martedì 29 dicembre 2009

Essere liberi di dubitare

La Luce dei miei occhi non crede, così dice lui, a 11 anni mi disse che non voleva più andare al catechismo e non voleva fare la Cresima, io e Titti fummo d' accordo e rispettammo la sua volontà, dal nostro punto di vista meglio non essere cresimati che essere cresimati "senza alcuna convinzione". Perché questa premessa vi chiederete, semplice, così capirete la mia sorpresa nel vedere appesa in un posto d' onore questa cartolina che ho preso in Francia per lui.
La traduzione dovrebbe essere: E' più forte di me non riesco a crederci (signore in giacca)
Siete ancora libero di dubitare (S.Pietro)
Quando l' avevo vista avevo pensato alla Luce dei miei occhi, ma non solo, è per questo che la inserisco nel blog. Per me Dio è soprattutto libertà, libertà anche di non credere.
BUON ANNO NUOVO !!! a tutti!!

giovedì 24 dicembre 2009

Buon Natale!!!!

Natale è una festa religiosa Dio si fa uomo anzi bambino, è una festa anche per chi non crede, solo per alcuni il Natale è un giorno triste, tutti fanno festa e tu non hai niente da festeggiare, o solo ricordi dolorosi di chi non c' è più.
Tutti i Natali vorrei trovare delle parole originali per fare gli auguri ma sono sempre molto ripetitiva io auguro a tutti voi che leggete: Pace, serenità, salute e forza per affrontare i disagi della vita. Auguri!!! penso che riscriverò nel 2010, salvo che non mi chiamino subito per il mio intervento, si perché io ricomincio di nuovo con l' operazione e medicazioni settimanali è vero che questa volta è per chirurgia plastica, però sempre intervento è, ed anche abbastanza complesso, mi dicono che sono coraggiosa, io invece mi sento molto fifona, ma ho fatto trenta farò trentuno e....

mercoledì 23 dicembre 2009

Regalini fatti: parte seconda


L' idea l' ho copiata da rivista che ho comprato, mi è subito piaciuta molto, ma avendo delle caffettiere diverse ho cambiato stile e disegni, il risultato è simpatico e quella confezionata ha ottenuto un bel successo presso la zia di Titti.
La zia di Titti è toscana come la mamma di Titti e a casa sua c' era un amica (toscana anche lei) tre donne, tre caratteri diversi, un unica parlata ed una comicità così semplice e genuina che è un piacere sentirle parlare. Quando guardo mia suocera e vedo come è felice di stare qui con noi (è già più di due settimane che è con noi), come è serena, non posso fare a meno di ricordare quanto ho trovato lungo con lei, non mi poteva vedere, siamo anche stati senza frequentarsi per alcuni anni. Cosa le ha fatto cambiare idea, semplice, non ho mai lasciato che i rapporti che avevo con lei influenzassero il suo rapporto con mio figlio, ho lasciato che mio figlio si godesse sua nonna, gli ho insegnato a volerle bene e a rispettarla nella stessa maniera di mia mamma, non ho mai parlato male di lei con lui e anche lei non mi ha mai messo contro il bimbo che entrambe amavamo, gli anni ci hanno fatto smussare gli angoli ed adesso so per certo che ha cambiato idea nei miei confronti e mi vuole bene.
Mettere pace richiede molta fatica, impegno e tenacia ma penso che ne valga la pena, mio figlio si è goduto tutti i suoi nonni, è stato amato da tutti loro, anche per me essere riconosciuta per quello che sono realmente e non per un' idea che aveva in testa, fa piacere.


Regalini fatti: parte prima

Salve a tutti, gli ammalati stanno più o meno discretamente ed io mi sono dedicata ai miei lavoretti, avendo deciso di fare regali all' insegna della creatività; il quadro sotto l' avevo fatto nella giornata alla Stamperia, ci avevano costretto a fare la cornice marrone (orrenda!) appena tornata a casa l' avevo dipinta di bianco ed era rimasto a casa in attesa di collocazione, poi avendo portato alla zia di Titti la caffettiera che ho fatto (la vedrete nel post parte seconda perché non riesco a mettere tutte le foto insieme) mi è stato richiesto da una sua amica di farle qualcosa ed ho pensato al quadro, lei mi ha detto che le va bene e così ho aggiunto i fiocchi di neve fatti con stencil e pasta 3D , la tegola l' ho data oggi ad Alice


lunedì 14 dicembre 2009

Lacrima e sorriso

Nel 1992 trovai una poesia che mi piacque molto, nella mia vita io ho sofferto e per molto tempo non accettavo il dolore, non ci vedevo nessun senso, non lo capivo ed ancora adesso faccio fatica a capire, però leggendo quella poesia capii che quello che ero, l' attenzione che avevo verso gli altri, la mia sensibilità erano il frutto di quella sofferenza, che sbagliavo a voler cancellare le mie lacrime. Ero convinta di aver preso quella poesia e l' ho cercata per molto tempo senza trovarla, poi in questi giorni nella cartellina dove tempo gli scritti ho trovato:
Lacrima e sorriso
Non scambierei i dolori del mio cuore
con le gioie della moltitudine.
E non vorrei
che le lacrime suscitate dalla tristezza
in ogni parte di me
si mutassero in riso.
Voglio che la mia vita rimanga
lacrima e sorriso.
Lacrima
per lavarmi il cuore e illuminarmi
sui segreti della vita e sulle cose nascoste.
Sorriso
per avvicinarmi ai figli dei miei simili;
sorriso come segno della gloria
che rendo agli dèi.
Lacrima
per unirmi a chi ha il cuore spezzato;
sorriso,
segno della mia gioia di esistere.
Quando viene la sera
il fiore riavvolge i petali e dorme,
abbracciando il suo desiderio.
Avvicinandosi il mattino,
apre le labbra al sole.
La vita del fiore
è desiderio e appagamento:
lacrima e sorriso.
Le acque del mare divengono vapore
e si sollevano e si condensano
in una nuvola.
E la nuvola trascorre su monti e valli
finché non incontra la brezza:
allora
cade in lacrime sui campi
e si congiunge a ruscelli e fiumi
per tornare al mare, sua dimora.
La vita della nuvola è
separarsi e congiungersi:
lacrima e sorriso.
E così lo spirito
si separa dal più grande spirito
per passare al mondo della materia
e trascorrere come una nuvola
sulla montagna del dolore
e sulle pianure della gioia
per incontrare la brezza della morte
e tornare al luogo da cui venne.
All'oceano di amore e bellezza:
a Dio.
K. Gibran

domenica 13 dicembre 2009

I segreti del cuore

Quando ho letto il commento di Ranny chissà perché ho pensato al titolo del post: i segreti del cuore? perché suona bene? forse, sicuramente per il fatto che ci sono delle amicizie speciali, nate da un caso o da delle affinità che ci accomunano pur nella individualità che ciascuno di noi ha, condivise nel dolore e nella gioia, nel pianto e nell' allegria. Una di queste amicizie è quella che c' è con Ranny, ma non voglio dare dettagli su Ranny, deve rimanere un alone di mistero su questa persona, non voglio che amici che mi conoscono e che leggono possano riconoscere Ranny, però voglio definire Ranny con un aggettivo: GRANDE e FORTE!!! Leggendo il suo commento ho pensato che ha un po' esagerato ma nello stesso tempo mi sono resa conto della grande fortuna che ho: sono circondata da amici/he che mi amano per quello che sono e che ci sono, non ne ho tantissimi, ma ne ho di qualità, alta qualità e questa è la cosa più importante.
I segreti del cuore anche perchè con alcuni amici condividi pensieri, opinioni, rabbie, sfiducia, Dio, delusioni e speranze che con altre persone non ti senti di fare, fanno parte del tuo cuore, sono nascosti nel tuo cuore e tu nel loro.
Ranny tanti anni fa mi diede una scatolina che tengo sempre sul comodino dentro c' erano tre fiammiferi con la capocchia colorata uno di giallo, uno di blu e uno di rosso ed un bigliettino con su scritto:
Tre fiammiferi, tre colori .....
Questa è "l' arma" che metto nelle tue mani
per quando ti senti al buio
per quando la luce ti sembra lontana,
per quando non senti l' amore nel cuore.....
Ovunque tu sia, ovunque io sia,
prendine in mano uno e ricorda che
io ti voglio bene.
Quando ho ricevuto la scatoletta mi ha fatto tanto piacere, ma non ho mai "copiato" l' idea perchè non mi piace inflazionare, sminuire, usare con leggerezza delle parole così confermate dai fatti.

