di quell' uomo e lei mi ha dato ragione, poi mi è venuto in mente una mia esperienza personale piccola, piccola rispetto alla sua, ci sono 3 persone anzi per dir la verità soprattutto 2 che mi hanno fatto del male e che ho sullo stomaco, a cui non riesco a perdonare, ricordo ancora quando lo dissi al confessore e lui mi disse: li presenti al Signore e poi viva tranquilla, sono anni che (non sempre ma frequentemente) io dico:
Signore ti presento C, R, A e la .., il perdono non mi sembra così vicino, Dio lo sa, però a me sembra di stare meglio, come ho detto alla signora, Dio sa che non vogliamo perdonare, con Dio non si bara, ma.., lei mi ha detto: "chiamiamolo Dio , Budda, Allah è la stessa cosa", per me non è proprio la stessa cosa, ma ho taciuto, anche perché mi è venuto in mente quello che disse un amico della zia: "per te è Dio, per Coran è Allah, per un altro è Budda, per un altro è..., per l' indigeno è la fiamma, ma alla fine al centro di tutto questo c' è un unica entità: Dio! Questa è l' unica vera democrazia e libertà perchè puoi anche non credere" a me è piaciuta tanto, Dio per me è sempre stato la mia libertà, nel senso che con lui mi sono sempre sentita libera di fare quello che volevo, nel bene e nel male.
Ho augurato alla signora di riuscire a dormire qualche ora in più e poi sono andata a Messa perché mi sentivo carica del suo dolore e avevo anche bisogno di "riposare in ..."
Ci sono momenti dove mi piace il silenzio della Chiesa, non m' importa di entrare mezz'ora prima della Messa, mi piace stare seduta, chiaccherare mentalmente, distrarmi, pregare, stare in pace, portare con me quelli che non entrano.
Ho partecipato alla Messa e sono uscita più leggera e serena.

giovedì 7 ottobre 2010

Mi perdo nel fantastico mondo dei blog creativi

Ebbene si, mi perdo nei blog creativi, ce ne sono talmente tanti che non voglio citarne alcuno per non far torto a nessuno, eppure visto che con i commenti sono una mezza frana vorrei ringraziare tutte queste persone che con le loro idee ed i loro lavori mi fanno perdere e mi evitano a volte per delle ore, di pensare a cose tristi.
Un grazie anche ad alcuni blog che vanno a spulciare in questo mega mondo parallelo e che ti segnalano altri blog ai quali persone come me non ci saprebbero arrivare. C' è un piccolo inconveniente che mi è capitato oggi, non devo più guardare nei blog quando sto cucinando, in questo caso una rollata di tacchino, per fortuna non era ancora carbonizzata... spero che sia mangiabile, in ogni caso mai più su i blog quando cucino.

