giovedì 1 ottobre 2009

Un' intuizione e in gita a Manualmente

Ieri sera parlando su Skype con degli amici francesi ha saputo che Corentin, un bimbo di 7 anni per cui mi avevano chiesto di pregare è morto e la cosa mi ha fatto molto dispiacere sia per lui, che per la sua famiglia, nelle pagine prima dell'inizio del libro "Per chi suona la campana" di Ernest Hemingway che lessi, c' erano scritte poche righe di cui ricordavo solo il senso per cui ho cercato su internet la citazione eccola qua:
La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché io sono parte dell'umanità.
E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: Essa suona per te. (J.Donne)
Devo essere sincera, non sempre riesco a venire scossa dalla morte di qualcuno, ma i bimbi sono l' eccezione. Stamani il mio primo pensiero è stato per Corentin e la sua famiglia pur non conoscendoli. Oggi avevo deciso che mi sarei recata a vedere Manualmente, scesa a Torino Lingotto e ho chiesto la strada per arrivarci e mi hanno indicato quella che portava alla passerella olimpica, mentre camminavo non c' era nessuno, osservavo il paesaggio: a destra asfalto e macchine che passavano a sinistra le case costruite per le olimpiadi, mi sono ritrovata a canticchiare una canzone ... se verrai con me mmmm...mmm, solo un aria intervallata da qualche parola sicuramente sbagliata, ad un certo punto ho avuto un intuizione: è vero, non sto dicendo nessuna preghiera, non penso a Dio, canticchio un motivo, eppure sto pregando e pure bene, ero in perfetta armonia e pace, pur essendo in un contesto "arido" insomma è vero che posso essere facilmente contestabile, eppure io mi sono sentita più in preghiera che in altri momenti, questo non vuol essere un incitamento a non pregare più, lungi da me, ma è un partecipare un intuizione ovvero che alcune volte noi preghiamo senza rendercene conto. Mi sa che non mi sono spiegata bene per cui passiamo all'esposizione, arrivata sto per mandare un messaggio alla streghetta per darci un appuntamento e mentre traffico alzo gli occhi e la vedo nell' altra coda con il suo micione e così ci siamo salutati ed abbiamo chiaccherato un po' e poi ci siamo divisi perché ognuno aveva la sua meta. Mentre stavo sbirciando mi sento chiamare Fiore, Fiore, mi giro e mi vedo quella s.... simpatica ragazza dell mia prima capoufficio, era il lontano 1973 e non ancora ventenne (visto che fino alla data del compleanno non scattano gli anni in più) toscana, mi ritrovai in quegli uffici con piemontesi, che parlavano il piemontese, lingua a me pressoché sconosciuta, tonta che più tonta non si può (un po' lo sono ancora adesso) e visto che allora non c' erano ancora gli extra comunitari la frase di ogni giorno era: dovrebbero costruire un muro da Firenze in giù. Firenze per gentilezza nei miei confronti, visto che sono nata là. Il guaio era che essendo io di pura razza meticcia (nel senso di due genitori di regioni diverse) ed avendo girato l' Italia anche del sud, invece di stare zitta, fare un bel sorriso, quando sentivo questi discorsi dicevo: prima di costruirlo ditemelo che passo dall' altra parte.
Quanti pianti ho fatto (fuori dall' ufficio) poi per fortuna mi ha fatto cambiare posto e mi hanno messo a sostituire una collega in maternità e non sono mai più ritornata lassù. Lei se n' è andata in pensione, poi anch'io ho lasciato ed oggi mi ha cercata lei, con simpatia. Gli anni ed i fatti della vita ci cambiano, dopo che era andata in pensione le venne un cancro e questo l' ha migliorata, ora è molto carina nei confronti del prossimo. La vita e il tempo ci cambiano, certe volte in peggio, altre volte in meglio, il tempo sfuma le cose passate, una trentina di anni fa se mi avrebbero descritto la scena di oggi non ci avrei creduto.
Ho imparato a fare un garofano con un tovagliolo di carta, ho tessuto con un piccolo telaio, ho visto cose bellissime (soprattutto i ricami) ed altre meno belle. All' esposizione sono riuscita a relazionarmi con alcune persone in modo carino ed inaspettato, ho comprato delle scatole e sono riuscita a non spendere tanti soldi, anche se ho lasciato il cuore ad un libro francese sul recupero di vecchi ricami però costava 15 euro ed ho lasciato perdere.
Una cosa è certa che il prossimo anno se non c'è qualche contrattempo ci torno.

Nessun commento:

Posta un commento