lunedì 7 dicembre 2009

Una donna molto speciale

Non ricordo in quale anno il giorno dell' Immacolata il nostro parroco fece una predica particolare, non ricordo esattamente cosa disse ma presentò Maria leggendo quello che uno scrittore aveva scritto, alla fine della Messa andai a chiedergli il foglio che aveva letto e lui me lo dette, ma non c' era l'autore e se lo disse, io non me lo ricordo, ho cercato su internet ma non sono riuscita a trovare niente, però essendo così diverse dalle solite parole che vengono dette voglio condividerle con voi

E' la forza di lasciarsi guardare negli occhi perché non hai nulla da nascondere.

E' la forza di guardare serenamente negli occhi degli altri perché.... nulla da giudicare.

E' la forza di guardare nella notte del cuore degli altri per vedere solo le stelle.

E' la forza di lasciarsi sul cuore perché ogni visita al proprio cuore è un regalo.

E' la forza di dire la verità anche se dovessi pagarla con la vita.

E' la forza di chi riesce a non difendersi perché il suo cuore è invulnerabile.

E' la forza di chi sa scusare anche chi non se lo merita.

E' la persona che quando l' avvicini senti odore di pulito e non hai più vergogna di essere sporco.

E' la persona che sa spalancare gli occhi per vedere tutto ma poi si fida a occhi chiusi.

E' la persona che preferisce la carezza al denaro.

E' la persona che potrebbe inchiodarti con uno sguardo e invece ti sorride.

E' la persona che è contenta quando sei contento tu.

E' la persona che la guardi nel corpo, giovane o avvizzita e ne vedi solo il cuore.

E' la persona che si fida di Dio e sente la mano stretta dalla Sua anche nei momenti più apparentemente lontano da Lui.

Pensavo Serge e il suo "MAMMA", Maria è un ostacolo per l'unificazione con i protestanti i quali non le danno tutta l' importanza che le attribuiamo noi, mi è venuto in mente un prete cattolico ecumenico il quale disse che a suo parere l' unificazione si sarebbe fatta grazie a Maria, forse un po' azzardato, ma una mamma che ama molto i suoi figli, fa veramente di tutto per fargli fare la pace, non è bello che dei fratelli siano distanti, chissà se era questo che pensava? L' argomento è complesso e io non ho la competenza per trattarlo, però ho un cuore, m' interessano le persone e una cosa che ho appreso e che credo sia un' ottima regola è cercare quello che unisce e non quello che divide.

sabato 5 dicembre 2009

Non mollare mai!

Salve, ero indecisa se intitolare il post:ho vinto il premio di consolazione alla lotteria della sfiga (nel gergo giovanile), sfortuna, iella, come preferite voi, ho pensato che sarebbe stato un titolo comprensibile a tutti ma visto che io non credo in senso autentico a queste parole, è vero che non capisco (come scritto altre volte) il perché di certe cose, ma non credo alla suddette parole anche se qualche volta le uso, mi piace credere di più in Dio.


Or dunque arrivata a Bologna dalla zietta come d' abitudine telefono a Titti e alla mia mammina per avvisarli che il viaggio si è svolto bene, a casa di mia mamma non risponde nessuno, saranno andate a fare la spesa, cellulare spento, riproviamo più tardi. Prova e riprova risponde mio nipote che dice: "la mamma ha portato la nonna al pronto soccorso perché aveva la bocca storta, vi faccio chiamare appena tornano" Mia mamma ha avuto in passato due ischemie, paura, la zia mi vuol rimandare a casa, non ci sto, è in buone mani, torno solo se mi dicono che è grave. Telefonano e mi dicono che non è ischemia ma che sarà una cosa lunga, resto a Bologna per una settimana, come ragazza pompon speravo di risolvere di più ma questo sarà un altro post. Ieri mia sorella mi dice che è caduta rischiando di rompersi il naso ma alla fine le fa solo male il braccio sicuramente passerà. Oggi Titti mi viene a prendere alla stazione ed andiamo a mangiare da mia mamma, quando la vedo mi viene un colpo, la mia mammina conciata in un modo orribile, non mi viene un colpo perché dovrebbe passare ma..., mia sorella non muove il braccio la convinciamo ad andare al pronto soccorso l' accompagno, dice all' infermiera che è caduta ieri sera - non va bene, doveva venire ieri, dove ha male? - Non riesco ad alzare il braccio - Mi spiace le devo dare un codice bianco, deve avere pazienza, mia sorella che ha portato la mammina lo scorso sabato mi dice: "siamo caduti male, l' altra volta almeno ti guardavano qua si fa tardi, passano tutti quelli che stanno male e noi siamo ancora qui.
CONSIGLIO: QUANDO ARRIVATE AL PRONTO DITE CHE STATE MALE, CAMMINATE LENTAMENTE, ESAGERATE!!!!.
Risultato: siamo arrivate alle 15, alle 18 l' ho lasciata, alle 19,30 è entrata, è uscita alle 20,.... e dopo aver visto le lastre hanno trovato che HA L' OMERO ROTTO e quando il marito ha fatto notare l' attesa gli è stato risposto - Ma aveva un codice bianco!!!
Ho deciso che avrei dato il titolo: non mollare mai!! perché non è sfortuna, è solo una serie di combinazioni non felici che capitano in alcuni momenti della vita ad alcuni, ad altri un po' meno ed è un titolo di un librettino delle Paoline che mi sono decisa di regalarmi a Bologna, sono poche paginette di Arnaldo Pangrazzi dove ci sono dei bei testi ve ne scrivo due:


Vieni in mio aiuto


Signore,

sono depresso e scoraggiato

e anche in collera con te.

Perché tutte queste sofferenze

che sembrano non finire mai?

A volte ho l' impressione che tu mi abbia abbandonato.

Provo invidia verso coloro

che stanno bene, frustrazione

per vane parole di consolazione.

Signore,

perdona la mia amarezza

e vieni in mio aiuto.


Direi che per il mio stato d' animo attuale preferisco questa anche se nel libretto è un po' diversa, in internet ho trovato il testo intero e ve lo scrivo

Ricevi, o Signore

Ricevi Signore le nostre paure e trasformale in fiducia.
Ricevi Signore la nostra sofferenza e trasformala in crescita.
Ricevi Signore le nostre crisi e trasformale in maturità.
Ricevi Signore le nostre lacrime e trasformale in intimità.
Ricevi Signore la nostra rabbia e trasformala in preghiera.
Ricevi Signore il nostro scoraggiamento e trasformalo in fede.
Ricevi Signore la nostra solitudine e trasformala in contemplazione.
Ricevi Signore le nostre amarezze e trasformale in calma interiore.
Ricevi Signore le nostre attese e trasformale in speranza.
Ricevi Signore le nostre perdite e trasformale in risurrezione. (Da Preghiere di speranza. Testo di Arnaldo Pangrazzi)

venerdì 27 novembre 2009

Ragazza pompon

Domani parto per Bologna a fare la ragazza pompon, ma come vi chiederete adesso prendono anche le donnine michelin per fare questo?? Tranquilli, non vedrete nessuna donnina michelin allo stadio.
Ragazza pompon è un termine che io uso quando faccio il tifo per qualcuno, in questo caso lo faccio per la zietta che non sta bene e che è sola ed inoltre alle prese con la burocrazia italiana, ma tralasciando i particolari basterà dire che era ricoverata in ospedale ed hanno deciso di dimetterla dandole delle flebo da fare a casa, lei ha fatto presente che abita da sola ed allora si sono mobilitati in tanti ed alla fine le hanno detto: vada tranquilla a casa è tutto a posto!! Si, era veramente tutto a posto, infatti è da una settimana che non fa le suddette flebo: Lunedì riunione a casa sua con tutti gli addetti e vedremo se finalmente la cosa partirà. Quindi visto che io sono la più libera parto per farle compagnia quindi niente post per un po'.

