lunedì 14 dicembre 2009

Lacrima e sorriso

Nel 1992 trovai una poesia che mi piacque molto, nella mia vita io ho sofferto e per molto tempo non accettavo il dolore, non ci vedevo nessun senso, non lo capivo ed ancora adesso faccio fatica a capire, però leggendo quella poesia capii che quello che ero, l' attenzione che avevo verso gli altri, la mia sensibilità erano il frutto di quella sofferenza, che sbagliavo a voler cancellare le mie lacrime. Ero convinta di aver preso quella poesia e l' ho cercata per molto tempo senza trovarla, poi in questi giorni nella cartellina dove tempo gli scritti ho trovato:
Lacrima e sorriso
Non scambierei i dolori del mio cuore
con le gioie della moltitudine.
E non vorrei
che le lacrime suscitate dalla tristezza
in ogni parte di me
si mutassero in riso.
Voglio che la mia vita rimanga
lacrima e sorriso.
Lacrima
per lavarmi il cuore e illuminarmi
sui segreti della vita e sulle cose nascoste.
Sorriso
per avvicinarmi ai figli dei miei simili;
sorriso come segno della gloria
che rendo agli dèi.
Lacrima
per unirmi a chi ha il cuore spezzato;
sorriso,
segno della mia gioia di esistere.
Quando viene la sera
il fiore riavvolge i petali e dorme,
abbracciando il suo desiderio.
Avvicinandosi il mattino,
apre le labbra al sole.
La vita del fiore
è desiderio e appagamento:
lacrima e sorriso.
Le acque del mare divengono vapore
e si sollevano e si condensano
in una nuvola.
E la nuvola trascorre su monti e valli
finché non incontra la brezza:
allora
cade in lacrime sui campi
e si congiunge a ruscelli e fiumi
per tornare al mare, sua dimora.
La vita della nuvola è
separarsi e congiungersi:
lacrima e sorriso.
E così lo spirito
si separa dal più grande spirito
per passare al mondo della materia
e trascorrere come una nuvola
sulla montagna del dolore
e sulle pianure della gioia
per incontrare la brezza della morte
e tornare al luogo da cui venne.
All'oceano di amore e bellezza:
a Dio.
K. Gibran

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