lunedì 19 ottobre 2009

Io, Mozart e Bruno Ferrero

Tanto tempo fa sentii alla radio che Mozart fa produrre più latte alle mucche e più uova alle galline, che aumenta la concentrazione negli studenti, quest' ultima cosa ci fu ribadita dal tizio che ci fece il corso per il test olfattivo quando lavoravo. Poi in seguito ho anche letto che alcune delle sue composizioni vengono usate in musicoterapia per cui quando ho bisogno di concentrarmi o rilassarmi ho preso l' abitudine di ascoltarlo più sovente di altri compositori.
Quest' oggi che mi sono recata nella metropoli ho fatto il mio solito giro in un negozio e mi sono comprata per 4, 80 euro Mozart -Clarinetto/oboe/ Basso Concerto K 622 - K314 - K191.
Stasera ho spento la tv e ho deciso che mi sarei gustata la musica. Mentre stavo ascoltando mi è venuto in mente Bruno Ferrero un sacerdote salesiano e due brani che mi avevano colpito tratti da: L' importante è la rosa, il primo sono riuscita a trovarlo su internet così ho scoperto che la preghiera che avevo inserito nel post del 18/4/09 era messa subito dopo questo scritto per cui non sto a riscriverla.


Giorgio, un ragazzo di tredici anni, passeggiava sulla spiaggia insieme alla madre. Ad un tratto le chiese: "Mamma, come si fa a conservare un amico quando finalmente si è riusciti a trovarlo?". La madre meditò qualche secondo, poi si chinò e prese due manciate di sabbia. Tenendo le palme rivolte verso l'alto, strinse forte una mano: la sabbia le sfuggì tra le dita, e quanto più stringeva il pugno, tanto più la sabbia sfuggiva. Tenne invece ben aperta l'altra mano: la sabbia vi restò tutta. Giorgio osservò stupito, poi esclamò: "Capisco".

La preghiera dell' accoglienza sabato 18 aprile 2009
ed ecco il secondo
Quello che......
Quello che ci siamo sentiti dire da bambini:
stai fermo, muoviti, fai piano, sbrigati, non toccare, stai attento, mangia tutto, lavati i denti, non ti sporcare, ti sei sporcato, stai zitto, parla t'ho detto, chiedi scusa, saluta, vieni qui, non starmi sempre intorno, vai a giocare, non disturbare, non correre, non sudare, attento che cadi, te l' avevo detto che cadevi, peggio per te, non stai mai attento, non sei capace, sei troppo piccolo, lo faccio io, ormai sei grande, vai a letto, alzati, farai tardi, ho da fare, gioca per conto tuo, copriti, non stare al sole, stai al sole, non si parla con la bocca piena.
Sei una piaga!! avevo sui tre anni e la mia nonna me lo ripeteva spesso. (questa è una mia aggiunta)
Quello che avremmo voluto sentirci dire da bambini:
ti amo, sei bello, sono felice di averti, parliamo un po' di te, troviamo un po' di tempo per noi, come ti senti, sei triste, hai paura, perché non ne hai voglia, sei dolce, sei morbido e soffice, sei tenero, raccontami cosa hai provato, sei felice, mi piace quando ridi, puoi piangere se vuoi, sei scontento, cosa ti fa soffrire, che cosa ti ha fatto arrabbiare, puoi dire tutto quello che vuoi, ho fiducia in te, mi piaci, io ti piaccio, quando non ti piaccio, ti ascolto, sei innamorato, cosa ne pensi, mi piace stare con te, ho voglia di parlarti, ho voglia di ascoltarti, quando ti senti più infelice, mi piaci come sei, è bello stare insieme, dimmi se ho sbagliato.
Ci sono accanto a te molte persone adulte che ancora aspettano le parole che avrebbero voluto sentire da bambini.
Tormentando il manico della borsetta, una donna diceva:"So che mio marito sa essere tenero e affettuoso. Con il cane si comporta così"

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