Renne e scatole natalizie





In questi giorni ho fatto alcune cose: ho dipinto delle sagome di renne e delle scatole da regalare per Natale come da foto che ho inserito, le renne le ho decorate in due modi diversi così le trovo più rifinite.

Foto del primo fromaggio fresco di Titti


Non potevo non mettere la foto del primo formaggio di Titti, è più buono di quanto sia bello.
Titti è molto fiero e ne ha tutte le ragioni, ha già ripreso altri 5 lt di latte.

martedì 24 novembre 2009

Uno dei talenti di Titti

Titti è un uomo dai molti talenti, assieme ai difetti (so che legge il blog e non vorrei si montasse troppo la testa) e stasera ne ho avuto un ulteriore conferma, ha fatto il formaggio e la ricotta, tutto è partito da un opuscolo che danno ad alcuni distributori di latte crudo dove viene spiegato per filo e per segno come si fa il formaggio fresco, quindi detto fatto, oggi è arrivato con tutto l' occorrente e stasera stavamo mangiando la "SUA" ricottina, per il formaggio dovremo attendere. La ricotta era buona! Titti quando si mette in cucina è meglio di me, i suoi piatti più riusciti sono: moscardini con le bietole - tortelli di ricotta - insalata di polpo. Quando è all' opera bisogna lasciarlo solo o tutt' al più pronti a dargli gli strumenti che gli servono, però i risultati sono sempre eccellenti.

sabato 21 novembre 2009

Oggi ho riordinato delle carte che avevo nel comodino, alcune gettate, altre erano i miei soliti appunti (niente poesie) su pezzi di carta, testi di lettere, non le ho buttate, mi hanno fatto pensare al cammino che ho fatto, è vero che ho vissuto delle cose dure ma sono contenta perché di strada ne ho fatta davvero tanta anche se mi rendo conto che non si finisce mai di camminare. Ho trovato anche dei ritagli di famiglia cristiana "colloqui con Dio" di Gianfranco Ravasi, come già vi ho detto io conservo, non si sa mai.... ho deciso di inserire nel post dei testi che trascriverò in blu, ma devo avvertirvi che per il primo ho trovato su internet una poesia intitolata "Professio" in cui c' era il pezzo che è nel mio foglietto, quindi ho pensato ad un taglio da parte del Ravasi e stavo per aggiungerlo in rosso, ma poi digitando "Professio" Giorgio Caproni ho trovato un altro sito che non riportava il mio testo, nel dubbio scrivo solo quello che ha scritto Ravasi che è la mia fonte. Devo dire che mi sto rendendo conto che internet può dare più versioni della stessa cosa, bisogna fare attenzione a non fermarsi al primo sito ma cercare, cercare e se per caso mi sono sbagliata vogliate scusarmi.



LA PREGHIERA CHE "PROVOCA"


Ci sono preghiere che affiorano anche sulle labbra dell' ateo e hanno ora il sapore della provocazione, ora dell' invocazione, ora quello dell' illusione. Forse anche il credente deve mettersi talvolta all' ascolto di queste voci - che possono persino essere blasfeme - perché esse celano un' ansia profonda, forse il desiderio che Dio esista, anche quando - come faceva il poeta francese Jacques Prevert - gridano un Padre nostro sarcastico:"Padre nostro che sei nei cieli, restaci!": Proponiamo, con questa premessa, due preghiere (io ne inserisco solo una, l' altra un'altra volta) scritte da nostri poeti in intensa ricerca spirituale. La prima è fortemente provocatoria e considera il dialogo con Dio uno scambio alla pari: come Giobbe, il poeta chiede a Dio spiegazioni e giustificazioni soprattutto per il male che colpisce l' innocente. E' di Giorgio Caproni nella poesia Res amissa del 1987.

Dio di bontà infinita.
Noi preghiamo, per te.
Preghiamo perché ti sia lunga e serena la vita.
Ma anche tu, se puoi,
prega, qualche volta, per noi.
E rimettici i nostri debiti
come noi rimettiamo i tuoi.



QUANDO DIO NON RISPONDE


Sarà questa volta una donna a sostenere la nostra preghiera: Raissa, moglie del grande filosofo Jacques Maritain, tanto caro a Paolo VI. Raissa era ebrea, ma anche dopo la conversione al cattolicesimo, conservò intatto l' amore per le sue radici che, spiritualmente appartengono ad ogni cristiano. (i nostri fratelli maggiori, ma non ricordo chi l'ha detto per primo, S. Paolo????) La prima preghiera che proponiamo è tratta da un poemetto, intitolato in latino Deux excelsus terribilis, che echeggia il grido lacerato delle vittime dell' Olocausto (fu composto, infatti nel 1943)

Se noi gridiamo Abba ! Pater!
tu non ascolti il nostro grido.
Esso ritorna a noi come una freccia
che ha colpito il bersaglio impenetrabile.
Tu ci respingi nella notte,
E' come se avessimo perduto il Padre nostro che è nei cieli.
Un baratro si è aperto tra la Misericordia e la Miseria e tu non vuoi superarlo.
----------
E' la preghiera del Getsemani, nella notte, del silenzio di Dio. E' la preghiera di Giobbe che sente Dio assente o, peggio, come un avversario che infierisce sull' uomo colpendolo, divorandolo, sfondandogli il cranio come un generale trionfatore (16, 7 - 14). E' la preghiera di ogni persona desolata e forse disperata che grida a Dio la sua infelicità. Ma Raissa ci insegna anche a pregare tenendo alta la fiaccola della speranza: in quel Padre che ha permesso la croce del Figlio si cela un progetto di salvezza le cui strade di attuazione non sono quelle da noi ipotizzate. E' ciò che viene espresso in questi versi oranti delle sue Poesie:


O tu che hai preso un cuore simile al nostro
per farti carico del nostro male
e compatire le nostre sofferenze,
rivolgi a noi una parola di luce e di pace.
Ricordati dei santi, dell' innocenza.
Abbi pietà del tuo popolo,
il popolo della miseria e della pena,
degli umiliati di tutte le genti,
dello sconforto umano.


Per ultima una preghiera di Tommaso Moro (1477/78 - 1535) su un tema per me molto scottante: il perdono, io credo che per me sia difficilissimo perdonare anche perché in alcuni casi mi manca anche la volontà di perdonare, posso ignorare, forse in alcuni casi ho in parte perdonato o meglio sono andata oltre, ma anche se con la ragione convengo che perdonare è meglio, io non ce la faccio, la rabbia e il rancore rimangono. Questa invocazione scritta da Tommaso mentre era prigioniero nella Torre di Londra, in attesa della condanna capitale, mi è piaciuta sono d' accordo con Ravasi che scrive parlando dell' invocazione .... è di una trasparenza tale da poter affiorare sulle labbra di tutti. Con una difficoltà, però: molto arduo è dire con convinzione e partecipazione quelle parole. Verissimo, però mi piace e penso che leggerla anche senza convinzione, lascia la bocca dolce.