martedì 28 settembre 2010

A tu per tu con la morte

Mercoledì scorso sono arrivata dalla zietta, salutandola non ha ricambiato, le sue mani non hanno stretto le mie, occhi fissi, respirava con fatica, quindi potrei dire che sono arrivata da lei troppo tardi,ciò nonostante, io, da quando un'amica operata al cervello mi disse che per un certo tempo lei sentiva e capiva tutto, ma non riusciva ad articolare parole di senso compiuto, io mi comporto con gli ammalati apparentemente non coscienti come lo fossero, credetemi non avete idea di quanto sia importante il contatto fisico.Giovedì sono andata dal medico per chiederle di venirla a vedere e quando è venuta mi ha detto: "siamo alla fase terminale" avevo un po' paura perché io non ho mai visto morire qualcuno, ma la dottoressa mi ha assicurato che io e la ragazza saremmo riuscite a gestire la cosa, visto che la zia voleva morire in casa e non in ospedale, qui è iniziata la mia avventura con la morte, le sono stata molto vicino , parlato accarezzato, massaggiato e poi visto che sembrava peggiorare ho messo il letto pieghevole vicino al suo e ho passato la notte con lei, Coran (nome inventato) la ragazza che stava con lei con il suo orecchio vigile vegliava e veniva quando la zia aveva bisogno di essere cambiata, venerdì è stato il giorno dell' agonia, io impotente parlavo, pregavo, cantavo, accarezzavo se la zia avesse potuto parlare penso che mi avrebbe detto: "ma la smetti di rompere le scatole", ma ha dovuto ascoltare. Il venerdì è il giorno dei misteri dolorosi nel rosario, meditare questi misteri accanto ad un moribondo è particolare, di fronte al dolore c' è il dubbio, l' impotenza, la rabbia eppure ho cantato con le lacrime agli occhi:...noi ti diamo gloria.... sei arrabbiato perché da un lato vorresti che Dio facesse quello che vuoi tu, ti rendi conto che sei fragile eppure ... L' anima mai magnifica il Signore ed il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore... per fortuna che con me c' era Coran ci davamo il cambio e mangiavamo insieme, nella notte mi sono addormentata ed alle 2 di sabato mi sono svegliata, la zia aveva aumentato l' afffannosità del respiro, ho acceso la luce in modo soffuso e .... ad un certo punto ha sospirato si è rilassata ed io ho pianto Coran è arrivata, le ho chiesto se le sembrava morta e lei mi ha detto che le pareva, io non sentivo nulla e poi ad un tratto la zia ha aperto gli occhi si è messa ha respirare normalmente e poi più niente, ho telefonato alla guardia medica e quello dopo avermi chiesto un parere medico (l' ho già scritto altre volte, se sapessi queste cose non mi rivolgerei ad un medico, ma mi auto medicherei ecc.) mi ha detto mi chiami tra un' ora se diventa fredda. Che fare? io e Coran sedute a guardarla in attesa di..? Ho preso il rosario con il libretto ma prima ho letto il De profundis e poi ho iniziato con i misteri della gioia, si erano le 3,56 di sabato ed era il giorno della gioia!!! La zia era con suo marito e sua figlia. Coran che è di religione mussulmana, seduta di fianco a me, mentre io dicevo il rosario mormorava piano le sue preghiere, la zia ha avuto una cerimonia inter-religiosa ed io ho sentito che li c' era Dio,
Matteo 18,20 Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro".
Il dopo lo tralascio, Torty mi ha chiamata sul cell. arriva sempre al momento giusto, alla sera ho chiamato A. perché volevo sfogarmi e non volevo farlo con i miei che non c' erano, è stata carina, mi ha detto che se volevo sfogarmi potevo chiamarla a qualsiasi ora.
Oggi c' è stato il funerale civile ed io sono crollata, ho pianto, pianto, mio nipote mi ha coccolata e protetta, mio figlio anche, li ho usati come body guard (ma si scrive così?) ma queste son cose che racconterò a Torty e a .... ecc.
Come dice mio nipote, la vera roccia è la mia mamma, di fronte alle sofferenze è lei la vera roccia ora rimangono lei, la mamma e la zia di Titti, tutti gli altri non ci sono più, ma Goku (nome del nipotino) arriverà!!! se Dio vuole.

mercoledì 22 settembre 2010

Pubblicità idiota

In queste sere ho sentito, più che visto, uno spot il cui succo era:
scegli il parto cesareo solo se necessario
ed io mi sono inalberata perché mi sono detta primo: ma chi paga delle campagne pubblicitarie così idiote??? Secondo, adesso è la paziente che decide per il medico? Ovvero, io che non ho studiato da medico ginecologo, decido come partorire? Certe volte le presone che dovrebbero essere molto istruite mi stupiscono, se vengo chiamata paziente (e vi assicuro che mai termine fu più adatto) è perché usufruisco dei servizi di medici ed infermieri che dovrebbero aver studiato e saperne più di me, è un po' come se mi fossi presentata dai medici che mi hanno comunicato il carcinoma ed alla fine di tutte le spiegazioni mi avessero chiesto: vuole che le togliamo la ghiandola??? Certo che no!!! ma mi sono fidata della loro serietà e competenza. Dunque per favore non disturbate (notate la finezza del linguaggio) noi donne che di problemi ne abbiamo già abbastanza, anche perché non è che il cesario sia un intervento indolore penso (io ho avuto un' isterectomia con taglio orizzontale e non è una passeggiata) per cui tutte desiderano avere un cesario.
Personalmente quando era ora di scegliere l' ospedale dove partorire Luce dei miei occhi ho scartato l' ospedale del paese perché tutte quelle con cui avevo parlato avevano avuto il cesareo, mi sembrava un po' strano che tutte avessero dei problemi per cui mi sono rivolta ad un altro ospedale anche perché li facevano assistere il padre. Dopo questa divagazione notturna dovuta al male per il un altro dente tolto vi saluto, domani (anzi oggi) riparto per Bologna. Hanno visionato la mia mammografia e visto che non mi hanno chiamato anche questa volta sembra essere ok.

