martedì 8 settembre 2009

8 settembre

Oggi è l' 8 settembre ed il mio pensiero è volato allo zio di mio marito: Alberto un uomo giusto. Fu lui che un giorno in cui l' andammo a trovare ci raccontò il suo 8 settembre, un 8 settembre pieno di rabbia nei confronti di un re e di un generale che lasciarono senza ordini i loro uomini allo sbando, nello stesso tempo pieno di riconoscenza nei confronti del suo capitano che disse ai propri uomini: "fuggite da qua se no i tedeschi vi ammazzano!!" e da Genova dove erano, ognuno fuggì diretto verso una meta incerta, lui riusci ad arrivare nella sua terra, la toscana e restò solo nella macchia, anzi non solo, ma in compagnia della paura che lo faceva tremare ad ogni rumore e nell' incertezza di cosa fare, poi decise di unirsi ai partigiani ma quando stava per farlo una sera si trovò in mezzo ad una discussione, si doveva uccidere uno del paese, un fascista accusato di delazione, un uomo che lui conosceva e che non gli sembrava il tipo da fare certe cose e così quella notte Alberto volle sapere se c' erano prove per un accusa così forte, perché non si può giustiziare uno se non è colpevole, passarono tutta la notte a discutere e ci fu un momento dove si rese conto che stava rischiando la sua vita per difendere l' altro, ma continuò ed alla fine furono d'accordo che era stata una falsa accusa e non ne fecero niente, il suo paesano non seppe mai che lui gli aveva salvato la vita e lui parlandone ne parlava con tranquillità: aveva fatto una cosa giusta. Martin Luther King mi sembra abbia detto: "Non e' grave il clamore chiassoso dei violenti, bensì il silenzio spaventoso delle persone oneste."
Alberto era un uomo giusto, molto arrabbiato per l' 8 settembre ed io oggi non voglio dimenticare gli uomini dell' 8 settembre, tutti quelli che si sono ritrovati nella confusione di quel giorno. E questo mio post è anche un omaggio a tutti gli uomini giusti che hanno fatto piccoli grandi gesti senza pubblicità e senza che nessuno lo sapesse.
Un grande grazie ad Alberto, un uomo che sono onorata di aver conosciuto, un operatore di pace e di giustizia che non credo che sia mai andato in chiesa salvo forse per funerali battesimi e matrimoni, che non sapeva niente di Gesù, ma che un giorno mi citò a memoria questo pensiero di Mazzini che poi mi feci dettare:" Dio esiste perché noi esistiamo. Dio esiste nella nostra coscienza, nella coscienza dell' umanità, nell'universo che ci circonda. Dio esiste, ma noi non dobbiamo né vogliamo provarlo, perché tentarlo ci sembrerebbe bestemmia come negarlo follia.
Non vi sono atei fra voi; se ve ne fossero, sarebbero degni di compianto, perché colui che può negare Dio davanti ad una notte stellata, dinanzi alla sepoltura dei suoi più cari o dinanzi al martirio, è grandemente infelice o grandemente colpevole. "

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