Volgi la tua misericordia, o Signore,
su tutti coloro che mi vogliono male
e che mi hanno fatto male.
Concedi che le loro colpe, insieme alle mie colpe,
possano trovare ravvedimento e rimedio
con l’aiuto di tutti quei mezzi,
così lievi, pietosi, amorevoli,
che sa trovare la tua infinita sapienza.
Fa’ che le nostre anime siano insieme salve
in paradiso e amino e vivano in eterno,
con te e coi tuoi santi, o gloriosa Trinità,
per l’amara passione del nostro dolce
Salvatore Gesù Cristo. Amen.
-----------
" Se voi perdonate agli uomini le loro colpe", diceva Gesù, "il Padre vostro celeste perdonerà anche voi" (Matteo 6, 14). L' amore e il perdono sono il segno distintivo del cristiano, la cartina di tornasole dell' autenticità della sua religiosità.
Il grande predicatore Henri Lacordaire affermava:"Volete essere felici per un attimo? Vendicatevi! Volete esserlo per sempre? Perdonate!". E san Paolo:" Siate dunque benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo." (Efesini 4,32)
Come sono lontana da questa religiosità, per alcuni non riesco, se da un lato mi scoraggio dall' altro no, perché vi chiederete? semplice conto spudoratamente sull' Amore di Dio, quando noi esseri umani così pieni di difetti amiamo qualcuno tendiamo a minimizzare i suoi difetti e a vedere tutti i suoi pregi e a trovargli mille attenuanti quindi... traete le conclusioni.
Buona settimana a tutti!!!

venerdì 20 novembre 2009

Influenze dantesche?

Mia suocera ha 85 anni ma già da almeno 26 anni ha cominciato a pensare alla morte, esempio: mi fai una foto aggiornata che se mi piace la uso per la tomba. Un giorno, non ricordo più in quale anno, ci telefonò felice per dirci che lei e mio suocero si erano comprati 2 posti al cimitero (per terra) dandoci tutti i dettagli ad esempio che avevano scelto la seconda fila perché essendoci nella prima fila degli alberi ed il passaggio della gente, in seconda fila la tomba si sarebbe sporcata meno, io e Titti li abbiamo preso tanto in giro soprattutto lei perché il marito non sembrava così "entusiasta" dell' acquisto, quando andavano al paesello io le chiedevo se era passata dalla villetta, e lei rideva con noi ma era veramente convinta e contenta dell' acquisto. Mio suocero purtroppo è già andato ad abitare nella villetta. Quando siamo arrivati a casa sua mi ha detto che adesso ha già preparato il vestito con cui vuol essere sepolta con tanto di biancheria intima nuova e poi si è raccomandata che non voleva veli in testa e che in tasca voleva una moneta per Caronte, fiammiferi, mezza candela e un santino della Madonna e le scarpe.
- Scusa ma cosa c' entra Caronte con la Madonna? le ho chiesto io.
- C' entra, mi risponde convinta, è lui che ti traghetta (che sia l' influenza di Dante?) quindi il soldino ci vuole per pagarlo, la candela è logico se c' è buio devi accenderla e i fiammiferi servono per la candela, per quanto riguarda la Madonna, è la Madonna, da noi ai morti abbiamo sempre messo questa roba da voi non si usa?
- Penso proprio di no, ma la tasca il tuo vestito ce l' ha?
- No
- Allora devi fare qualcosa di carino in tinta con il vestito dove mettere questa roba.
Oggi le ho telefonato per sentire come stava e a un certo punto mi ha detto: guarda che anche al paese della mia vicina si usava mettere queste cose, in ogni caso ho già fatto la bustina e ci ho messo tutta la roba dentro ho scelto la Madonna di Lourdes.
Che dire? Ho voluto scrivere queste vecchie tradizioni che io non conoscevo perché sono parte del bagaglio culturale di mia suocera e non solo sue che sicuramente penso siano quasi scomparse.

mercoledì 18 novembre 2009

Santi, tempo grigio

Poi il tempo è cambiato ha cominciato a piovere ed a essere grigio e così mi sono data alle tegole che mi ero portata in previsione del brutto tempo e ho fatto un po' di regali in giro ma ho dimenticato di fotografarle. Poi c' è stato i Santi che per me è il giorno della "consolazione" da quando ho sentito una predica del parroco della mia parrocchia sul brano dell' Apocalisse che viene letto il giorno dei Santi:
..... 7, 9 Dopo ciò, apparve una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e portavano palme nelle mani. 10 E gridavano a gran voce: La salvezza appartiene al nostro Dio seduto sul trono e all’Agnello”. 11 Allora tutti gli angeli che stavano intorno al trono e i vegliardi e i quattro esseri viventi, si inchinarono profondamente con la faccia davanti al trono e adorarono Dio dicendo: 12 “Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen”. 13 Uno dei vegliardi allora si rivolse a me e disse: “Quelli che sono vestiti di bianco, chi sono e donde vengono? ”. 14 Gli risposi: ”. “Signore mio, tu lo sai. E lui: “Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell’Agnello.
Perché "consolazione", ho perso alcuni cari che dicevano di non credere, nel mio cuore ho sempre creduto all' AMORE di Dio, ma... Quella domenica il prete non dette la solita lettura su i martiri cristiani, parlò di TUTTI coloro che passano attraverso la tribolazione, per me fu come una conferma a quello che nel mio cuore speravo.
In una settimana siamo andati 3 volte al cimitero, mia suocera mi ha portato da tutti parenti e amici a salutarli e a portare fiori, alla fine era proprio contenta perché era riuscita ad andare da tutti, certo che il pensiero in quei giorni va a coloro che fisicamente non sono più con noi e ai momenti della loro tribolazione.

Appunti di viaggio

Controlla ortografia
24/10/09

Un raggio di sole che fende la nebbia.
Appunti di viaggio fermati dall' inchiostro.
Sole splendente in un cielo limpido.

Se vi chiedete cosa c' entra la sabbia con questa poesia, la risposta è: niente! Però la foto mi piaceva per cui l' ho messa ugualmente.

Foto di mare






Siamo arrivati a Follonica e finalmente la mamma di Titti ha visto il figliolo dopo quasi un anno e mezzo. La prima settimana c’ era un magnifico sole, io e lei ce ne siamo andate a fare passeggiatine lungo mare e in spiaggia di pomeriggio. Da sola ho fatto delle belle passeggiate lungo il bagnasciuga, che meraviglia la spiaggia deserta, il mare, il sole, ogni tanto trovavo qualcuno in bikini che prendeva il sole ed ho visto anche due eroiche persone fare il bagno, però il 31/10/09 la mia camminata in acqua me la sono fatta anch'io ed ho fatto la foto come prova. Eccovi alcune foto scattate durante il bel tempo.


Foto borsetta

Incredibile ma vero, mi sembra di sognare la foto inserita al primo colpo!!! Io trovo la borsetta carina.

venerdì 23 ottobre 2009

E' sparita la foto della borsa e un medico super

Scusate, mi hanno detto che la foto della borsetta non c'è, non so cosa ho fatto ma è sparita la foto dal post, la metterò quando tornerò. Ve l' ho detto mettere le foto per me è un problema. Oggi sono andata alla visita di controllo dal mio chirurgo, per fortuna che esistono medici così, adesso per le donne che hanno il cancro nell' ospedale dove sono stata operata viene prevista la psicologa prima, dopo l' intervento e la dimissione ed anche la visita del fisiatra. Mi ha visitato, spiegato in grandi linee come sarà l' intervento di gennaio e quando gli ho chiesto se prima di andare nel grande mega ospedale dall'ottima chirurga plastica con cui non riesco a dialogare dove mi sentirò trattare come un "oggetto" (cosa che la maggioranza dei medici ospedalieri fa) gli posso telefonare per farmi incoraggiare a non avere paura e lui mi ha detto: stia tranquilla andrà tutto bene, ma se vuole mi telefoni pure.
E' sempre un piacere vedere dei professionisti che oltre che seri e bravi si ricordano che davanti hanno un essere umano che in più è anche spaventato.

giovedì 22 ottobre 2009

Da un maglione a una borsina ed un Ciao!!!