sabato 18 settembre 2010

Prodigio

Mi sono svegliata, sono andata in bagno e li ho realizzato che ho aggiunto un altro anno, mi sono fatta gli auguri e poi ho fatto i complimenti a Dio per avermi creata: un prodigio!!! (rif. Salmo 139 (138)). Lo so : "chi si loda s' imbroda" ma anche se io vorrei essere meglio, sempre un prodigio rimango!! Questo anniversario è un po' triste per via della zietta che sta sempre peggio e la distanza non aiuta. In ogni caso pur con l' agitazione nel cuore vorrei aggiungere:
.... Ogni essere che ha respiro dia lode al Signore. Alleluia. Salmo 150

venerdì 10 settembre 2010

Continuano le lamentazioni

Dopo un po' di tempo sono andata a leggere il blog di Giboulée e ............... mi dispiace, è un po di tempo che sono circondata da persone che stanno male, alcune le conosco, di altre pur non conoscendole come nel caso di E. di undici anni operata al cervello o di G. mi colpiscono, m' identifico, penso ai loro familiari, dire che soffro per loro forse è esagerato ma....
La zia sta sempre peggio, telefonare per me è sempre più penoso, domani porto mia mamma dall' oculista spero che almeno lì non ci siano sorprese.
Sono un po' giù e non ho voglia di tirare fuori la mia grinta; è vero che anche se non faccio niente di particolarmente faticoso, per adesso ho fatto solo 4 giorni di vacanza. Riflettevo che è un periodo in cui mi lamento abbastanza, poi ho pensato al testo di una cartolina ricevuta.
Dio tace ma per me certe volte può mandarci dei messaggi tramite gli altri, questa cartolina era datata 28/7/010 è arrivata dopo la metà di agosto, questo testo era per me e Titti ma posso affermare con tutta tranquillità che vale anche per te che stai leggendo ora,
Cari Titti e Fiore
non abbiate paura il Signore vi ama
Vi custodisce sotto le sue ali e vi protegge da tutti i mali e
vi da la pace e la gioia!
Il Signore è buono
pieno d' amore e di misericordia.
Io quando l' ho letta mi sono commossa perché l' Amore di Dio per me mi emoziona, anche se non capisco certe cose, domenica a Messa c' era questa lettura che mi ha profondamente colpito perché io vorrei conoscere.. ma
dovrò attendere dopo la mia morte.
Quale, uomo può conoscere il volere di Dio?
Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?
I ragionamenti dei mortali sono timide incerte le nostre riflessioni,perché un corpo corruttibile appesantisce l’anima e la tenda d’argilla opprime una mente piena di preoccupazioni.
A stento immaginiamo le cose della terra, scopriamo con fatica quelle a portata di mano; ma chi ha investigato le cose del cielo?
Chi avrebbe conosciuto il tuo volere, se tu non gli avessi dato la sapienza e dall’alto non gli avessi inviato il tuo santo spirito?
Così vennero raddrizzati i sentieri di chi è sulla terra; gli uomini furono istruiti in ciò che ti è gradito e furono salvati per mezzo della sapienza». Sap. 9, 13-18