venerdì 27 novembre 2009

Ragazza pompon

Domani parto per Bologna a fare la ragazza pompon, ma come vi chiederete adesso prendono anche le donnine michelin per fare questo?? Tranquilli, non vedrete nessuna donnina michelin allo stadio.
Ragazza pompon è un termine che io uso quando faccio il tifo per qualcuno, in questo caso lo faccio per la zietta che non sta bene e che è sola ed inoltre alle prese con la burocrazia italiana, ma tralasciando i particolari basterà dire che era ricoverata in ospedale ed hanno deciso di dimetterla dandole delle flebo da fare a casa, lei ha fatto presente che abita da sola ed allora si sono mobilitati in tanti ed alla fine le hanno detto: vada tranquilla a casa è tutto a posto!! Si, era veramente tutto a posto, infatti è da una settimana che non fa le suddette flebo: Lunedì riunione a casa sua con tutti gli addetti e vedremo se finalmente la cosa partirà. Quindi visto che io sono la più libera parto per farle compagnia quindi niente post per un po'.

Renne e scatole natalizie





In questi giorni ho fatto alcune cose: ho dipinto delle sagome di renne e delle scatole da regalare per Natale come da foto che ho inserito, le renne le ho decorate in due modi diversi così le trovo più rifinite.

Foto del primo fromaggio fresco di Titti


Non potevo non mettere la foto del primo formaggio di Titti, è più buono di quanto sia bello.
Titti è molto fiero e ne ha tutte le ragioni, ha già ripreso altri 5 lt di latte.

martedì 24 novembre 2009

Uno dei talenti di Titti

Titti è un uomo dai molti talenti, assieme ai difetti (so che legge il blog e non vorrei si montasse troppo la testa) e stasera ne ho avuto un ulteriore conferma, ha fatto il formaggio e la ricotta, tutto è partito da un opuscolo che danno ad alcuni distributori di latte crudo dove viene spiegato per filo e per segno come si fa il formaggio fresco, quindi detto fatto, oggi è arrivato con tutto l' occorrente e stasera stavamo mangiando la "SUA" ricottina, per il formaggio dovremo attendere. La ricotta era buona! Titti quando si mette in cucina è meglio di me, i suoi piatti più riusciti sono: moscardini con le bietole - tortelli di ricotta - insalata di polpo. Quando è all' opera bisogna lasciarlo solo o tutt' al più pronti a dargli gli strumenti che gli servono, però i risultati sono sempre eccellenti.

sabato 21 novembre 2009

Oggi ho riordinato delle carte che avevo nel comodino, alcune gettate, altre erano i miei soliti appunti (niente poesie) su pezzi di carta, testi di lettere, non le ho buttate, mi hanno fatto pensare al cammino che ho fatto, è vero che ho vissuto delle cose dure ma sono contenta perché di strada ne ho fatta davvero tanta anche se mi rendo conto che non si finisce mai di camminare. Ho trovato anche dei ritagli di famiglia cristiana "colloqui con Dio" di Gianfranco Ravasi, come già vi ho detto io conservo, non si sa mai.... ho deciso di inserire nel post dei testi che trascriverò in blu, ma devo avvertirvi che per il primo ho trovato su internet una poesia intitolata "Professio" in cui c' era il pezzo che è nel mio foglietto, quindi ho pensato ad un taglio da parte del Ravasi e stavo per aggiungerlo in rosso, ma poi digitando "Professio" Giorgio Caproni ho trovato un altro sito che non riportava il mio testo, nel dubbio scrivo solo quello che ha scritto Ravasi che è la mia fonte. Devo dire che mi sto rendendo conto che internet può dare più versioni della stessa cosa, bisogna fare attenzione a non fermarsi al primo sito ma cercare, cercare e se per caso mi sono sbagliata vogliate scusarmi.



LA PREGHIERA CHE "PROVOCA"


Ci sono preghiere che affiorano anche sulle labbra dell' ateo e hanno ora il sapore della provocazione, ora dell' invocazione, ora quello dell' illusione. Forse anche il credente deve mettersi talvolta all' ascolto di queste voci - che possono persino essere blasfeme - perché esse celano un' ansia profonda, forse il desiderio che Dio esista, anche quando - come faceva il poeta francese Jacques Prevert - gridano un Padre nostro sarcastico:"Padre nostro che sei nei cieli, restaci!": Proponiamo, con questa premessa, due preghiere (io ne inserisco solo una, l' altra un'altra volta) scritte da nostri poeti in intensa ricerca spirituale. La prima è fortemente provocatoria e considera il dialogo con Dio uno scambio alla pari: come Giobbe, il poeta chiede a Dio spiegazioni e giustificazioni soprattutto per il male che colpisce l' innocente. E' di Giorgio Caproni nella poesia Res amissa del 1987.

Dio di bontà infinita.
Noi preghiamo, per te.
Preghiamo perché ti sia lunga e serena la vita.
Ma anche tu, se puoi,
prega, qualche volta, per noi.
E rimettici i nostri debiti
come noi rimettiamo i tuoi.