Sabato ero rimasta a casa e ho deciso di portare al centro raccolta della roba che non usavo più tra cui questo maglione, ma guardandolo mi è venuto in mente di farci una borsetta e così domenica pomeriggio ho portato da mia mamma tutto l' occorrente per lavorare e nel frattempo tenerle compagnia mentre era seduta sul divano, in pratica è stato un pomeriggio creativo sia per me che per la mia mamma a cui ogni 5 minuti chiedevo consiglio su questo o quello devo dire che la sua collaborazione è stata preziosa per parecchie cose ma soprattutto i manici, è a lei che è venuta l' idea di fare i manici a treccia ed io l' ho eseguito. Alla fine mi sono accorta che non avevo inserito i manici tra la fodera nera e la maglia ma sono riuscita a rimediare cucendo sopra i manici due tondini neri fatti all' uncinetto dalla nonna di Titti (l' ho detto la roba fatta a mano anche se minuscola io non la butto via) ho fatto un mucchio di foto perché volevo fare il dettaglio ma sono una peggio dell' altra per cui ho desistito ad inserirle nel blog. Ora vi voglio salutare perché sabato partiamo per il mare dove abita la mamma di Titti, quindi per un po' smetterò di scrivere, sono le nostre "vacanze" dopo la Bretagna speriamo che almeno non piova tutto il tempo.
Ciaooo!!

















Tegoline fatte per regalare





Come già scritto io non sono un' esperta di internet e inserire le foto nel blog mi fà impiegare un mucchio di tempo perchè mi si scollega il computer per cui oggi che ho un po' di tempo libero ho inserito tutte le foto che ho fatto ai miei lavoretti che a dire il vero sono piaciute molto ai destinatari e questo mi fà molto piacere perchè per farle ci metto molto cuore
ed anche se la tecnica non è perfetta mi piaciono.

Porta collane e orecchini


Io non ho molti gioielli e orecchini, ma quei pochi che ho li semino sempre in giro e certe volte manco mi ricordo di averli, quando siamo andati alla Stamperia avevo visto degli appendini trasformati in
portagioielli, ma mi sembrava di non essere all' altezza per farli cosi ho cercato su internet ed ho visto delle belle cornici con appeso dentro collane e orecchini quindi sono partita per fare questo e sono andata ad informarmi sui prezzi delle cornici in un negozio, una cornice media 15 euro e non particolarmente carina, ho preso le misure e tornata a casa ho guardato se tutto quello che aveva ci stava dentro la risposta è stata negativa, però in testa avevo l' idea di sistemare in maniera visibile la mia roba. Io non butto mai via la roba fatta a mano e in un cassetto ho dei alcuni centrini che ho tolto dai tavoli per non doverli lavare e stirare, ma che conservo perché sono il frutto di lavoro di amiche o conoscenti e a cui sto cercando di dare una sistemazione diversa , quindi vado a vedere e trovo una striscia fatta per il tavolo che non metto da una vita, e guardandola ho pensato che poteva andare bene per quello che avevo intenzione di fare sono andata in ferramenta, ho preso un gancetto da tende, nastrino beige ed il risultato è qui di fianco ed a me piace!!.

Per gli amici

Questa cartolina l' ho comprata in Francia, l' ho già usata, ma mi piaceva tanto sia la foto che il testo e ho pensato di inserirla in un post (spero non ci siano errori di traduzione)
Se il tuo amico è nella gioia, sii gioioso,
Se il tuo amico è triste, ascoltalo,
Se è disperato
dagli il pane della tenerezza.

lunedì 19 ottobre 2009

Io, Mozart e Bruno Ferrero

Tanto tempo fa sentii alla radio che Mozart fa produrre più latte alle mucche e più uova alle galline, che aumenta la concentrazione negli studenti, quest' ultima cosa ci fu ribadita dal tizio che ci fece il corso per il test olfattivo quando lavoravo. Poi in seguito ho anche letto che alcune delle sue composizioni vengono usate in musicoterapia per cui quando ho bisogno di concentrarmi o rilassarmi ho preso l' abitudine di ascoltarlo più sovente di altri compositori.
Quest' oggi che mi sono recata nella metropoli ho fatto il mio solito giro in un negozio e mi sono comprata per 4, 80 euro Mozart -Clarinetto/oboe/ Basso Concerto K 622 - K314 - K191.
Stasera ho spento la tv e ho deciso che mi sarei gustata la musica. Mentre stavo ascoltando mi è venuto in mente Bruno Ferrero un sacerdote salesiano e due brani che mi avevano colpito tratti da: L' importante è la rosa, il primo sono riuscita a trovarlo su internet così ho scoperto che la preghiera che avevo inserito nel post del 18/4/09 era messa subito dopo questo scritto per cui non sto a riscriverla.


Giorgio, un ragazzo di tredici anni, passeggiava sulla spiaggia insieme alla madre. Ad un tratto le chiese: "Mamma, come si fa a conservare un amico quando finalmente si è riusciti a trovarlo?". La madre meditò qualche secondo, poi si chinò e prese due manciate di sabbia. Tenendo le palme rivolte verso l'alto, strinse forte una mano: la sabbia le sfuggì tra le dita, e quanto più stringeva il pugno, tanto più la sabbia sfuggiva. Tenne invece ben aperta l'altra mano: la sabbia vi restò tutta. Giorgio osservò stupito, poi esclamò: "Capisco".

La preghiera dell' accoglienza sabato 18 aprile 2009
ed ecco il secondo
Quello che......
Quello che ci siamo sentiti dire da bambini:
stai fermo, muoviti, fai piano, sbrigati, non toccare, stai attento, mangia tutto, lavati i denti, non ti sporcare, ti sei sporcato, stai zitto, parla t'ho detto, chiedi scusa, saluta, vieni qui, non starmi sempre intorno, vai a giocare, non disturbare, non correre, non sudare, attento che cadi, te l' avevo detto che cadevi, peggio per te, non stai mai attento, non sei capace, sei troppo piccolo, lo faccio io, ormai sei grande, vai a letto, alzati, farai tardi, ho da fare, gioca per conto tuo, copriti, non stare al sole, stai al sole, non si parla con la bocca piena.
Sei una piaga!! avevo sui tre anni e la mia nonna me lo ripeteva spesso. (questa è una mia aggiunta)
Quello che avremmo voluto sentirci dire da bambini:
ti amo, sei bello, sono felice di averti, parliamo un po' di te, troviamo un po' di tempo per noi, come ti senti, sei triste, hai paura, perché non ne hai voglia, sei dolce, sei morbido e soffice, sei tenero, raccontami cosa hai provato, sei felice, mi piace quando ridi, puoi piangere se vuoi, sei scontento, cosa ti fa soffrire, che cosa ti ha fatto arrabbiare, puoi dire tutto quello che vuoi, ho fiducia in te, mi piaci, io ti piaccio, quando non ti piaccio, ti ascolto, sei innamorato, cosa ne pensi, mi piace stare con te, ho voglia di parlarti, ho voglia di ascoltarti, quando ti senti più infelice, mi piaci come sei, è bello stare insieme, dimmi se ho sbagliato.
Ci sono accanto a te molte persone adulte che ancora aspettano le parole che avrebbero voluto sentire da bambini.
Tormentando il manico della borsetta, una donna diceva:"So che mio marito sa essere tenero e affettuoso. Con il cane si comporta così"

