mercoledì 19 agosto 2009

La difficoltà di riconoscere Gesù

Qualche anno fa ho letto: Alla sorgente delle lacrime di Jean Vanier e una tra le cose che mi avevano più colpita e che non ho scordato era un testo di Jung che Jean Vanier ha inserito come se lo ricordava , oggi volendolo mettere sul mio blog ho preso il libro, ma poi, visto che sono pigra ho provato a cercare su internet per poterlo incollare senza affaticarmi, il risultato è che ho trovato tutto il testo, quindi l' ho incollato per intero.
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"Vi ammiro, voi cristiani, perché identificate Cristo con il povero e il povero con Cristo, e quando date del pane ad un povero sapete di darlo a Gesù. Ciò che mi è più difficile comprendere è la difficoltà che avete di riconoscere Gesù nel povero che è in voi. Quando avete fame di guarigione o di affetto, perché non lo volete riconoscere? Quando vi scoprite nudi, quando vi scoprite stranieri a voi stessi, quando vi ritrovate in prigione e malati, perché non sapete vedere questa fragilità come la persona di Gesù in voi? Accettare se stessi sembra molto semplice, ma le cose semplici sono sempre più difficili... L'arte di essere semplici è la più elevata, così come accettare se stessi è l'essenza del problema morale e il nocciolo di un'intera visione del mondo... Ospitando un mendicante, perdonando chi mi ha offeso, arrivando perfino ad amare un mio nemico nel nome di Cristo, dò prova senza alcun dubbio di grande virtù... quel che faccio al più piccolo dei miei fratello l'ho fatto a Cristo! Ma se io dovessi scoprire che il più piccolo di tutti, il più povero di tutti i mendicanti, il più sfacciato degli offensori, il nemico stesso è in me; che sono io stesso ad aver bisogno dell'elemosina della mia bontà, che io stesso sono il nemico d'amare, allora che cosa accadrebbe? Di solito assistiamo in questo caso al rovesciamento della verità cristiana. Allora scompaiono amore e pazienza, allora insultiamo il fratello che è in noi, allora ci condanniamo e ci adiriamo contro noi stessi, ci nascondiamo agli occhi del mondo e neghiamo di aver mai conosciuto quel miserabile che è in noi. E se fosse stato Dio stesso a presentarsi a noi sotto quella forma spregevole lo avremmo rinnegato mille volte prima del canto del gallo."
Il povero che è in noi - Carl Jung
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Questo testo aiutò molto Jean Vanier, per quello che mi concerne, mi sento in cammino, so che il Cristo mi ha aiutato in cose che da sola non sarei mai riuscita ad affrontare, ma per questa cosa, Lui mi accompagna, ma sono io che devo fare il resto e quindi cerco di camminare, inoltre a conferma della tesi di Jung ho sentito o letto che la traduzione letterale in greco di: Ama il prossimo tuo come te stesso è Ama il tuo prossimo perché è come te fa riflettere vero? Naturalmente, se ho scritto una bestialità sul greco (visto che io non lo conosco ed è un sentito dire o letto) conto che qualcuno mi corregga, grazie in anticipo, io farò un post con la correzione.
Un mese fa, avendo visto un libro di Jung a 4 euro, l' ho comprato, il titolo è: La psicologia dell' inconscio era meno caro di un altro ed ho scelto lui peccato che leggendo la prefazione di Jung ho trovato scritto: Devo far presente in anticipo al lettore che non si tratta di uno scritto facile, di carattere scientifico-divulgativo come nel saggio precedente, bensì d'una esposizione che, a causa della materia estremamente complicata, richiede maggiore pazienza e attenzione. Evviva!!! per fortuna che non mi sono lasciata spaventare ed ho iniziato a leggerlo, non ricordo più cosa c' era scritto nelle pagine prima, ma io leggo.... e poi forse rileggerò.... e dopo che non ricorderò più niente? ...... rileggerò??

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