QUANDO DIO NON RISPONDE


Sarà questa volta una donna a sostenere la nostra preghiera: Raissa, moglie del grande filosofo Jacques Maritain, tanto caro a Paolo VI. Raissa era ebrea, ma anche dopo la conversione al cattolicesimo, conservò intatto l' amore per le sue radici che, spiritualmente appartengono ad ogni cristiano. (i nostri fratelli maggiori, ma non ricordo chi l'ha detto per primo, S. Paolo????) La prima preghiera che proponiamo è tratta da un poemetto, intitolato in latino Deux excelsus terribilis, che echeggia il grido lacerato delle vittime dell' Olocausto (fu composto, infatti nel 1943)

Se noi gridiamo Abba ! Pater!
tu non ascolti il nostro grido.
Esso ritorna a noi come una freccia
che ha colpito il bersaglio impenetrabile.
Tu ci respingi nella notte,
E' come se avessimo perduto il Padre nostro che è nei cieli.
Un baratro si è aperto tra la Misericordia e la Miseria e tu non vuoi superarlo.
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E' la preghiera del Getsemani, nella notte, del silenzio di Dio. E' la preghiera di Giobbe che sente Dio assente o, peggio, come un avversario che infierisce sull' uomo colpendolo, divorandolo, sfondandogli il cranio come un generale trionfatore (16, 7 - 14). E' la preghiera di ogni persona desolata e forse disperata che grida a Dio la sua infelicità. Ma Raissa ci insegna anche a pregare tenendo alta la fiaccola della speranza: in quel Padre che ha permesso la croce del Figlio si cela un progetto di salvezza le cui strade di attuazione non sono quelle da noi ipotizzate. E' ciò che viene espresso in questi versi oranti delle sue Poesie:


O tu che hai preso un cuore simile al nostro
per farti carico del nostro male
e compatire le nostre sofferenze,
rivolgi a noi una parola di luce e di pace.
Ricordati dei santi, dell' innocenza.
Abbi pietà del tuo popolo,
il popolo della miseria e della pena,
degli umiliati di tutte le genti,
dello sconforto umano.


Per ultima una preghiera di Tommaso Moro (1477/78 - 1535) su un tema per me molto scottante: il perdono, io credo che per me sia difficilissimo perdonare anche perché in alcuni casi mi manca anche la volontà di perdonare, posso ignorare, forse in alcuni casi ho in parte perdonato o meglio sono andata oltre, ma anche se con la ragione convengo che perdonare è meglio, io non ce la faccio, la rabbia e il rancore rimangono. Questa invocazione scritta da Tommaso mentre era prigioniero nella Torre di Londra, in attesa della condanna capitale, mi è piaciuta sono d' accordo con Ravasi che scrive parlando dell' invocazione .... è di una trasparenza tale da poter affiorare sulle labbra di tutti. Con una difficoltà, però: molto arduo è dire con convinzione e partecipazione quelle parole. Verissimo, però mi piace e penso che leggerla anche senza convinzione, lascia la bocca dolce.

Volgi la tua misericordia, o Signore,
su tutti coloro che mi vogliono male
e che mi hanno fatto male.
Concedi che le loro colpe, insieme alle mie colpe,
possano trovare ravvedimento e rimedio
con l’aiuto di tutti quei mezzi,
così lievi, pietosi, amorevoli,
che sa trovare la tua infinita sapienza.
Fa’ che le nostre anime siano insieme salve
in paradiso e amino e vivano in eterno,
con te e coi tuoi santi, o gloriosa Trinità,
per l’amara passione del nostro dolce
Salvatore Gesù Cristo. Amen.
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" Se voi perdonate agli uomini le loro colpe", diceva Gesù, "il Padre vostro celeste perdonerà anche voi" (Matteo 6, 14). L' amore e il perdono sono il segno distintivo del cristiano, la cartina di tornasole dell' autenticità della sua religiosità.
Il grande predicatore Henri Lacordaire affermava:"Volete essere felici per un attimo? Vendicatevi! Volete esserlo per sempre? Perdonate!". E san Paolo:" Siate dunque benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo." (Efesini 4,32)
Come sono lontana da questa religiosità, per alcuni non riesco, se da un lato mi scoraggio dall' altro no, perché vi chiederete? semplice conto spudoratamente sull' Amore di Dio, quando noi esseri umani così pieni di difetti amiamo qualcuno tendiamo a minimizzare i suoi difetti e a vedere tutti i suoi pregi e a trovargli mille attenuanti quindi... traete le conclusioni.
Buona settimana a tutti!!!

venerdì 20 novembre 2009

Influenze dantesche?