mercoledì 14 ottobre 2009

Partecipare con

Ieri mi ha telefonato la Julia e nel corso della telefonata mi ha detto: "a te i malati e le loro famiglie sono stati sempre a cuore..." è vero, io partecipo molto con l' umanità malata, ci sono malati soli, abbandonati al loro dolore li vedevo quando andavo in ospedale, ci sono malati che hanno al loro fianco parenti ed amici, il dolore, la fatica, tutto viene condiviso. In entrambi i casi ho sentito, provato il dolore, l'impotenza, anche la rabbia e la disperazione, credo di avere inciso nel mio cuore la preghiera per i malati ed i loro familiari.
Oggi Daniele di 12 o 13 anni sarà operato al cervello ed io che conosco sua zia, partecipo con loro a questo momento, sono le 0,25 ed il mio pensiero va a lui e a tutta la sua famiglia.
Di fronte a certe cose io mi sono sempre fatta molte domande, purtroppo non ho risposte o perlomeno non risposte certe, alla fine mi son detta che avrò le risposte quando Lo vedrò, perché io di domande da fargli ne ho veramente tante.
Vi ho già accennato a un libro di Remo Bodei, li ho trovato un pezzo preso da La peste di Camus, è il dialogo tra il medico Rieux ed il prete Paneloux, mi è venuto in mente e poichè l' avevo messo tra i miei appunti ve lo copio
Di bambini, ne avevano ormai veduti morire: il terrore, da mesi, non sceglieva affatto; ma non avevano ancora seguito le loro sofferenze minuto per minuto, come stavano facendo dalla mattina. E, beninteso, il dolore inflitto a quegli innocenti non aveva mai finito di sembrargli quello che in verità era, ossia uno scandalo. Ma sino ad allora si erano scandalizzati astrattamente, in qualche modo: mai avevano guardato in faccia, così a lungo, l’agonia d’un innocente. …….. «Capisco – mormorò Paneloux – È rivoltante in quanto supera la nostra misura. Ma forse dobbiamo amare quello che non possiamo capire».
Rieux si alzò di scatto; guardava Paneloux con tutta la forza e la passione di cui era capace, e scuoteva la testa.
«No, Padre – disse – io mi faccio un’altra idea dell’amore; e mi rifiuterò sino alla morte di
amare questa creazione dove i bambini sono torturati».
Sul viso di Paneloux passò un’ombra di rivolta.
«Dottore – fece con tristezza – ora ho capito quello che chiamano la grazia».
Ma Rieux si era di nuovo lasciato andare sulla panca. Dal fondo della sua ritornata stanchezza, rispose più dolcemente:
«È quello che non ho, lo so bene. Ma non voglio discuterne con lei. Noi lavoriamo insieme per qualcosa che riunisce al di là delle bestemmie e delle preghiere. Questo solo è importante».
Paneloux sedette vicino a Rieux, aveva un’aria commossa. «Sì – disse – sì, anche lei lavora per la salvezza dell’uomo». Rieux tentava di sorridere.
«La salvezza dell’uomo è un’espressione troppo grande per me. Io non vado così lontano.
La sua salute m’interessa, prima di tutto la sua salute... Quello che odio, è la morte e il male, lei lo sa. E che lei lo voglia o no, noi siamo insieme per sopportarli e combatterli».

domenica 11 ottobre 2009

Una precisazione su una dichiarazione udita

Buongiorno a tutti!!! Come vi sarete accorti io non parlo mai di politica ne di argomenti di attualità, ho le mie idee e le condivido con amici e conoscenti, perché penso che ognuno ha il diritto di tenersi le sue opinioni, mi è sempre piaciuta questa frase attribuita a Voltaire: « Disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo. » (Beh, forse io non sono così eccessiva, ma in ogni caso rende bene l' idea di cosa penso)
Ordunque, oggi mentre ero a tavola sento il presidente del consiglio che afferma che lui è stato eletto da: tutti gli italiani! Ebbene mi dispiace contraddirlo ma ci sono n° 2 italiani che da quando ha iniziato la sua carriera politica NON L' HANNO MAI VOTATO, così come gli altri partiti alleati con lui. I due italiani siamo io e Titti, personlmente non appartengo a nessun partito, anche in politica voglio essere LIBERA, però oggi mi ha fatto perdere la pazienza e voglio dire pubblicamente questa cosa, da quando ha iniziato a far politica ho scelto sempre il male minore, attendo che arrivi qualcuno di spessore a contrastarlo, ma almeno non ho il rimorso di averlo votato almeno una volta, come mi è capitato di sentire a due persone a cui va tutto il mio rispetto perché sono gli unici a cui ho sentito dire che l' avevano votato. Detto questo, scusate lo sfogo.
Oggi a Messa il prete ha fatto una bella omelia, sono tante le cose che mi hanno colpito, ma questa è quella che reputo più significativa perché può andare bene all' umanità in genere: .... date all' altro l' immensa ricchezza che avete, date agli altri voi stessi!!!
Buona domenica!!!

martedì 6 ottobre 2009

La mamma e testo canzone

La mia mamma ha 82 anni, mia zia in una delle ultime telefonate le ha chiesto se ha parenti tedeschi e lei candida le ha risposto: "si, si, la nonna paterna era di origine tedesca" la zia si è messa a ridere e le ha detto: ora capisco tutto!!! Pur piena di acciacchi è sempre stata un caterpillar anche se malata, salvo rarissime occasioni, nel letto ci sta veramente poco, lei si deve muovere, oppure al massimo sta seduta sul divano. Lo scorso lunedì aveva la febbre e la dottoressa si era raccomandata che stesse tranquilla quindi sono andata ad assiterla...? Nonostante stesse male il divano era il suo quartier generale, ha anche tentato di aiutarmi nella cucina perchè le da fastidio stare ferma. Ieri invece era K.O, diceva che stava male, ed ha passato la giornata a letto. Sono rimasta a vegliare su di lei cercando di fare meno rumore possibile, mentre ero in salotto nel silenzio della stanza mi è venuto in mente quando davo il cambio a lei e mia sorella e rimanevo con mio babbo, il quale soprattutto negli ultimi tempi non parlava, era in quel letto in silenzio........ sono passati 13 anni da allora, il dolore si è attenuato, ma oggi con quel silenzio....ho pensato a lui e vedere la mamma così mi ha fatto un certo effetto. La dottoressa quando l' ha vista non credeva ai suoi occhi, di grave non c' è niente per fortuna, ma purtroppo ha tante cose che sono peggiorate, ma ci ha detto che cambiando le cure dovrebbe uscirne, anche lei ci ha detto: questa volta è stata messa proprio K.O.
Tornata a casa ho sentito degli amici francesi, il marito mi ha detto la risposta della biopsia al seno: purtroppo son cellule cancerogene, ed io non ho saputo che dirle, con lei ho parlato d' altro, in queste occasioni mi sento così inadeguata, posso solo pregare.
Visto che ero un po' ... ho cercato una canzone che ci aveva insegnato ai tempi scout un frate messicano che a me piaceva tantissimo e l' ho trovata, solo che sentendola cantare su You tube mi ha un po' deluso perché come la suonava con la chitarra "Messico" e come l' avevo sentita cantata in un ristorante da degli spagnoli, la musica era molto più vibrante e allegra per cui vi chiedo scusa in anticipo se non vi piacerà, io la canticchio ancora alla mia maniera e poi....
Non sono qui non sono là, non tengo età ne futuro essere felice è il mio colore e identità (non so se la traduzione è giusta)


