mercoledì 14 ottobre 2009

Partecipare con

Ieri mi ha telefonato la Julia e nel corso della telefonata mi ha detto: "a te i malati e le loro famiglie sono stati sempre a cuore..." è vero, io partecipo molto con l' umanità malata, ci sono malati soli, abbandonati al loro dolore li vedevo quando andavo in ospedale, ci sono malati che hanno al loro fianco parenti ed amici, il dolore, la fatica, tutto viene condiviso. In entrambi i casi ho sentito, provato il dolore, l'impotenza, anche la rabbia e la disperazione, credo di avere inciso nel mio cuore la preghiera per i malati ed i loro familiari.
Oggi Daniele di 12 o 13 anni sarà operato al cervello ed io che conosco sua zia, partecipo con loro a questo momento, sono le 0,25 ed il mio pensiero va a lui e a tutta la sua famiglia.
Di fronte a certe cose io mi sono sempre fatta molte domande, purtroppo non ho risposte o perlomeno non risposte certe, alla fine mi son detta che avrò le risposte quando Lo vedrò, perché io di domande da fargli ne ho veramente tante.
Vi ho già accennato a un libro di Remo Bodei, li ho trovato un pezzo preso da La peste di Camus, è il dialogo tra il medico Rieux ed il prete Paneloux, mi è venuto in mente e poichè l' avevo messo tra i miei appunti ve lo copio
Di bambini, ne avevano ormai veduti morire: il terrore, da mesi, non sceglieva affatto; ma non avevano ancora seguito le loro sofferenze minuto per minuto, come stavano facendo dalla mattina. E, beninteso, il dolore inflitto a quegli innocenti non aveva mai finito di sembrargli quello che in verità era, ossia uno scandalo. Ma sino ad allora si erano scandalizzati astrattamente, in qualche modo: mai avevano guardato in faccia, così a lungo, l’agonia d’un innocente. …….. «Capisco – mormorò Paneloux – È rivoltante in quanto supera la nostra misura. Ma forse dobbiamo amare quello che non possiamo capire».
Rieux si alzò di scatto; guardava Paneloux con tutta la forza e la passione di cui era capace, e scuoteva la testa.
«No, Padre – disse – io mi faccio un’altra idea dell’amore; e mi rifiuterò sino alla morte di
amare questa creazione dove i bambini sono torturati».
Sul viso di Paneloux passò un’ombra di rivolta.
«Dottore – fece con tristezza – ora ho capito quello che chiamano la grazia».
Ma Rieux si era di nuovo lasciato andare sulla panca. Dal fondo della sua ritornata stanchezza, rispose più dolcemente:
«È quello che non ho, lo so bene. Ma non voglio discuterne con lei. Noi lavoriamo insieme per qualcosa che riunisce al di là delle bestemmie e delle preghiere. Questo solo è importante».
Paneloux sedette vicino a Rieux, aveva un’aria commossa. «Sì – disse – sì, anche lei lavora per la salvezza dell’uomo». Rieux tentava di sorridere.
«La salvezza dell’uomo è un’espressione troppo grande per me. Io non vado così lontano.
La sua salute m’interessa, prima di tutto la sua salute... Quello che odio, è la morte e il male, lei lo sa. E che lei lo voglia o no, noi siamo insieme per sopportarli e combatterli».

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