Mia suocera ha 85 anni ma già da almeno 26 anni ha cominciato a pensare alla morte, esempio: mi fai una foto aggiornata che se mi piace la uso per la tomba. Un giorno, non ricordo più in quale anno, ci telefonò felice per dirci che lei e mio suocero si erano comprati 2 posti al cimitero (per terra) dandoci tutti i dettagli ad esempio che avevano scelto la seconda fila perché essendoci nella prima fila degli alberi ed il passaggio della gente, in seconda fila la tomba si sarebbe sporcata meno, io e Titti li abbiamo preso tanto in giro soprattutto lei perché il marito non sembrava così "entusiasta" dell' acquisto, quando andavano al paesello io le chiedevo se era passata dalla villetta, e lei rideva con noi ma era veramente convinta e contenta dell' acquisto. Mio suocero purtroppo è già andato ad abitare nella villetta. Quando siamo arrivati a casa sua mi ha detto che adesso ha già preparato il vestito con cui vuol essere sepolta con tanto di biancheria intima nuova e poi si è raccomandata che non voleva veli in testa e che in tasca voleva una moneta per Caronte, fiammiferi, mezza candela e un santino della Madonna e le scarpe.
- Scusa ma cosa c' entra Caronte con la Madonna? le ho chiesto io.
- C' entra, mi risponde convinta, è lui che ti traghetta (che sia l' influenza di Dante?) quindi il soldino ci vuole per pagarlo, la candela è logico se c' è buio devi accenderla e i fiammiferi servono per la candela, per quanto riguarda la Madonna, è la Madonna, da noi ai morti abbiamo sempre messo questa roba da voi non si usa?
- Penso proprio di no, ma la tasca il tuo vestito ce l' ha?
- No
- Allora devi fare qualcosa di carino in tinta con il vestito dove mettere questa roba.
Oggi le ho telefonato per sentire come stava e a un certo punto mi ha detto: guarda che anche al paese della mia vicina si usava mettere queste cose, in ogni caso ho già fatto la bustina e ci ho messo tutta la roba dentro ho scelto la Madonna di Lourdes.
Che dire? Ho voluto scrivere queste vecchie tradizioni che io non conoscevo perché sono parte del bagaglio culturale di mia suocera e non solo sue che sicuramente penso siano quasi scomparse.

mercoledì 18 novembre 2009

Santi, tempo grigio

Poi il tempo è cambiato ha cominciato a piovere ed a essere grigio e così mi sono data alle tegole che mi ero portata in previsione del brutto tempo e ho fatto un po' di regali in giro ma ho dimenticato di fotografarle. Poi c' è stato i Santi che per me è il giorno della "consolazione" da quando ho sentito una predica del parroco della mia parrocchia sul brano dell' Apocalisse che viene letto il giorno dei Santi:
..... 7, 9 Dopo ciò, apparve una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e portavano palme nelle mani. 10 E gridavano a gran voce: La salvezza appartiene al nostro Dio seduto sul trono e all’Agnello”. 11 Allora tutti gli angeli che stavano intorno al trono e i vegliardi e i quattro esseri viventi, si inchinarono profondamente con la faccia davanti al trono e adorarono Dio dicendo: 12 “Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen”. 13 Uno dei vegliardi allora si rivolse a me e disse: “Quelli che sono vestiti di bianco, chi sono e donde vengono? ”. 14 Gli risposi: ”. “Signore mio, tu lo sai. E lui: “Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell’Agnello.
Perché "consolazione", ho perso alcuni cari che dicevano di non credere, nel mio cuore ho sempre creduto all' AMORE di Dio, ma... Quella domenica il prete non dette la solita lettura su i martiri cristiani, parlò di TUTTI coloro che passano attraverso la tribolazione, per me fu come una conferma a quello che nel mio cuore speravo.
In una settimana siamo andati 3 volte al cimitero, mia suocera mi ha portato da tutti parenti e amici a salutarli e a portare fiori, alla fine era proprio contenta perché era riuscita ad andare da tutti, certo che il pensiero in quei giorni va a coloro che fisicamente non sono più con noi e ai momenti della loro tribolazione.

Appunti di viaggio

Controlla ortografia
24/10/09

Un raggio di sole che fende la nebbia.
Appunti di viaggio fermati dall' inchiostro.
Sole splendente in un cielo limpido.

Se vi chiedete cosa c' entra la sabbia con questa poesia, la risposta è: niente! Però la foto mi piaceva per cui l' ho messa ugualmente.

Foto di mare






Siamo arrivati a Follonica e finalmente la mamma di Titti ha visto il figliolo dopo quasi un anno e mezzo. La prima settimana c’ era un magnifico sole, io e lei ce ne siamo andate a fare passeggiatine lungo mare e in spiaggia di pomeriggio. Da sola ho fatto delle belle passeggiate lungo il bagnasciuga, che meraviglia la spiaggia deserta, il mare, il sole, ogni tanto trovavo qualcuno in bikini che prendeva il sole ed ho visto anche due eroiche persone fare il bagno, però il 31/10/09 la mia camminata in acqua me la sono fatta anch'io ed ho fatto la foto come prova. Eccovi alcune foto scattate durante il bel tempo.


Foto borsetta

Incredibile ma vero, mi sembra di sognare la foto inserita al primo colpo!!! Io trovo la borsetta carina.