NO SOY DE AQUI NI SOY DE ALLA


Me gusta el mar y la mujer cuando llora
las golondrinas y las malas señoras
saltar balcones y abrir las ventanas y las muchachas en abril
Me gusta el vino tanto como las flores
y los amante, pero no los señores
me encanta ser amigo de los ladrones y las canciones en francés
No soy de aquí, ni soy de allá no tengo edad, ni porvenir y ser feliz es mi color e identidad
Me gusta estar tirado sobre la arena y en bicicleta perseguir a Manuela
y todo el tiempo para ver las estrellas con la María en el trigal
No soy de aquí, ni soy de allá no tengo edad, ni porvenir y ser feliz es mi color e identidad Facundo Cabral

giovedì 1 ottobre 2009

Un' intuizione e in gita a Manualmente

Ieri sera parlando su Skype con degli amici francesi ha saputo che Corentin, un bimbo di 7 anni per cui mi avevano chiesto di pregare è morto e la cosa mi ha fatto molto dispiacere sia per lui, che per la sua famiglia, nelle pagine prima dell'inizio del libro "Per chi suona la campana" di Ernest Hemingway che lessi, c' erano scritte poche righe di cui ricordavo solo il senso per cui ho cercato su internet la citazione eccola qua:
La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché io sono parte dell'umanità.
E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: Essa suona per te. (J.Donne)
Devo essere sincera, non sempre riesco a venire scossa dalla morte di qualcuno, ma i bimbi sono l' eccezione. Stamani il mio primo pensiero è stato per Corentin e la sua famiglia pur non conoscendoli. Oggi avevo deciso che mi sarei recata a vedere Manualmente, scesa a Torino Lingotto e ho chiesto la strada per arrivarci e mi hanno indicato quella che portava alla passerella olimpica, mentre camminavo non c' era nessuno, osservavo il paesaggio: a destra asfalto e macchine che passavano a sinistra le case costruite per le olimpiadi, mi sono ritrovata a canticchiare una canzone ... se verrai con me mmmm...mmm, solo un aria intervallata da qualche parola sicuramente sbagliata, ad un certo punto ho avuto un intuizione: è vero, non sto dicendo nessuna preghiera, non penso a Dio, canticchio un motivo, eppure sto pregando e pure bene, ero in perfetta armonia e pace, pur essendo in un contesto "arido" insomma è vero che posso essere facilmente contestabile, eppure io mi sono sentita più in preghiera che in altri momenti, questo non vuol essere un incitamento a non pregare più, lungi da me, ma è un partecipare un intuizione ovvero che alcune volte noi preghiamo senza rendercene conto. Mi sa che non mi sono spiegata bene per cui passiamo all'esposizione, arrivata sto per mandare un messaggio alla streghetta per darci un appuntamento e mentre traffico alzo gli occhi e la vedo nell' altra coda con il suo micione e così ci siamo salutati ed abbiamo chiaccherato un po' e poi ci siamo divisi perché ognuno aveva la sua meta. Mentre stavo sbirciando mi sento chiamare Fiore, Fiore, mi giro e mi vedo quella s.... simpatica ragazza dell mia prima capoufficio, era il lontano 1973 e non ancora ventenne (visto che fino alla data del compleanno non scattano gli anni in più) toscana, mi ritrovai in quegli uffici con piemontesi, che parlavano il piemontese, lingua a me pressoché sconosciuta, tonta che più tonta non si può (un po' lo sono ancora adesso) e visto che allora non c' erano ancora gli extra comunitari la frase di ogni giorno era: dovrebbero costruire un muro da Firenze in giù. Firenze per gentilezza nei miei confronti, visto che sono nata là. Il guaio era che essendo io di pura razza meticcia (nel senso di due genitori di regioni diverse) ed avendo girato l' Italia anche del sud, invece di stare zitta, fare un bel sorriso, quando sentivo questi discorsi dicevo: prima di costruirlo ditemelo che passo dall' altra parte.
Quanti pianti ho fatto (fuori dall' ufficio) poi per fortuna mi ha fatto cambiare posto e mi hanno messo a sostituire una collega in maternità e non sono mai più ritornata lassù. Lei se n' è andata in pensione, poi anch'io ho lasciato ed oggi mi ha cercata lei, con simpatia. Gli anni ed i fatti della vita ci cambiano, dopo che era andata in pensione le venne un cancro e questo l' ha migliorata, ora è molto carina nei confronti del prossimo. La vita e il tempo ci cambiano, certe volte in peggio, altre volte in meglio, il tempo sfuma le cose passate, una trentina di anni fa se mi avrebbero descritto la scena di oggi non ci avrei creduto.
Ho imparato a fare un garofano con un tovagliolo di carta, ho tessuto con un piccolo telaio, ho visto cose bellissime (soprattutto i ricami) ed altre meno belle. All' esposizione sono riuscita a relazionarmi con alcune persone in modo carino ed inaspettato, ho comprato delle scatole e sono riuscita a non spendere tanti soldi, anche se ho lasciato il cuore ad un libro francese sul recupero di vecchi ricami però costava 15 euro ed ho lasciato perdere.
Una cosa è certa che il prossimo anno se non c'è qualche contrattempo ci torno.

lunedì 28 settembre 2009

Buongiorno mondo!!! questa mattina alle 6 ero già sveglia, fatto colazione e salutato il Padre, si salutato ovvero : Ciao Buongiorno!!! nella testa avevo i problemi alla caldaia del riscaldamento che bisogna continuamente sorvegliare perché l' acqua sparisce (già chiamato l' idraulico che martedì tornerà per l' ennesima volta) e poi mi è venuto in mente il prete 85enne, che io avevo soprannominato il tredicenne per la sua freschezza d' animo nonostante fosse in un letto senza potersi muovere, non me l' ha mai detto ma credo che abbia pregato molto per me, sperava che avrei pregato molto nel futuro, ma in questo, non credo sia stato accontentato; era stato lui che mi aveva dato la preghiera che ho copiato qua sotto ve la lascio come regalo, così come è stata data a me e vi ricordo che se non si arriva a dire: ti amo perché è troppo impegnativo, Lui accetta anche ti voglio bene!!! Ora me ne vado ai miei lavori: Stiro e ammiro!! ecc.
AMAMI COME SEI
(di Mons. Lebrun)

"Conosco la tua miseria, le lotte e le tribolazioni della tua anima, le deficienze e le infermità del tuo corpo; so la tua viltà, i tuoi peccati, e ti dico lo stesso: Dammi il tuo cuore, amami come sei...
Se aspetti di essere un angelo per abbandonarti all'amore, non amerai mai.
Anche se sei vile nella pratica del dovere e della virtù, se ricadi spesso in quelle colpe che vorresti non ricommettere più, non ti permetto di non amarmi. Amami come sei.
In ogni istante e in qualunque situazione tu sia, nel fervore o nell'aridità, nella fedeltà o nella infedeltà, amami... come sei...
Voglio l'amore del tuo povero cuore; se aspetti di essere perfetto, non mi amerai mai.
Non potrei forse fare di ogni granello di sabbia un serafino radioso di purezza, di nobiltà e di amore? Non sono io l'Onnipotente? E se mi piace lasciare nel nulla quegli esseri meravigliosi e preferire il povero amore del tuo cuore, non sono io padrone del mio amore?
Figlio mio, lascia che io Ti ami, voglio il tuo cuore.
Certo voglio col tempo trasformarti, ma per ora ti amo come sei... e desidero che tu faccia lo stesso; io voglio vedere dai bassifondi della miseria salire l'amore.
Amo in te anche la tua debolezza, amo l'amore di poveri e dei miserabili; voglio che dai cenci salga continuamente un gran grido: "Gesù ti amo". Voglio unicamente il canto del tuo cuore, non ho bisogno ne' della tua scienza, ne' del tuo talento.
Una cosa sola m'importa, di vederti lavorare con amore.
Non sono le tue virtù che desidero; se te ne dessi, sei così debole che alimenterebbero il tuo amor proprio; non ti preoccupare di questo. Avrei potuto destinarti a grandi cose; no, sarai il servo inutile; ti prenderò persino il poco che hai... perché ti ho creato soltanto per l'amore.
Oggi sto alla porta del tuo cuore come un mendicante, io il Re dei Re! Busso e aspetto; affrettati ad aprirmi. Non allargare la tua miseria; se tu conoscessi perfettamente la tua indigenza, moriresti di dolore. Ciò che mi ferirebbe il cuore sarebbe di vederti dubitare di me e mancare di fiducia. Voglio che tu pensi a me ogni ora del giorno e della notte; voglio che tu faccia anche l'azione più insignificante solo per amore. Conto su di te per darmi gioia... Non ti preoccupare di non possedere virtù; ti darò le mie. Quando dovrai soffrire ti darò la forza. Mi hai dato l'amore, ti darò di saper amare al di là di quanto puoi sognare... Ma ricordati... amami come sei... Ti ho dato mia Madre; fa passare, fa passare tutto dal suo Cuore così puro.
Qualunque cosa accada, non aspettare di essere santo per abbandonarti all'amore, non mi ameresti mai... Va..."

