giovedì 14 maggio 2009

Come si chiama

Non saprei se si chiama angoscia, ansia, panico o senso di colpa, è qualcosa che ti prende nelle viscere e risuona come un pensiero fisso, stai chinato su te stesso, non alzando gli occhi al cielo; anche se ti muovi come la mosca caduta nel latte che a forza di sbattere le ali alla fine non annega perché trasforma il latte in burro. Ho fatto dei grossi passi avanti, ma devo ancora lavorare molto su di me e certe volte non è facile, ho tanti buoni amici e uso molto il telefono, ma dentro c'è .....un senso d' incapacità e di colpa per questa incapacità di venirne fuori, ho cercato su internet una preghiera sul perdono, perché avevo bisogno del Signore, del Suo aiuto, un attimo di ristoro, ne ho trovata una che ho letto, ma non è la preghiera giusta, quella che mi serve.
Ed ecco che oggi ho fatto un casino perché telefonando ad uno sportello mi hanno dato dei dati sbagliati ed io ho sollevato un vespaio nel condominio, per poi scoprire che ho fatto tanto rumore per niente, terribile, che vergogna, che senso di colpa, in effetti non ho fatto una cosa gravissima ed in più mi sono fidata dei dati che mi hanno dato, brutta sensazione ed anche una sensazione di essere ridicola. Però può essere un esercitazione per me, andare oltre al mio giudizio su me stessa.
"Chi ci separerà dunque dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?
Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore".
(Rm 8, 35.38-39)
Questa l' scritta io nel 2005 l' ho messa perchè sta bene nel contesto (mio, non di S. Paolo)
C' è chi, quando si sveglia di notte con un pò d' angoscia, prega,
c'è chi rivolge un pensiero a Dio, pregando per chi è in missione
e chi pensa a salutare gli amici, perchè sà quanto è bello sapere che qualcuno ti pensa,
che sei: qualcuno che conta.
Perduti nella notte, i pensieri vagano, ma bisogna trasformare le ombre in luce, la smorfia in sorriso, la disperazione in Speranza.
Custodire la pace, costruire pace, cercare la pace ed invitarla nel nostro cuore.

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