sabato 26 settembre 2009

Natale '06 ed altre poesie

Ed eccomi a voi con altre mie poesie la prima s' intitola Natale '06, le altre hanno la data c' è anche una del giorno del mio compleanno

Natale '06
Un quaderno donato: Natale 2006
rivestito dei colori della terra, radici profonde.
Sentimenti forti, nascosti ma profondi.
Terra, foglie e raggi di luce: speranza che non muore mai.
Radici profonde, sentimenti profondi che ricordano sensazioni nascoste,
dolori passati, vita presente.
Un caldo abbraccio che ti avvolge, amore che ti circonda e la voglia di dire: GRAZIE!!!!
Di scrivere l' indescrivibile.
I sussurri di un cuore, solo un altro cuore li può udire
ed il silenzio lascia lo spazio alla verità e nei silenzi, i sentimenti prendono il loro posto.
24/7/07
In una notte dove il sonno non arriva e l' inquietudine diventa compagna di viaggio,
la voglia di scrivere prende il sopravvento e l' anima si fa più leggera.
Il gioco delle emozioni, l' incertezza e il dubbio, la calma del silenzio della notte,
ho paura del provvisorio? Forse, eppure quello che ho vissuto questi due anni è così ricco, così forte, che temo il ritornare alla quotidianità,
eppure credo che la Tua mano sia ben stretta alla mia
ed allora, dove andiamo??
Questa poesia è un po' premonitrice di quello che è successo dopo, l' ho ritrovata il giorno del mio compleanno e mi è venuto da fare il proseguo, eccolo qua a distanza di 2 anni
18/09/09
Qualche volta conduco io,
strattono la Tua mano e ti porto dove dico io.
Ma chissà perché mi vien da pensare che in realtà ti seguo
la quotidianità non fa più paura e la Tua mano da allora non mi ha più lasciato.
In viaggio per Bologna Marzo '07
Un occhiata dal finestrino d' un treno: montagne!
Ricordi di stupori di bimba che guardava dal finestrino d' un treno.
Vedo una Madonna, statua alta sopra la città,
il mio spirito libero e nomade sorride,
ho viaggiato, ho visto paesaggi, città, persone
e la vita è rimasta dentro di me!!

venerdì 25 settembre 2009

Invito a pranzo

Ebbene si, la streghetta ed il micio sono arrivati a trovarci e alla fine del nostro pranzo le ho detto: questo è da raccontare ma fallo tu, sono certa che farai ridere!!
Quindi vi invito ad andare al vedere il suo post su:
soprattutto se siete un po' tristi, ricordate: il riso fa buon sangue!!!! ....(però senza zucchine).

domenica 20 settembre 2009

Amicizia, Amichevole

Il giorno del mio compleanno è stato molto bello, ed è passato benissimo, sabato sono andata ad una dimostrazione dei nuovi prodotti della Stamperia ed ho imparato delle tecniche di pittura che non conoscevo. Oggi la mia streghetta mi ha comunicato, con mia grande gioia che verrà a trovarmi col gattone giovedì, sono molto contenta.
Mi sono segnata delle cose scritte da Martini sull' amicizia che mi hanno colpito non sono totalmente d' accordo, però mi piacevano. Dio mi ha donato un amicizia, mi è stato ben chiaro durante un ritiro, per gli altri penso di essermi guadagnata la loro amicizia, lo so questo è orgoglio, ma ogni tanto ci vuole anche questo.
Poi per esperienza diretta reputo sacrosanto il proverbio:
Dagli amici mi guardi Dio, che dai nemici mi guardo io.
In ogni caso ho deciso d' ora in avanti che sarò amichevole con tutti, salvo le solite eccezioni che confermano la regola.
Da: conversazioni notturne a Gerusalemme Sul rischio della fede pag. 55

Desideravo tanto degli amici, ma non li trovavo. Volevo troppo. Volevo nuovi amici ed ero troppo esigente: due errori. Non riuscivo ancora a capire che gli amici sono un dono. ………..

Per me l’ amicizia è qualcosa di raro e prezioso, ci viene data da Dio. E distinguo amicizia da amichevole.
Dovremmo essere amichevoli con tutti, ma non possiamo essere amici di chiunque.
Un segno d’ amicizia è rivedere qualcuno dopo un anno e riuscire a parlare con lui o con lei come se lo avessi visto ieri. Non è necessario che gli amici stiano sempre insieme, ma possono sempre discutere tra loro di argomenti importanti.

venerdì 18 settembre 2009

Buon compleanno a me!!!!

Per dir la verità, visto che si stava facendo un po' tardi ho volutamente aspettato per farmi gli auguri di un buon compleanno!!! Sono 56 anche se penso di non essere ancor uscita dall' adolescenza, questo non significa che sono scriteriata, però sono fondamentalmente giovane!!
Titti mi ha già fatto il regalo ed è riuscito a sorprendermi, non sapendo che farmi è arrivato con una torta (buonissima!!!) perché oggi non avrebbe avuto tempo. La luce dei miei occhi dopo che gli ho detto con un messaggino della mammografia mi ha scritto: ci sentiamo domani (ovvero oggi).
Una volta un prete di 85 anni mi disse che essere umili non significa non dire la verità, si può constatare una verità ed io dopo questo anno che non è stato facile, ma che mi ha: "cambiato in meglio", non so se l' espressione è giusta, forse mi sono riscoperta, ho molti difetti, ma ho anche molti pregi, ho mille debolezze, ma ho tante qualità, insomma mi sento veramente convinta nell' affermare quanto scritto nel:
Salmo 139 (138)

versetto 14 Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;.........
Oggi attenderò le telefonate di auguri, starò con la mia famiglia e ringrazierò Dio perché sono amata, si, mai come in questo ultimo anno, pur con tutte le difficoltà, le delusioni, le ferite, le cicatrici che sembrava che non si rimarginassero mai, il tempo passato in ospedale sia da me che da Titti, mi sono sentita così amata. Si ho sentito l' amore di Dio e di coloro che mi sono stati accanto, ma l' amore di Dio non si ferma a me, mi piacerebbe che tu che leggi, lo percepissi anche nei tuoi confronti, penso che Dio abbia un amore esclusivo e nello stesso tempo universale. Ci sono cose che non capisco e che non posso spiegare, ma mi piacerebbe veramente trasmettere la carezza di Dio che è solo per me, ma anche per te, per lei, per tutti. Buona giornata a noi tutti!!!!!!